Tragedia in Spagna: qualcuno ancora non vuole prevenire i colpi di sonno?

Al di là delle statistiche, talvolta elaborate senza riferimenti certi, non c’è dubbio che il fenomeno delle apnee notturne e delle sue conseguenze (la pessima qualità del sonno e il rischio d’addormentarsi al volante) abbia un impatto sull’incidentalità. La tragedia avvenuta in Spagna ne è una conferma. Il  cordoglio oggi è unanime ma presto il tragico evento sarà dimenticato e con esso la necessità di mettere in atto quella strategia che Conftrasporto chiede da tempo, finalizzata a far crescere la prevenzione. Che significa anche lotta alle apnee notturne. Milioni di guidatori, non solo i conducenti professionisti, devono sapere a quali rischi vanno incontro se questo aspetto non viene affrontato adeguatamente: ictus, infarto cardiaco, ipertensione arteriosa, impotenza sessuale sono tra le conseguenze principali. Occorre dunque far crescere la consapevolezza per mezzo di verifiche che facciano scattare l’allarme nei soggetti a rischio. Facendo ovviamente attenzione a individuare soluzioni equilibrate per evitare che, in attesa dei risultati delle verifiche, non si creino danni a chi necessita di condurre un autoveicolo. Attraverso strumenti tecnologici e comportamenti adeguati si può, in attesa che le strutture pubbliche siano in grado di diagnosticare la presenza dell’insidiosa patologia, favorire interventi utili per prevenire i colpi di sonno. Non saranno certo le dichiarazioni spontanee in occasione del rinnovo della patente a far emergere l’entità o la presenza del fenomeno. Meglio sarebbe prevedere degli sconti sui premi assicurativi per chi produce esami che attestino l’inesistenza della sindrome. Così come un grande aiuto offrirebbe realizzare i controlli sanitari, peraltro già messi a disposizione meritoriamente dalle concessionarie autostradali, anche per riscontrare l’esistenza di profili di rischio dell’Osas. Occorre solo la buona volontà. Con la sensibilizzazione e interventi adeguati si assicurerebbe maggior sicurezza sulle strade. Eviteremo nuove stragi e salveremo vite umane.

Paolo Uggé

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

2 risposte a “Tragedia in Spagna: qualcuno ancora non vuole prevenire i colpi di sonno?

  1. La premessa è “senza riferimenti certi” e quindi di cosa stiamo parlando? Mi spiace molto ma a mio parere il controllo delle Osas (come purtroppo quasi sempre in Italia) si rivelerà o solo una prevenzione teorica e quindi inutile o, se applicata in modo difforme sul territorio o insensato, porterà solo enormi problemi agli autisti ed ulteriori costi alle aziende senza un reale beneficio sull’incidentalità. Siamo seri come si fa infatti a dire quanto questo problema incide realmente perlomeno in un settore come l’autotrasporto dove è ancora diffuso in modo spaventoso l’utilizzo di metodi per taroccare le ore di guida e riposo effettuate realmente e dove si sta diffondendo sempre più l’utilizzo di veri e propri schiavi che vivono sul mezzo , consumano pasti freddi e che anche senza Osas non riposano in condizioni umanamente accettabili neanche un giorno a settimana??? Per quanto riguarda il tragico incidente spagnolo perché dopo tutto questo tempo non si sa esattamente che cosa ha fatto quell’autista nelle ultime 2 settimane ed in particolare negli ultimi giorni??? Osas a parte ha avuto il tempo di riposare?? Come già detto aggiungiamo sempre nuovi vincoli e obblighi ma nessuno si preoccupa di fare rispettare “a tutti” le leggi che già ci sono e che darebbero una svolta al settore.

  2. Chi ha innescato questa problematica sono gli “eurocrati” che invece di operare per fare della Istituzione europea una degna rappresentanza dei popoli europei dandosi una politica di difesa o economica o estera comune; pensano solo ad inventarsi nuovi balzelli. Non che la patologia delle apnee notturne sia da sottovalutare. Come si dice nell’articolo studi approfonditi attestano che il voler trascurare tale aspetto comporta rischi per la salute. Bene l’evidenziazione ma demenziali le misure immaginate che debbono essere razionali e progressive. Perché non cercare invece altre forme di armonizzazione sulle normative fiscali, del codice della strada ? troppo impegnativo? se poi cresce il disappunto dei cittadini nei confronti dell’Europa non ci si deve meravigliare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *