In discesa il Tir accumula energia per viaggiare poi a motore spento e ridurre consumi e smog

Volvo Concept Truck

Si chiama catena cinematica ibrida ed è stata progettata per recuperare energia nei tragitti in discesa su pendenze superiori all’1 per cento o durante le frenate, immagazzinandola poi nelle batterie del veicolo e utilizzandola per alimentare il camion quando si trova in modalità elettrica su strade pianeggianti o in leggera salita. Una nuova soluzione tecnologica che, sviluppata su una speciale versione avanzata del sistema di supporto alla guida I-See di Volvo Trucks, potrà consentire addirittura di analizzare la topografia dell’itinerario per stabilire se sia più economico ed efficiente utilizzare il motore diesel o quello elettrico, calcolando contemporaneamente il tempo ottimale di utilizzo dell’energia recuperata. È questa l’ultima sfida alla tecnologia che verrà lanciata da V, casa costruttrice che ha sviluppato un prototipo ibrido per le applicazioni a lungo raggio che potrebbe portare a una riduzione del consumo totale di carburante e di CO2 pari a circa il 30 per cento. “La più concreta testimonianza del nostro impegno per essere all’avanguardia nel campo dell’elettromobilità e per migliorare in termini di riduzione del consumo di carburante e di emissioni”, come ha dichiarato Claes Nilsson, ceo di Volvo Trucks, sottolineando come “la società sia sempre più orientata verso le energie rinnovabili” e come “nei prossimi anni l’elettromobilità e le tecnologie ibride acquisiranno ulteriore importanza”. Una vera rivoluzione destinata a costruire un futuro più pulito, un traguardo che Volvo Trucks ha deciso di avvicinare il più in fretta possibile e nel miglior modo possibile proprio grazie alla nuova catena cinematica del prototipo, in parte basata sulle competenze e le esperienze maturate con gli autobus elettrici e ibridi di Volvo Buses, sviluppata, come ha precisato sempre Claes Nilsson, “in modo da assicurare trasporti più efficienti e, di conseguenza, promuovere la diffusione della sostenibilità nel settore. Grazie a questo prototipo acquisiremo esperienze e competenze preziose, che ci consentiranno di sviluppare ulteriormente la tecnologia”. Secondo le analisi fatte dai ricercatori Volvo nei trasporti a lungo raggio la catena cinematica ibrida potrà consentire di procedere con il motore a combustione spento per un massimo del 30 per cento del tempo di guida. Questo permetterà di risparmiare il 5-10 per cento di carburante, a seconda del tipo di veicolo e delle relative caratteristiche, oltre che del ciclo di guida, ma consentirà anche di guidare in modalità completamente elettrica per 10 chilometri, permettendo al veicolo di operare a zero emissioni e rumorosità minima. “Oggi, le applicazioni a lungo raggio rappresentano una voce importante del consumo di energia totale nel settore dei trasporti. Grazie all’uso delle tecnologie ibride, la potenziale riduzione di carburante e di emissioni è considerevole e costituisce un importante passo avanti verso gli obiettivi ambientali sia nostri che della società per il futuro”, ha dichiarato Lars Mårtensson, director Environment and Innovation, Volvo Trucks. “A far accelerare ulteriormente la corsa verso mezzi meno inquinanti contribuiranno inoltre altri miglioramenti realizzati in tema di aerodinamica e resistenza al rotolamento oltre che nella riduzione del peso del veicolo”.  

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3 risposte a “In discesa il Tir accumula energia per viaggiare poi a motore spento e ridurre consumi e smog

  1. Navighi su internet e trovi scritto, in merito alla presentazione di un progetto americano per un tir (lo trovate qui http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/camion-ibrido-walmart) in carbonio e aerodinamico che (il trasporto delle merci è però uno dei settori nei quali l’innovazione tecnologica avanza con maggiore lentezza, dal momento che la propulsione ibrida versa in fase sperimentale e le proposte in materia di mobilità elettrica si contano sulle dita di una mano). Ascolti una conferenza stampa (per esempio all’edizione 2017 del Transpotec che si è tenuta a fine febbraio a Verona) che la ricerca tecnologica nei tir è molto più avanzata che sulle auto, addirittura che molte soluzioni sono derivate dalla ricerca aerospaziale…. A chi credere?

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