Filtri anti particolato, che beffa: “Ce li hanno fatti montare e ora ci tolgono i rimborsi”

Una vera e propria presa in giro, attuata una volta di più da parte di una “politica” bravissima quando si tratta di “intascare” denaro da chi lavora, ma ancor più brava quando si tratta di trovare il modo per non “restituire” quanto dovuto alle imprese. Inventando manovre” che sembrano fatte apposta per far perdere a chi governa quel residuo (spesso minimo) di credibilità che ancora gli resta. Massimo Fenaroli e Dino Valtulina (alla guida, insieme con Roberto Cattaneo e con la collaborazione di Bruna Viganò, moglie di massimo Fenaroli), della Fenaroli Trasporti di Bergamo, azienda specializzata nel trasporto, con mezzi a temperatura controllata, di prodotti farmaceutici e cosmetici oltre che di integratori) non hanno dubbi: Il “caso Fap”, sigla che indica i filtri anti particolato montati negli anni scorsi su migliaia di mezzi in tutta Italia, proprio su “indicazione” del Governo, per contrastare l’inquinamento dei camion più vecchi, è un’autentica vergogna. Già, perché spiegano Massimo Fenaroli e Dino Valtulina, “dopo aver invitato le imprese a montare i filtri, con una spesa che si è aggirata sui 7500 euro per ogni mezzo fra costo delle marmitte e montaggio in officina, di cui solo1500 euro”recuperati” attraverso incentivi messi a disposizione dalla regione, oggi si scopre che su quei mezzi perderemo il rimborso delle accise”. Il motivo? “Nonostante i camion Euro 3 siano stati equiparati, dopo il montaggio dei filtri, a mezzi Euro 5 sotto l’aspetto “ambientale”, a livello fiscale restano invece compresi nella categoria Euro3 e quindi esclusi, a far data dal 30settembre 2020, dalla possibilità di vedersi rimborsate accisa sul gasolio e pedaggio riconosciuti solamente alle categorie da Euro 4 in su”. Un’autentica beffa con un danno economico non indifferente per chi, come i soci della Fenaroli Trasporti, ha investito una cifra superiore ai 25mila euro per combattere l’inquinamento e ora si vede cancellare i rimborsi, in un momento in cui, “dopo mesi di difficoltà legate al lockdown seguito all’epidemia da Coronavirus, e con all’orizzonte possibili nuove ondate l’economia italiana non sta certo godendo di “ottima salute” e avrebbe bisogno di ulteriori aiuti e non certo di vedersi mettere nuovi ostacoli sulla strada del lavoro quotidiano. In televisione, in rete, sui giornali, sentiamo ogni giorno, da mesi, dichiarazioni, impegni promesse,ma purtroppo poi anella realtà i conti non tornano.E, nel caso di Filtri anti particolato i conto sono in profondo rosso”. Rosso,proprio come il colore della vergogna per una simile manovra….

Testo realizzato da Baskerville Comunicazione & Immagine per stradafacendo.tgcom24.it

Una risposta a “Filtri anti particolato, che beffa: “Ce li hanno fatti montare e ora ci tolgono i rimborsi”

  1. E fare una class action? Perché un’associazione di categoria di quelle “serie” non si fa carico di attivarla, mettendo a disposizione delle imprese di autotrasporto “beffate e derubate” dallo Stato, come è stato giustamente affermato, il proprio ufficio legale, la propria consulenza? Se qualche associazione serie c’è batta un colpo….

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