Buoni per il trasporto, buoni per il pianeta. Barilla punta sui camion Scania a Lng

“Dove c’è Barilla c’è casa”, recita un fortunatissimo messaggio  pubblicitario dell’azienda italiana produttrice di pasta  più conosciuta al mondo. Ma dove c’è Barilla c’è anche Scania, protagonista di un progetto destinato a trasformare in fatti le parole di un altro famoso motto di casa Barilla: “Buono per te, buono per il pianeta”, grazie ai veicoli di ultima generazione della casa svedese alimentati a Lng, gas naturale liquido, capaci di abbattere drasticamente l’inquinamento. Veicoli che la Nicolosi Trasporti, fornitore di trasporto per la Sicilia per il primo pastificio d’Italia, impiegherà per il trasporto di prodotto finito dai magazzini di stabilimento  presenti in Italia ai propri clienti e al proprio hub distributivo della Sicilia, regione particolarmente importante in termini di assorbimento dei volumi di vendita del gruppo, con una quota dell’8 per cento  sul totale. Continua a leggere

La beffa dei “tir puliti”: costretti a star fermi nei piazzali perché l’Italia non ha il gas per rifornirli

“È un’incredibile beffa quella che stanno subendo le imprese di autotrasporti più sensibili al tema della sostenibilità ambientale, quelle che hanno investito per sostituire vecchi mezzi con moderni tir alimentati a gas naturale liquefatto: molti dei loro mezzi sono infatti fermi nei piazzali per mancanza di carburante. E questo perché nel nostro Paese non esistono rigassificatori e tutto il “carburante pulito” arriva dall’estero, in particolare dal porto di Marsiglia, dove gli scioperi che durano ormai da quasi due settimane, stanno però impedendo il regolare trasporto di diverse di merci, compreso il gas da autotrazione”. Continua a leggere

Tir, questa mappa indica tutte le stazioni in Italia dove è possibile fare il rifornimento di Lng

Sempre più imprese di autotrasporto italiane stanno guardando con particolare attenzione ai tir “puliti” alimentati a Gnl , Gas naturale liquido, a conferma di un’attenzione della categoria crescente nei confronti della sostenibilità, della difesa dell’ambiente. Una scelta che però presenta alcune  incognite, fra cui le possibili difficoltà  di fare rifornimento  determinate dal fatto che l’Italia non ha gassificatori sul proprio territorio (in attesa del primo a Ravenna che potrebbe diventare operativo nel 2021 o più probabilmente nel 2022). Continua a leggere

Mercedes, altri tagli in vista fra i dipendenti per far fronte a crisi e costi dello scandalo dieselgate

Daimler è un’azienda che si trova nel bel mezzo di una crisi veramente grossa. Quanto grossa lo si scoprirà il prossimo 11 febbraio, quando il presidente del colosso automobilistico tedesco , Ola Kaellenius, presenterà il bilancio, ma la stampa tedesca non ha dubbi: “la situazione potrebbe rivelarsi ancora più difficile del previsto”. Gettando ulteriori ombre su una situazione già grave come confermato anche da Juergen Pieper, analista di Bankhaus Metzler, ma anche dalle affermazioni di Frank Schwope, esperto della Norddeutsche Landesbank, secondo il quale “il programma di risanamento presentato a novembre probabilmente dovra’ essere esteso, imponendo una guida a vista”. Continua a leggere

Risciò elettrici, l’idea di Amazon in India per consegnare le merci fermando l’inquinamento

Amazon e alcune aziende specializzate nella realizzazione di prodotti, parti o componenti forniti poi ad altre società che vi appongono il proprio logo presto potrebbero mettere in commercio una flotta di risciò elettrici vin India che garantiscano consegne sostenibili e sicure degli ordini dei clienti. “Significativi progressi negli ultimi anni nel settore della mobilita’ elettrica in India hanno portato alla tecnologia avanzata e ai componenti superiori di motore dell’azienda in una nota aggiungendo che “l’attenzione del governo per incoraggiare l’adozione di veicoli elettrici nel paese e i passi verso la creazione di infrastrutture di ricarica hanno aiutato l’azienda ad accelerare e tracciare la propria visione per veicoli elettrici in India”. Continua a leggere

Denaro pubblico, il Governo lo regala anche a chi lo usa per fare il pieno della sua Ferrari

Il reddito di cittadinanza? C’è chi lo usava per la benzina della propria Ferrari. L’hanno scoperto gli agenti della guardia di Finanza di Locri che al termine di un’indagine guidata dai magistrati della Procura della Repubblica calabrese hanno individuato addirittura 237 persone che avevano richiesto il reddito di cittadinanza, da aprile a dicembre del 2019, in assenza dei previsti requisiti. A conferma che i “regali statali” (che sempre più persone chiedono a gran voce vengano invece destinati ad aiutare le imprese per garantire un’occupazione ai giovani che vogliono lavorare e non passare la giornata sul divano “stipendiati” dallo Stato in cambio magari di un voto alle elezioni), spesso finiscono a chi non ne ha assolutamente bisogno. Come il destinatario che viaggiava in fuoriserie, ma anche tanti altri, proprietari, per esempio, di ville di lusso nella Locride. Continua a leggere

Stop alle auto Euro 6 ma via libera a 200mila tir carichi di rifiuti perché non sappiamo smaltirli

Una colonna di 200mila camion lunga 3300 chilometri.È quella composta da tir e “compattatori” che ogni anno trasporta rifiuti prodotti dalle regioni che non hanno abbastanza impianti per smaltirli e che per questo motivo li destinano alle discariche o ai termovalorizzatori situati in altre regioni o all’estero. Un’interminabile “colonna inquinante” che continua a viaggiare solo perché chi amministra il Paese e le regioni non è stato e non è capace di gestire adeguatamente il territorio, provvedendo anche a smaltire quello che i suoi abitanti producono in termini di rifiuti. La stessa classe politica che vieta i “puliti” Euro 6 a Roma e che lascia che migliaia di vecchissimi impianti di riscaldamento di immobili di proprietà dello Stato, delle regioni, delle Province, dei Comuni, inquinino, ognuno, come decine di migliaia di mezzi in circolazione. Una conferma in più, quella che arriva leggendo i calcoli fatti dai responsabili del centro studi di Ref Ricerche e riportati dal “Sole 24 Ore” che sembra confermare quello che sempre più italiani sembrano pensare: chi sa fare avvia una propria attività propria o mette a disposizione la propria competenza di un’azienda privata. Chi non sa fare nulla si getta spesso in politica.Lì uno stipendio (e anche pesante) non lo si nega a nessuno.

Meno merci spedite, più imprese strutturate: le due facce dell’autotrasporto fotografate dall’Itc

Da una parte i volumi di merci trasportate su strada che fanno registrare una nuova frenata; dall’altra l’accelerata nell’evoluzione delle imprese dell’autotrasporto sempre più strutturate e competitive. Sono le due facce del mondo dell’autotrasporto italiano “fotografate” in primissimo piano dall’’Itc, l’Indicatore trasporti Confcommercio strumento che ha come obiettivo quello di presentare dati, stime e previsioni del settore trasporti (passeggeri e merci) sul territorio italiano, utilizzando come principali fonti dei dati per il traffico sulle autostrade Aiscat, per il traffico su ferro Eurostat, per il traffico marittimo varie Autorità portuali e per il traffico aereo Assaeroporti. Continua a leggere

Divieti al traffico? Se la politica sa fare solo questo forse è meglio che l’Italia cambi strada

Da qualunque parte ci si giri e qualsiasi argomento si affronti, accade sempre più spesso di trovarsi di fronte a una norma che vieta. Emanata dalla magistratura, dalla politica, dalla burocrazia: chi detiene anche solo un po’ di potere, forse per dimostrarlo meglio, vieta. Basti pensare al caso Ilva, o ai divieti di circolazione stabiliti dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti i cui responsabili continuano a non comprendere che più aumentano i giorni di divieto e più cresce la quota giornaliera dei mezzi che si muovono sulle strade. Continua a leggere

Centinaia di ponti senza lavori di manutenzione perché lo Stato non sa a chi appartengano

Non sono solo i crolli di ponti, cavalcavia, volte nelle gallerie a dire quanto sia “caduta in basso” la credibilità di una classe politica e amministrativa italiana incapace di gestire la “cosa pubblica”, e in particolare la funzionalità e la sicurezza dei collegamenti, dei trasporti. A mostrare l’incredibile incapacità di chi guida il Paese è un’inchiesta pubblicata su Dataroom, (cliccate qui per leggere l’intero articolo) spazio informativo curato da Milena Gabanelli sul Corriere della Sera on line, che racconta come su centinaia di ponti la manutenzione non venga fatta perché non si sa a chi appartengono, di chi sia la proprietà (e dunque la responsabilità di garantirne la sicurezza. Continua a leggere