Tempi di guida e concorrenza sleale, la Filt Cgil chiede più controlli nell’autotrasporto

Incrementare i controlli sulle imprese d’autotrasporto, prevedere sanzioni adeguate e garantire la certezza di parità di condizioni economiche e normative per le attività svolte nello stesso Paese per contrastare dumping e concorrenza sleale: sono le richieste della Filt Cgil, che ha organizzato insieme a Fit Cisl e Uiltrasporti un presidio di lavoratori per il 26 febbraio al Ministero dei Trasporti. “Sono ancora pochi i controlli e le ispezioni sulle imprese di autotrasporto rispetto al numero di aziende che circolano su strada e servono più controlli e più capillari in tutti i territori e sulle imprese extra comunitarie nel nostro Paese”, commenta la Filt Cgil nazionale in merito al rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia lavoristica, previdenziale e assicurativa dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel settore dell’autotrasporto. Continua a leggere

Miliardi di tonnellate di merci perse per strada dall’Italia richiedono subito queste “correzioni”

Una lunga lista di “correzioni”. È quella che i rappresentanti di Confcommercio Imprese per l’Italia, riuniti a Villa d’Este a Cernobbio, sul lago di Como, per il terzo Forum Internazionale di Conftrasporto, hanno sottoposto all’attenzione del Governo e dell’intero Paese per cancellare i troppi “difetti” che ancora frenano un settore importante come quello dell’autotrasporto italiano. Un settore che sul mercato estero ha registrato negli ultimi anni un crollo verticale, con una perdita di 25 miliardi di tonnellate-chilometro sui traffici internazionali dove oggi  le imprese made in Italy “valgono”  solo poco più di 11 miliardi di euro. Una serie di “priorità”, elencate nel documento “Analisi e previsioni per il trasporto merci in Italia”, che partono da una richiesta gridata da anni ai quattro venti ma spessissimo inascoltata: quella di puntuali controlli su strade e autostrade, ma anche negli uffici delle aziende, per fermare la concorrenza sleale. Continua a leggere

Un camionista in Italia costa 60mila euro, all’Est 26mila. Anita: “Dati sconcertanti”

In Italia il costo del lavoro per un autista è di 60mila euro. Nell’Ovest Europa è di 40mila e nell’Europa dell’Est la cifra scende a 26mila. “Dati sconcertanti”, commenta il presidente di Anita, Thomas Baumgartner, “che scoraggerebbero chiunque a mantenere la propria attività in Italia eppure molte imprese di autotrasporto e logistica continuano a credere in questo Paese e a svolgere qui la propria attività sopravvivendo alla crisi economica”. Continua a leggere