Sistri: “Risarciamo le imprese per i danni del vecchio e controlliamo tir stranieri col nuovo”

Il Governo deve risarcire le imprese di autotrasporto danneggiate dal Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti pericolosi nato nel 2010 e mai entrato in funzione (ma fatto pagare lo stesso alle aziende,) istituendo un fondo da 20 milioni di euro. A ribadire la richiesta, presentata recentemente al Transpotec di Verona, è stato il presidente di Conftrasporto e Confcommercio Paolo Uggé che ai microfoni di Radio 24, intervistato da Massimo de Donato, (cliccate qui per ascoltare l’intera intervista)  ha risollecitato il Governo a creare un meccanismo per risarcire in parte le imprese per i costi sostenuti per adeguarsi al sistema rivelatosi un colossale fallimento, annunciando anche una possibile class action. Continua a leggere

Sistri, dal 1° ottobre entrerà in funzione. Sarà l’ennesima figuraccia?

Il Governo ha appena evitato una figuraccia (con la proposta, fortunatamente “andata in fumo” d’introdurre il divieto di fumare in macchina, sulla quale Confcommercio ha invocato il coinvolgimento del ministero dei Trasporti al fine di evitare l’emanazione di una norma che avrebbe coperto di ridicolo non solo il proponente ma anche i dicasteri che hanno la stretta competenza sul Codice della strada) ed ecco all’orizzonte profilarsene un’altra. Il tema questa volta è il Sistri,  sistema che consente di tracciare il trasporto dei rifiuti. Un progetto, ideato dal ministro Pecoraro Scanio e portato avanti dalla collega Stefania Prestigiacomo, nelle intenzioni ottimo, ma naufragato in un mare di problemi di funzionamento, come testimoniano il giudizio espresso nelle relazioni del procuratore antimafia (“il sistema è inutile come ipotizzato”); le valutazioni negative  del consulente dell’attuale ministro dell’Ambiente, Edo Ronchi, gia’ ex ministro; ma soprattutto gli operatori che hanno constatato con mano il disastroso flop nella giornata del Click day, organizzata per testare il funzionamento del sistema. Continua a leggere

Prestigiacomo: “Sul Sistri ministero estraneo, chiesi io di togliere il segreto”

“Sono contenta che la conclusione dell’indagine sul Sistri non abbia fatto emergere a carico del ministero dell’Ambiente alcun atto sospetto”. Lo afferma l’ex ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. “Non ho, ovviamente, letto l’ordinanza del Gip, ma mi sembra, stando alle notizie di stampa, che in questa vicenda il ministero sia parte offesa e dovrebbe semmai costituirsi parte civile”. Per il resto, osserva l’ex ministro dell’Ambiente, “leggendo la lista degli indagati, si tratta di persone totalmente estranee al ministero. Mi pare che l’inchiesta si sia imbattuta in fatti estranei al Sistri, rapporti tra società private che spesso nulla avevano a che fare con il sistema di tracciabilità dei rifiuti”. L’ex ministro Prestigiacomo torna anche sul segreto di Stato. Continua a leggere

Ma il Governo ha almeno letto le proposte dei trasportatori sullo scandalo Sistri?

“Le associazioni (ovvero i privati) sono costrette a progettare (a proprie spese) nuove soluzioni per porre rimedio a problemi che lo Stato non solo non ha saputo risolvere, ma per i quali ha sprecato, senza ottenere alcun risultato, decine di milioni di euro. È quanto accaduto per lo scandalo (come chiamarlo diversamente) del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, che il ministro Stefania Prestigiacomo ha affidato a una società che non l’ha mai fatto funzionare, e che ora altre realtà “private”, stanno cercando di far funzionare offrendo al Governo una soluzione realmente funzionante. Ma il Governo sta almeno esaminando queste proposte (mi riferisco al progetto Setri, elaborato da Assitel e Conftrasporto, presentato ai ministeri competenti prima dell’estate) o non gli ha dato neppure un’occhiata, unendo al danno la beffa (per decine di migliaia di imprese di autotrasporto)? Continua a leggere

“I responsabili del disastro Sistri hanno un nome e cognome. E noi ve li diciamo”

Non siamo particolarmente teneri con l’attuale esecutivo guidato dal professor Mario Monti, ma se una colpa non gli può essere attribuita quella riguarda il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, “intuizione geniale” di Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio nel Governo Prodi II,  ulteriormente peggiorata, nella sua attuazione, da Stefania Prestigiacomo, succedutagli nell’incarico con l’ultimo Governo Berlusconi. Tutti hanno riconosciuto il fallimento del Sistri, testimoniato dalle prove tecniche, attuate con il “click day”, che hanno impietosamente messo a nudo l’inutilità del sistema. Continua a leggere

Disastro Sistri, già 300 imprese di autotrasporto si sono rivolte all’avvocato

Sono già  quasi trecento le imprese di autotrasporto che si sono rivolte al legale della Fai Conftrasporto, l’avvocato Natale Callipari, dell’omonimo studio,  per aprire un’azione legale e ottenere il recupero del danno subito per il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti costato decine di milioni di euro ma mai entrato in funzione.  Continua a leggere

“Sistri sotto esame fino a giugno 2013, nessun contributo da pagare per il 2012”

“Quella del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti é una storia che va definita. Ho chiesto la sospensione al Consiglio dei ministri in attesa di arrivare a verifiche decisive. La sospensione non deve andare entro l’anno”. Lo ha dichiarato  il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini sottolineando che la decisione “è stata presa allo scopo di effettuare le verifiche richieste dopo il parere del Digitpa, l’Ente nazionale per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione sulla funzionalità del sistema al quale il ministero, allora sotto la guida di Stefania Prestigiacomo, si era rivolto nel maggio del 2011 a seguito delle difficoltà operative riscontrate nella fase di avvio sperimentale. Continua a leggere

Scandalo Sistri, su Repubblica i retroscena di un affare da 500 milioni di euro

“Doveva diventare l’arma definitiva per sconfiggere le eco-mafie, ma dietro al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti si nasconde una voragine di sperperi pubblici a vantaggio della holding di Stato, incaricata, attraverso la controllata Selex, di progettare e mettere a regime il sistema. Tutto sancito da un contratto siglato in gran segreto con il ministero dell’Ambiente”. Comincia così l’articolo inchiesta pubblicato dal quotidiano La Repubblica che svela tutti i retroscena dello scandalo Sistri,  scoperchiando “un business da quasi 500 milioni di euro ai danni di 400mila aziende italiane”.  Continua a leggere

Il Sistri non funziona ancora, il ministro sposta i pagamenti al 30 novembre

Migliaia di autotrasportatori nei mesi scorsi l’hanno definita nei modi peggiori: una buffonata, una pagliacciata, uno scandalo, una vergogna. Qualcuno non ha esitato a definirla un furto, una rapina, senza dimenticare chi non ha perso l’occasione per definire la vicenda Sistri (ovvero l’entrata in vigore, mai avvenuta nonostante migliaia di aziende di autotrasporto abbiano regolarmente versato il regolare versamento dei contributi previsti per il 2010 e il 2011, del sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti speciali lanciato dall’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo) una dimostrazione della totale incapacità della classe politica italiana.  Oggi la telenovela Sistri fa registrare una nuova puntata. Continua a leggere

Sistri, Fai Conftrasporto all’attacco mette in mora il ministero dell’Ambiente

È scontro aperto sul caso Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, fortemente voluto dall’ex ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il cui mancato funzionamento è stato denunciato per mesi dagli autotrasportatori costretti però ugualmente a pagare migliaia di euro. Il comitato esecutivo di Fai Conftrasporto ha infatti deliberato di dare mandato allo studio legale Callipari di Verona di avviare la procedura per la messa in mora del ministro dell’Ambiente per il mancato funzionamento del Sistri. Continua a leggere