Aziende obbligate a pagare la Cqc ai conducenti? La sentenza non riguarda il trasporto merci

Titolo: “Il rinnovo della Cqc lo deve pagare il datore di lavoro”. Sommario (ovvero le poche righe che stanno sotto al titolo per “dettagliare” meglio la notizia e invitare alla lettura): “Il Tribunale di Chieti decide di far rimborsare come straordinario le spese sostenute dagli autisti per il rinnovo della Carta di qualificazione conducente all’azienda datrice di lavoro. Una decisione adottata nei confronti di un’azienda di trasporto persone ma che per analogia potrebbe estendersi anche alla certificazione richiesta per gli autotrasportatori merci”. Segue poi il testo che, postato sulla testata on line Uomini e Trasporti (clicca qui per la lettura completa), riporta una sentenza del tribunale di Chieti in una causa “partita” dopo un ricorso della Fit Cisl Abruzzo-Molise in merito al pagamento da parte dei conducenti di un’azienda di trasporto pubblico delle 35 ore di corso necessarie per il rinnovo dell’abilitazione della Carta di qualificazione del conducente. 

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Camionisti, imparate a guardare avanti. Eviterete di “scontrarvi” con una brutta pensione

Ci sono aziende di autotrasporto, guidate da imprenditori capaci di guardare  sempre “avanti”,  che ai propri conducenti insegnano perfino la  guida  predittiva, detta anche anticipativa proprio perché  permette di prevedere e anticipare i possibili pericoli su strade e autostrade grazie a un migliore utilizzo del  campo visivo, imparando a utilizzare al meglio i sistemi integrati di  guida assistita   preziosissimi per non essere presi alla sprovvista da situazioni di emergenza che possono presentarsi durante un viaggio. I responsabili di Ebitral, ente bilaterale dei trasporti e della logistica creato dall’unione fra esponenti della Fai, Federazione autotrasportatori italiani, di Bergamo e delle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit- Cisl e Uiltrasporti territoriali  Continua a leggere

Ultimo miglio, qui trasporti e logistica facevano viaggiare evasione e sfruttamento dei lavoratori?

Trasporto dell’ultimo miglio: un termine (che nel mondo del trasporto e della logistica rappresenta la fase finale della consegna a chi ha acquistato un prodotto) diventato sempre più importante nella pianificazione delle aziende per le quali proprio il tratto finale del trasporto comporta una maggiore perdita di tempo e dunque costi maggiori proprio per lamoltiplicazione” dei singoli indirizzi da raggiungere per portare a destinazione ogni singolo “pacco”. Un termine, quello dell’ultimo miglio, diventato sempre più d’uso comune anche fra i destinatari di quei “pacchi” che proprio con le loro nuove abitudini nello shopping, effettuato sempre più spesso in Internet, hanno contribuito a far crescere esponenzialmente il fenomeno ultimo miglio. Un fenomeno ( e allo stesso tempo un problema) ora diventato familiare anche negli ambienti giudiziari. Già, perché la mobilità dell’ultimo chilometro è finito al centro di un’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Torino che ha ipotizzato  una frode fiscale, del valore di circa 100 milioni di euro, attuata proprio nel circuito dei corrieri per la consegna nell’ultimo chilometro. Continua a leggere

Il turista arriva in moto? A Bergamo gli albergatori gli riservano un trattamento speciale

I primi a rispondere all’invito di Confcommercio, confermando appena pochi minuti dopo aver ricevuto l’e mail la propria disponibilità a offrire condizioni particolari ai turisti approdati a Bergamo o provincia in moto, sono stati i titolari dell’Hotel Città dei Mille. Poi, nel giro di poche ore alla casella di posta elettronica dell’associazione sono arrivati i messaggi di altri 14 albergatori del territorio, prontissimi a loro volta a confermare la propria volontà di “salire in sella” al progetto (lanciato dalla Scuderia Norelli di Bergamo e dal Moto Club Careter di Nembro e immediatamente condiviso dal direttore di Confcommercio, Oscar Fusini) per favorire il turismo su due ruote in Bergamasca, sostenendo in particolare i paesi più piccoli e in difficoltà,

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Acciacchi e dolori “da moto”: un pilota-osteopata indica la strada per prevenirli e curarli

Muscoli del collo, colonna cervicale, clavicola e scapola, colonna dorsale, muscolatura di braccia e avambracci, estensori e flessori dita, muscolatura delle spalle, colonna lombare, addominali,  muscolatura degli arti inferiori: se il mondo delle due ruote dovesse indicare le parti del corpo più sollecitate e più soggette ad acciacchi, probabilmente indicherebbe, in ordine sparso, molte fra queste. A indicarle tutte mettendole per di più nell’esatto ordine di classifica, come se si trattasse di una gara, è invece un solo motociclista, ma che di muscoli e ossa più a rischio in sella alle due ruote se ne intende come pochi altri: per il semplice fatto che oltre a essere un motociclista Continua a leggere

Il cantiere trasforma le strisce in una trappola? Una “vittima” fa un video per segnalare il pericolo

La “moda” di registrare un video con il telefonino di fronte a un evento drammatico, per essere in qualche modo “protagonisti ”  invece che pensare magari a intervenire per aiutare le vittime,  si commenta da s. Ben diverso è invece il caso di chi un video lo fa ” a emergenza terminata” per mostrare a tutti l’esistenza di un pericolo nel quale potrebbero incappare altre persone. E’ il caso di Luca, giovane motociclista bergamasco che dopo essere rimasto coinvolto in un incidente (percorrendo in moto borgo Santa Caterina, una delle vie più conosciute della città, ha investito una ragazza sbucata all’improvviso dietro un piccolo cantiere  per attraversare su un monopattino le sulle strisce pedonali) ha deciso di mostrare, proprio attraverso un brevissimo filmato, (clicca qui per vederlo)  come chiunque, percorrendo in moto o in auto quel tratto di strada, arrivato all’altezza del minicantiere aperto proprio a ridosso delle “zebre”, non abbia tempo a sufficienza per arrestare la sua corsa trovandosi di fronte all’improvviso un “ostacolo”. Soprattutto nel caso in cui  quell'”ostacolo” attraversi la strada camminando in maniera veloce o addirittura di corsa o, peggio ancora, in bici o su un monopattino, cosa peraltro vietata. Continua a leggere

I gommisti non sono tutti uguali. C’è chi gonfia gli pneumatici d’aria e chi di sicurezza

Dicono che non si dovrebbe mai lasciare la strada vecchia per quella nuova e dicono anche che spesso potrebbe essere una decisione saggia tornare sui propri passi. Due detti che Giorgio Quadri, giovane imprenditore al volante dell’area commerciale per il nord Italia dell’impresa di famiglia, la Gommauto Ambrosiana Spa di Pioltello, uno dei più importanti punti di riferimento per il mondo dell’autotrasporto oltre che per molti automobilisti, ha seguito, anche se modificando un po’ il “percorso”: tornando sì, a distanza di 20 anni, sui propri passi per ritrovare la vecchia strada, ma solo perché così facendo ha potuto percorrerne una allo stesso tempo vecchia e nuova. Tenendo sempre fissi, oggi come due decenni fa, il punto di partenza e quello d’arrivo: il problema di garantire maggiore sicurezza sulle strade e una possibile, ottima, soluzione per ottenerla. Una soluzione che si chiama Securpneus, brand che “tradotto” significa una miscela di gas tecnici a base di azoto, utilizzata al posto dell’aria per gonfiare gli pneumatici. Continua a leggere

Mancanza di camionisti, il rimedio è davvero dare aiuti economici ai “nonni del volante”?

Come garantire che, senza giovani disposti a scegliere il lavoro di camionista, letteralmente “in fuga” da questa professione, le merci possano continuare a viaggiare impedendo  che  i mezzi pesanti restino fermi nei piazzali delle imprese di autotrasporto proprio per mancanza di autisti? Un possibile rimedio, anche se sicuramente non risolutivo e soprattutto senza prospettive a medio lungo termine, è quello di “trattenere” al loro posto di lavoro (e di guida) i conducenti anziani. Ed è proprio questa la strada imboccata Continua a leggere

Fercam, 100 filiali in tutto il mondo hanno festeggiato il traguardo dei 75 anni di trasporti

Una festa in connessione da remoto che ha coinvolto in contemporanea i collaboratori e le collaboratrici di oltre 100 filiali distribuite in tutto il mondo: così è stato celebrato il 75° compleanno di Fercam storica azienda altoatesina di logistica e trasporti. Un evento che ha rappresentato un vero e proprio “viaggio nel tempo” , ripercorrendo i momenti più significativi della lunga storia aziendale, con “tappe” particolarmente emozionanti, come quella che ha visto protagonista Franco Raffaelli, storico dipendente entrato in Fercam all’età di 15 anni e protagonista di un lungo quanto brillante percorso professionale che lo ha portato a diventare un manager di rilievo accanto a Eduard Baumgartner. Un viaggio lungo 75 anni raccontato in un libro dedicato ai dipendenti e a tutti i protagonisti della crescita e del successo Continua a leggere

Il costo delle ricariche per le auto elettriche nel 2030 potrebbe quadruplicare. Ecco perché

La rivoluzione dell’auto elettrica è una medaglia a più facce e non tutte positive, belle. Una, per esempio, è quella fotografata da un’analisi svolta dai responsabili del Centro Studi di Unem, l’Unione energie per la mobilità: uno studio che prevede nel 2030 “una riduzione sostanziale di carburanti liquidi impiegati nella mobilità, stimata in circa 5 milioni di tonnellate rispetto a oggi, quale saldo tra la contrazione dei prodotti fossili e lo sviluppo di quelli rinnovabili, e una crescente domanda di energia elettrica trascinata da oltre 4 milioni di auto elettriche pure”, mostrando immediatamente la faccia peggiore (e da molti tenuta nascosta) della medaglia. Quella che mostra come, se tali tendenze dovessero essere confermate, di Continua a leggere

Pit stop della salute, la sosta ai box-ambulatori che fa vincere la corsa contro le malattie

In una gara di Formula 1 un Pit stop può risultare decisivo per un pilota per vincere o perdere. Per un “pilota” di camion un Pit stop può essere ancora più importante: può addirittura consentire di diagnosticare e, dunque curare al meglio, una malattia o di prevenirla. Accade con il “Pit stop della salute” che Fai, la federazione degli autotrasportatori italiani, di Bergamo (clicca qui per navigare sul sito) ha fatto puntualmente  ripartire (e con “prestazioni” degne delle squadre di meccanici dei team più forti della F1) dai propri “box”, i moderni ambulatori realizzati all’interno della propria sede a Orio al Serio in via Portico 15, per i propri associati. Per la precisione due Pit stop diversi. Continua a leggere

Il futuro dei trasporti? Roma invita a costruirlo, Bergamo lo fa. Invitando i giovani a “guidarlo”

“Se si vorrà far crescere un ricambio alla guida della federazione sarà necessario l’impegno di tutti. Poi il tempo aiuta a crescere e quindi bisogna essere fiduciosi”. Ha usato queste parole Paolo Uggé, presidente nazionale di Fai Conftrasporto, per rispondere a chi, commentando la sua età non più verdissima aveva sottolineato, proprio su stradafacendo.tgcom24.it, la mancanza – a suo avviso – di nuove figure all’orizzonte pronte per “dargli il cambio”. Un impegno a far crescere il ricambio che qualcuno, in federazione, ha già fatto suo, “anticipando” perfino le parole dello storico presidente. E’ il caso della Fai di Bergamo che da mesi ha fatto partire un nuovo progetto per “costruire” un ricambio per la guida futura dell’associazione invitando i giovani imprenditori associati a diventare “parte attiva” Continua a leggere

Costa Crociere, i pasti non consumati dai passeggeri vengono donati al Banco alimentare

L’immagine di montagne di cibi non consumato e destinato a finire nella spazzatura stride in maniera vergognosa con quelle di file di centinaia di persone, i cosiddetti nuovi poveri, che sempre più spesso sono costrette a mettersi in coda per garantirsi un pasto. Ed è per questo che merita un applauso l’immagine offerta dal personale di bordo della Costa Fascinosa (una delle navi più grandi con i suoi 290 metri di lunghezza e 35 e mezzo di larghezza della flotta Costa Crociere) e della Costa Smeralda quando fanno scalo rispettivamente a Taranto e Cagliari. Già, perché l’attracco pugliese, tappa di un  itinerario di una settimana diretto a Zante (Grecia), Suda Bay (Creta), Mykonos (Grecia), La Valletta (Malta), e Catania, e quello sardo coincidono con un’iniziativa che tutti dovrebbero prendere a esempio: la donazione dei pasti preparati ma non serviti a bordo.

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Paolo Uggé, l’uomo con la valigia. Capace di viaggiare 50 anni per far crescere l’autotrasporto

“Paolo Uggé: L’uomo con la valigia”, recita il titolo del libro. E di valige il protagonista del “racconto” scritto da Massimo De Donato e Antonella Vicini con la prefazione di Gianni Letta, ne ha fatte e disfatte a migliaia in un viaggio ininterrotto durato 50 anni nel mondo dell’autotrasporto di cui il settantaseienne sindacalista e politico è stato ed è tutt’ora uno dei più esperti “conducenti”. Un ruolo da protagonista assoluto (testimoniato del resto ancora oggi dal suo incarico di presidente di Fai Conftrasporto, una delle principali realtà associative del settore, e dalla recente chiamata a guidare anche di Unatras, l’Unione delle associazioni nazionali dell’autotrasporto italiane) vissuto percorrendo lo stivale da un capo all’altro per far crescere la propria associazione, per guidare, in prima linea, le più importanti battaglie in difesa della categoria che proprio grazie a lui ha potuto avere, Continua a leggere

Divieti al Brennero? Un bel problema. Ma le autostrade italiane chiuse di notte ancora di più

 La chiusura del Brennero? Sicuramente rappresenta un problema ma ce ne sono altri, probabilmente altrettanto importanti, che il Governo italiano dovrebbe affrontare. Magari con risultati migliori rispetto a quanto sta avvenendo sul caso del valico per l’Austria dove a quasi due anni dall’insediamento del ministro Salvini, nulla è cambiato per il settore dell’autotrasporto e si continua vanamente a parlare delle stesse cose. E’ questo il messaggio che Cinzia Franchini, alla guida dell’associazione di autotrasportatori Ruote Libere, ha deciso di lanciare all’indomani delle nuove notizie provenienti da oltre confine in merito alla volontà dell’Austria di proseguire imperterrita sulla strada dei divieti ai tir italiani diretti in Europa. Indicando gli altri problemi ai quali il Governo dovrebbe dedicare possibilmente attenzione. Un esempio? La chiusura notturna di numerosi tratti d’autostrada del Belpaese.“ Continua a leggere