Auto privata a rischio estinzione. “Muoversi” spiega perché nelle grandi città potrà accadere

C’era una volta l’auto “status symbol”. Oggi non c’è più, “sorpassata” da una prospettiva dell’utilizzo delle quattro ruote che sta sempre più spostandosi dalla proprietà alla disponibilità, con una quota crescente di pendolari che mostra un grande interesse per le opportunità oggi disponibili di utilizzare le auto senza possederle. In sostanza: il concetto stesso di mobilità sta cambiando. Parola di “Muoversi” il magazine trimestrale dell’Unione petrolifera che nell’ultimo numero ha affidato a Pietro Lanzini, ricercatore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e responsabile comunicazione del Cami (Center for automotive and mobility innovation) della stessa università l’incarico di compiere un vero e proprio viaggio fra passato, presente e futuro dell’auto. O meglio, del suo nuovo impiego pronto a modificarsi sempre più, soprattutto la dove la “politica” saprà far partire nuovi progetti. Continua a leggere

Spese di viaggio rimborsate a chi non può fare a meno di usare l’auto per andare al lavoro

Un contributo per compensare le spese di viaggio di chi è costretto a usare la propria auto per andare al lavoro a causa dell’orario, del percorso, o dell’impossibilità di utilizzare mezzi pubblici che consentano di  raggiungere l’ufficio, l’azienda senza sprecare troppo tempo in attesa. È quello che i pendolari della provincia di Bolzano potranno chiedere, fino al 31 marzo, per i costi sostenuti nel 2029, alla Provincia,  online con il sistema pubblico di identità digitale Spid o la Carta servizi (tessera sanitaria) attivata.  Nel frattempo l’elaborazione delle 4.200 domande presentate l’anno scorso è stata completata e i contributi, che hanno visto uno stanziamento totale di poco meno di 2,5 milioni di euro, sono stati quasi completamente erogati con un contributo medio pro capite di circa  630 euro, mentre l’importo più elevato è stato di circa 2.500 euro. Continua a leggere

Ponti e gallerie che crollano: Il Governo deve dichiarare lo stato d’emergenza nazionale

Le condizioni di strade e autostrade in italia, fra crollo di ponti e cavalcavia e cedimenti di volte in galleria, ma anche con migliaia di buche nell’asfalto che rappresentano vere e proprie trappole mortali, sono talmente disastrate e pericolose da far sì che il Governo dichiari lo stato di emergenza nazionale? Ad avanzare una richiesta perchè questo avvenga sono i rappresentanti delle associazioni di categoria Assotrasporti, Fai e Sistema Impresa che hanno deciso di prendere drasticamente posizione contro il cattivo stato della rete stradale, autostradale ma anche  ferroviaria, affermando che  la priorità dello Stato deve essere quella di “salvare la vita delle persone che ogni giorno guidano sulle strade italiane”,  come ha dichiarato il presidente di Assotrasporti, Secondo Sandiano, denunciando come non solo “la rete di comunicazione stradale e autostradale non sia  sicura”, ma come poco o nulla sia stato fatto per prevenire nuove possibili tragedie. Continua a leggere

Centinaia di ponti senza lavori di manutenzione perché lo Stato non sa a chi appartengano

Non sono solo i crolli di ponti, cavalcavia, volte nelle gallerie a dire quanto sia “caduta in basso” la credibilità di una classe politica e amministrativa italiana incapace di gestire la “cosa pubblica”, e in particolare la funzionalità e la sicurezza dei collegamenti, dei trasporti. A mostrare l’incredibile incapacità di chi guida il Paese è un’inchiesta pubblicata su Dataroom, (cliccate qui per leggere l’intero articolo) spazio informativo curato da Milena Gabanelli sul Corriere della Sera on line, che racconta come su centinaia di ponti la manutenzione non venga fatta perché non si sa a chi appartengono, di chi sia la proprietà (e dunque la responsabilità di garantirne la sicurezza. Continua a leggere

Unione petrolifera, i numeri che “demoliscono” la scelta di bloccare i diesel Euro 6 a Roma

Una breve nota tecnica, corredata da alcuni grafici, per “analizzare il reale impatto che il blocco alla circolazione alle vetture diesel Euro 5 e 6 attuato a Roma ha realmente avuto in termine di riduzione delle emissioni di particolato nell’aria. Poche righe ma più che sufficienti per “demolire” letteralmente la decisione della giunta capitolina guidata dal sindaco Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle. Decisione “fatta a pezzi” in tutta la sua illogica ignoranza della materia già dal titolo della nota diffusa dall’Unione petrolifera: “Con il blocco delle auto diesel Euro 5 e 6 evitati solamente 30 chilogrammi di Pm , cioè lo 0,15 per cento del totale immesso giornalmente a Roma”. Continua a leggere

Fotografie e video di buche sulle strade: la denuncia parte a bordo dei camion

“E per fortuna che questa è la strada provinciale per la cosiddetta ‘Valle d’Oro’, la Val Seriana… Altro che oro, è ridotta in condizioni pietose, come nel tratto che dall’uscita a Fiorano al Serio va verso la Valgandino”. “Volete avere un esempio di quanto possa essere malridotta una strada? Provate a percorrere la statale Francesca”. Sono solo due esempi delle segnalazioni che stanno arrivando da settimane, via e mail, agli uffici della Fai di Bergamo. Denunce di associati che chiedono a gran voce una manutenzione ordinaria, per rattoppare una rete viaria che fa acqua da tutte le parti e che potrebbe mettere a dura prova la sicurezza stradale. “Segnalazioni, supportate da immagini allegate, che confermano una situazione preoccupante”, commenta Doriano Bendotti, segretario provinciale della Fai”, e che vanno raccolte in un ‘dossier’ da presentare alle istituzioni. Continua a leggere

Complicare la vita dei cittadini a colpi di divieti: è la cosa che riesce meglio ai politici

Complicare la vita dei cittadini e degli operatori che hanno necessità di utilizzare automezzi sembra essere lo sport preferito dei nostri amministratori pubblici, sport in cui la campionessa italiana è probabilmente il sindaco di Roma Virginia Raggi. Parola del vicepresidente nazionale di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè che dalle “colonne” della sua rubrica settimanale il Punto, sul portale conftrasporto.it, torna ad attaccare “la politica dei divieti allo scopo di contrastare le polveri sottili”. “La palma per la maggiore di ignoranza e demagogia va, a mio avviso, al sindaco di Roma che addirittura ha vietato la circolazione agli Euro 6”, scrive Paolo Uggè. Continua a leggere

Italia, piattaforma logistica del Mediterraneo sprofondata sotto il peso dell’incapacità politica

Altro che piattaforma logistica del Mediterraneo: i traffici portuali in Italia sono in continuo calo. Ad annunciarlo, fornendo un’anticipazione sui contenuti dell’analisi semestrale sul traffico di persone e merci realizzato dai responsabili del centro studi di Confcommercio, è il vicepresidente di Conftrasporto e Confcommercio Paolo Uggé, che nel suo appuntamento settimanale con i lettori on line sul sito di Conftrasporto, la rubrica”Il Punto” , esprime tutta la propria preoccupazione per “i dati dei traffici portuali che fanno registrare un meno 2,1in generale in generale, e un meno 8,8 per cento nei porti del sud”. Continua a leggere

Tappare le buche sulle strade e lavarle combatte lo smog più dei divieti. Ma Virginia Raggi lo sa?

Attuare misure come quella (assurda, inspiegabile, se non attraverso l’ignoranza e l’ideologia elevate all’ennesima potenza?) che a Roma ha bloccato le auto diesel di ultima generazione “crea incertezza nei consumatori, bloccando di fatto il ricambio del parco auto che è uno degli strumenti principali in grado di dare un contributo positivo al miglioramento della qualità dell’aria nel medio termine”. Ad affermarlo sono i responsabili dell’Unione petrolifera italiana che in una nota diffusa per dimostrare la totale inefficacia della decisione (cliccate qui per leggere l’articolo) sono solo affermano che “in termini quantitativi, nel 2015, ultimo dato Ispra disponibile, le emissioni totali di PM e NOx nel Comune di Roma hanno visto un contributo predominante, su base annua, del PM10 derivante dal riscaldamento civile, tra l’altro concentrato solo nei mesi invernali), ma aggiungono un altro elemento di fronte al quale forse, amministratori ai quali fosse rimasto un briciolo di dignità , non potrebbero far altro che dimettersi. Continua a leggere

Revisioni obbligatorie per gli automezzi: perché non accade lo stesso anche per le strade?

“Siamo costretti ogni anno a sostenere la revisione dei veicoli ma forse sarebbe il caso di revisionare le strade. C’è un’evidente mancanza di simmetria che, ancora una volta, è tutta a sfavore delle aziende. È inutile avere i mezzi e le rimesse a norma quando la maggior parte delle strade sono a rischio”. Continua a leggere