Quello del camionista , si sa, è un lavoro usurante. Un riconoscimento, sancito da un decreto legislativo del 2011(considerate le ore trascorse nel traffico snervante con la concentrazione sempre al massimo per evitare possibili incidenti che, considerate le dimensioni del mezzo, potrebbero avere conseguenze pesantissime) grazie al quale gli autisti di mezzi pesanti che operano nel settore autotrasporto possono beneficiare di misure come l’anticipo pensionistico, ovvero un’indennità che permette di anticipare il pensionamento per i lavoratori che si trovano in difficoltà.Un “aiuto”, del valore fino a 1500 euro mensili riconosciuti a chi abbia un’età superiore ai 63 anni e 5 mesi e che abbia versato regolarmente i contributi per un periodo di almeno 30 anni, Continua a leggere
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Angolo cieco, il mondo a due ruote e quello dei camion viaggiano affiancati contro gli incidenti
Angolo cieco: una definizione conosciutissima fra chi viaggia sulle strade, in particolar modo fra ciclisti, motociclisti e camionisti, categorie divise dalle dimensioni dei rispettivi mezzi ma unite dalla consapevolezza che l’affiancamento di un mezzo a due ruote a un tir, soprattutto a un incrocio con il mezzo pesante che potrebbe svoltare non appena scatta il verde, rischia di diventare una pericolosissima trappola. E questo proprio per colpa d quell’angolo cieco, di quella porzione di strada che il conducente del mezzo pesante dalla cabina di guida non può vedere, neppure dagli specchietti retrovisori. Nulla di cui stupirsi, dunque, che il mondo delle due ruote e quello dell’autotrasporto abbiano voluto dare vita, affiancati, a una campagna d’informazione per prevenire possibili incidenti fra chi pedalando o guidando uno scooter o una moto affianca un mezzo pesante, Continua a leggere
Forze dell’ordine attente: se la divisa contiene queste fibre può essere pericolosa per la salute
Ci sono uomini in divisa che vigilando sulle strade (e facendo prevenzione contro possibili eccessi di velocità e manovre spericolate, e dunque incidenti) difendono la salute degli automobilisti e di qualunque altro cittadino si sposti, con altri mezzi o a piedi. Ma ci possono essere anche automobilisti che “vigilano” sulla salute degli uomini in divisa. Come dimostra la storia di uno di loro, un “cittadino e automobilista” per il quale quest’ultimo termine suona a dire la verità decisamente riduttivo, considerato che da pilota di Formula 1 ha corso oltre 100 Gran premi. Prima d’imboccare la strada, una volta tolto il casco e abbandonati i circuiti, che l’ha guidato a diventare imprenditore, fondando fra le varie aziende anche un’impresa che ha come obiettivo tutelare proprio la salute di migliaia di uomini in divisa che ogni giorno operano sulle strade e che, incredibilmente, può essere messa in pericolo proprio dalla divisa che indossano. Lui è Piercarlo Ghinzani, ex pilota Continua a leggere
Aldo Descrovi, l’ex pilota che da imprenditore è diventato un campione del mondo della sicurezza
Da pilota d’enduro, come “confessa” lui stesso sorridendo (grazie anche al ricordo di infortuni mai particolarmente seri), cadeva “abbastanza spesso, di certo più di diversi amici con i quali mi allenavo e che in diversi casi poi sono diventati grandi campioni”. Forse é anche per questo che per lavoro ha deciso di assicurarsi che chi va in moto (ma anche in macchina o sugli sci, in bici o in kayak, o praticando qualsiasi altro sport in cui ci si potrebbe far male) abbia le migliori protezioni possibili. Partendo dai caschi , per tutti gli sport , per proseguire con “dispositivi di protezione individuale, quelli che in inglese sono conosciuti come Ppe, ovvero personal protective equipment”, come esordisce “raccontandosi” nel ruolo d’imprenditore, “per il corpo, dalla schiena al petto, dalle spalle ai gomiti, fino alle ginocchia , nonché per gli occhi ”. Dispositivi di protezione che i più importanti produttori Continua a leggere
Acciacchi e dolori “da moto”: un pilota-osteopata indica la strada per prevenirli e curarli
Muscoli del collo, colonna cervicale, clavicola e scapola, colonna dorsale, muscolatura di braccia e avambracci, estensori e flessori dita, muscolatura delle spalle, colonna lombare, addominali, muscolatura degli arti inferiori: se il mondo delle due ruote dovesse indicare le parti del corpo più sollecitate e più soggette ad acciacchi, probabilmente indicherebbe, in ordine sparso, molte fra queste. A indicarle tutte mettendole per di più nell’esatto ordine di classifica, come se si trattasse di una gara, è invece un solo motociclista, ma che di muscoli e ossa più a rischio in sella alle due ruote se ne intende come pochi altri: per il semplice fatto che oltre a essere un motociclista
Continua a leggereCorsie d’emergenza: oltre che in autostrada perché non realizzarle anche lungo la ferrovia?
Lungo le autostrade ci sono corsie d’emergenza, realizzate per far fronte a possibili situazioni di disagio: perché non realizzare anche lungo le ferrovie binari di stazionamento che, in caso di problemi, potrebbero impedire, per esempio di tenere fermi treni cargo, carichi di merci o di camion fatti viaggiare con il cosiddetto trasporto combinato per combattere traffico e inquinamento? A lanciare la proposta è Alessio Soave, titolare con il padre Fabrizio, della Alfa Trasporti impresa da sempre in prima fila per spingere il trasporto intermodale, per far sì che la svolta green non sia solo facile propaganda. Una proposta che il giovane imprenditore ha fatto di fronte alle telecamere, nel video realizzato dalla sua associazione di categoria, la Fai di Verona, per i 30 anni di attività. Un video ideato e realizzato in modo non “ celebrativo”, ma “analitico, propositivo”. Con messaggi importanti lanciati dalla nuova generazione di imprenditori veronesi chiamata a guidare autotrasporto e logistica nel futuro: Continua a leggere
Baby camionisti, l’Europa dice sì. A 18 anni si farà la patente per i tir e a 17 si guiderà un furgone?
Vado al Massimo: il brano di Vasco Rossi sale in sella per il “Komandante” dei piloti Norelli
Vado al Massimo: hanno deciso di prendere in prestito il titolo di una delle canzoni più famose di Vasco Rossi i responsabili del Moto-Club Fulvio Norelli Asd per “dare un nome” al 1° Trofeo intitolato alla memoria di Massimo Sironi, storico presidente (dopo essere stato uno dei fondatori) della scuderia bergamasca, scomparso nell’ottobre 2023 dopo aver “guidato sempre al massimo” i sui piloti, oltre che tutti gli associati, e dopo aver “corso”, per oltre 10 anni, una battaglia personale durissima contro la malattia che l’aveva colpito. Senza mai allentare la presa sul gas, lottando come un leone fino alla fine in una sfida a colpi di Continua a leggere
Biocarburanti e trasporto pesante: cosa si nasconde dietro le “dimenticanze” dell’Ue?
Perché l’Europa continua a “dimenticare” di mettere, nero su bianco, nei propri documenti un riferimento chiaro e definitivo sull’impiego di biocarburanti nel trasporto pesante? Sono sempre più le persone che si stanno ponendo questa domanda. E fra loro c’è anche il presidente di Federauto Massimo Artusi, che per non lasciare spazio a interpretazioni il proprio pensiero in proposito ha deciso di scriverlo, in un comunicato stampa diffuso all’indomani dell’invito, rivolto dal Consiglio europeo alla Commissione Ue rivedere le regole del gioco in materia di alimentazione dei mezzi “presentando senza indugio una proposta mirata di flessibilità aggiuntiva rispetto alla tappa del 2025 prevista dal Continua a leggere
Tour d’Europe: è partita la “controffensiva” per difendere i mezzi alimentati con i biocarburanti
Se a decidere la strategia da usare e a guidare la nuova “manovra” ci fossero dei militari verrebbe spontaneo parlare di una “controffensiva”, di un’operazione pianificata per rispondere a un “attacco” sferrato dal nemico. In realtà “ al volante della manovra” ci sono “civilissimi” rappresentanti dell’industria automobilistica europea che hanno deciso di far partire una “colonna di mezzi civili” in un viaggio sulle strade europee con lo “scopo di dimostrare la disponibilità e il potenziale dei carburanti rinnovabili ai fini della decarbonizzazione dei trasporti e della neutralità climatica” come sottolineano gli ideatori di “Tour d’Europe”, viaggio di tre mesi attraverso 20 diversi Paesi europei partito “con “l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, ma che anche con l’ambizione di convincere i policy makers europei che i biocarburanti, sia liquidi sia gassosi, sono un’opzione che non si può più ignorare” come ha commentato Gianni Murano, presidente di Unem, Unione energie per la mobilità, associazione che rappresenta Continua a leggere
Fatture pagate in ritardo a chi ha trasportato le merci? Il tasso d’interesse è dell’11,15 per cento
Un tasso d’interesse dell’11,15 per cento: è quello che dovranno pagare i clienti di aziende di autotrasporto in caso di ritardo del pagamento di una fattura superiore ai 60 giorni. Una percentuale formata dal nuovo tasso fissato al 3.15 per cento dal ministero dell’Economia e delle finanze (e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.63 del 17 marzo 2025, a cui si aggiunge la maggiorazione dell’8 per cento già stabilita proprio per il settore dell’autotrasporto.
L’occhiale che “fa vedere” l’effetto dell’alcol sulla vista mette a fuoco la follia di guidare ubriachi
Un automobilista con indosso un paio di occhialoni di quelli che si usano sulle pista da sci cammina piano, con evidente difficoltà, cercando di seguire a piedi un percorso stradale in miniatura disegnato sul pavimento, impegnandosi per non uscire dalla carreggiata e non travolgere i birilli posizionati da tre agenti della Polizia stradale che assistono alla “prova”: una sorta di gioco, perfino divertente, ma con un obiettivo serissimo: far capire quanto può essere pericoloso guidare dopo aver bevuto, quando l’alcol può impedire di vedere chiaramente, mischiandoli e confondendoli in un’immagine distorta, altri mezzi lungo la strada, o pedoni che stanno attraversando. Con il rischio di investirli, così come accade con un paio di coni rossi posizionati al lati dell’asfalto disegnato sul pavimento della Fiera di Brescia teatro del test. Già perché Continua a leggere
Pit stop della salute, la sosta ai box-ambulatori che fa vincere la corsa contro le malattie
In una gara di Formula 1 un Pit stop può risultare decisivo per un pilota per vincere o perdere. Per un “pilota” di camion un Pit stop può essere ancora più importante: può addirittura consentire di diagnosticare e, dunque curare al meglio, una malattia o di prevenirla. Accade con il “Pit stop della salute” che Fai, la federazione degli autotrasportatori italiani, di Bergamo (clicca qui per navigare sul sito) ha fatto puntualmente ripartire (e con “prestazioni” degne delle squadre di meccanici dei team più forti della F1) dai propri “box”, i moderni ambulatori realizzati all’interno della propria sede a Orio al Serio in via Portico 15, per i propri associati. Per la precisione due Pit stop diversi.
Continua a leggerePaolo Uggé in cattedra alla Cattolica: una lezione per gli studenti, ma anche per le associazioni
“Il funzionamento di un’organizzazione di rappresentanza di imprese di autotrasporto e della logistica: quali azioni deve compiere per la difesa delle imprese in un contesto di libera concorrenza all’interno dell’Unione europea”: è questa la “materia” al centro di una lezione davvero speciale che si è tenuta all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Già, perché a salire in cattedra davanti agli studenti del master in Economia e gestione degli scambi internazionali, commercio, supply chain e logistica internazionali – Megsi, è stato il presidente di Fai Confrasporto Paolo Uggé. Una lezione che gli studenti hanno seguito con grande attenzione e che lo stesso “docente” ha definito interessante e partecipata la lezione. E, soprattutto, una “lezione” di come sia fondamentale, per un’associazione, il contatto diretto Continua a leggere
Trattative ferme: l’autotrasporto sceglierà la via del dialogo o dello scontro fermandosi 5 giorni?
Di fronte all’ostacolo di una trattativa che non avanza, a una controparte che sembra non voler risolvere i problemi che pure sono evidentissimi e irrisolti da troppo tempo e che sembra non avere la volontà e forse perfino la capacità di raffrontarli come dovrebbe, è possibile prendere strade diverse. Per esempio prendere tempo, attendere ulteriormente, proseguendo sul percorso del dialogo, sperando che dall’altra parte del tavolo qualcuno capisca la gravità della situazione e delle conseguenze ancora più pesanti che potrebbero derivare da uno scontro; oppure scegliere proprio quest’ultimo, lo “scontro frontale “ pur nella consapevolezza che ci saranno “feriti” e forse “morti” anche fra chi non è direttamente coinvolto. Fra tanti cittadini chiamati a pagare gli “effetti collaterali” di una “guerra”. Di fronte all’ennesimo incontro senza alcun risultato concreto avvenuto fra i rappresentanti del mondo dell’autotrasporto e della logistica e quelli del governo Continua a leggere