Controlli intelligenti per strada ma anche negli uffici: la sicurezza si garantisce così

lanziLa sicurezza stradale viaggia lungo percorsi diversi. Non necessariamente d’asfalto. Può (anzi deve) passare per esempio attraverso uffici e computer, dove (e grazie ai quali) controllare comportamenti amministrativi che possano far scattare un campanello d’allarme, far capire chi guida un’impresa di trasporto correttamente e chi no, chi può rappresentare un pericolo per se e per milioni di persone che viaggiano e chi questi pericoli fa di tutto, invece, per fermarli. Controlli amministrativi che, abbinati a controlli più ‘intelligenti’ lungo le strade potranno dare ottimi risultati. Parola di Leonardo Lanzi, presidente di Fai Conftrasporto Parma, città che ha saputo trasformare la sicurezza da un mare di belle parole (come avviene purtroppo in altre realtà) a una montagna di fatti concreti, grazie a  un percorso avviato in collaborazione con le forze dell’ordine del territorio, condividendo le strategie. Un grande  traguardo raggiunto da una federazione ripartita solamente un paio d’anni fa grazie a un gruppo di autotrasportatori decisi a lasciarsi alle spalle un lungo periodo di limitata attività associativa, ponendosi importanti obiettivi. La sicurezza, innanzitutto, ma anche  lo sviluppo della logistica per rivoluzionare la mobilità urbana. Traguardi raggiungibili solo attraverso la condivisione di idee con sempre più associati e attraverso  la comunicazione. Magari grazie a eventi capaci di richiamare visitatori da diverse zone d’Italia come quelli in calendario ad aprile all’autodromo di Varano, alle porte  di Parma che dopo aver ospitato due anni fa l’assemblea nazionale di Fai Conftrasporto si appresta a concedere un clamoroso bis, diventando una della “capitali” dell’autotrasporto italiano.  Come si riesce a fare tutto questo in così poco tempo? A raccontarlo è l’autotrasportatore scelto dai propri associati per mettersi al volante della federazione, Leonardo Lanzi… Fai Parma: se dovesse sintetizzare la storia della sue federazione in poche righe cosa racconterebbe? Quali capitoli determinanti del “percorso” seguito dalla federazione indicherebbe e perchè? “La nostra è una storia recente, perché poco più di un paio di anni fa con un gruppo di amici autotrasportatori abbiamo pensato di dare una svolta alla presenza della Fai a Parma, dopo che si erano ‘assopiti’ gli entusiasmi. L’adesione ad Ascom-Confcommercio ci ha aiutati nel ripartire e soprattutto la passione e la coesione del gruppo dirigente hanno consentito di ottenere in breve tempo risultati importanti, tra cui l’organizzazione dell’assemblea generale congressuale Fai – Conftrasporto, la realizzazione del sito internet www.faiparma.it ma soprattutto tante attività rivolte agli autotrasportatori. Una realtà giovane e dinamica”. Due anni fa avete ospitato l’assemblea nazionale di Fai Conftrasporto: fra breve, grazie anche al fatto che proprio Parma ospiterà la festa dell’autotrasporto,  l’assemblea nazionale tornerà nella vostra città. Un grande riconoscimento per l’ottimo lavoro che avete saputo portare avanti… “È sicuramente una grande soddisfazione ospitare nuovamente un’assemblea nazionale dopo quella di due anni fa. In questa occasione ci sarà una cornice di grande rilievo quale l’evento On The Road – ParmaTruckFestival alla sua prima edizione all’autodromo di Varano dè Melegari. Questo rappresenta anche uno stimolo per il futuro teso a sviluppare maggior rappresentanza e servizi per l’autotrasporto anche attraverso nuove forme; una delle  quali, appunto, sarà l’evento appena accennato”. Parma si appresta a essere punto d’incontro per i rappresentanti di tutta Italia della federazione. Ma Parma si propone anche come punto di riferimento ed esempio da seguire per un fatto molto importante: la sicurezza. Voi, più che altre realtà territoriali, siete riusciti a costruire, in collaborazione con le forze dell’ordine, un’attività di controllo importante ed efficace. Come avete reso possibile questo traguardo che sembra invece impossibile da raggiungere in molte altre zone del Paese? “La sicurezza è sempre stato un tema sensibile per chi svolge questa professione, non dimentichiamoci che proprio la Fai è stata sostenitrice dei costi minimi della sicurezza per dare maggior dignità alla nostra professione. In ambito locale abbiamo sempre cercato di portare lo spirito ‘nazionale’ attraverso momenti di formazione e di incontro con i rappresentanti dello Stato”. E quali risultati avete ottenuto? “Abbiamo creato un rapporto di dialogo importante e costruttivo con i rappresentanti della Polizia stradale, della Motorizzazione civile, dell’Albo e della Provincia. Non dimentichiamoci che alcuni anni fa siamo stati i fautori dell’Osservatorio provinciale dell’autotrasporto presso la Prefettura proprio per sottolineare l’importanza del ruolo delle istituzioni e del rapporto con esse. Sono attività che impegnano tanto ma che ritengo essere supporti importanti per gli associati. In più di un0occasione si sono presentati problemi, ma insieme agli enti preposti abbiamo trovato le soluzioni per mitigarli o superarli”. La sicurezza si garantisce coi controlli ma anche con la condivisione di strategie e obiettivi. Committenza, altre associazioni territoriali: chi è al vostro fianco in questo percorso e chi invece “rema contro”? “Come detto, il buon rapporto creatosi in anni di incontri ha portato a una situazione di dialogo partecipato anche con le altre sigle provinciali di rappresentanza con cui spesso interagiamo per affrontare i problemi che sono di tutti e non di una parte sola. Una riflessione ulteriore sarebbe da compiere nei confronti della committenza con cui mi piacerebbe affrontare serenamente la costruzione di un progetto per salvaguardare il trasporto effettuato dagli operatori seri che hanno voglia di fornire servizi di qualità riconosciuta. La crisi economica degli ultimi anni non ha consentito l’avvio di questo confronto sereno ma credo che prossimamente si possa cominciare questo percorso qualificante per tutti”. La sicurezza si costruisce anche attraverso eventi che contribuiscano a farne capire l’importanza. Voi in occasione proprio dell’ importante evento che state organizzando all’autodromo di Varano parlerete molto di sicurezza. Come? “La sicurezza è un concetto talmente trasversale che se ne potrebbe (e dovrebbe) parlare in tante occasioni; l’importante è farlo senza retorica. Noi abbiamo scelto la location di Varano in quanto sede di un riconosciuto Centro di guida sicura internazionale per parlare di sicurezza in modo ampio e sotto molteplici aspetti. Proveremo a far capire i principali comportamenti illegali commessi dagli autotrasportatori, tratteremo alcuni aspetti ‘tecnici’ della sicurezza a cominciare dalla scelta e dall’uso degli pneumatici,  faremo un’informativa sulla recente norma Osas (apnee ostruttive del sonno) che potrebbe avere ripercussioni negative per la categoria. E abbiamo previsto anche un intervento relativo alla sicurezza sul lavoro a cominciare dalla corretta postura alla guida fino ai modi per evitare gli infortuni sul lavoro più ricorrenti. Essendo nel cuore della food-valley non possiamo tralasciare l’importante aspetto della corretta alimentazione e poi altro ancora in un programma di convegni organizzato e ben fruibile…”. La sicurezza ha un costo. Da otto anni la crisi infinita continua a togliere  risorse anche al mondo dell’autotrasporto. Cosa serve, con questo scenario che fa da sfondo,  per far accelerare la sicurezza. Cosa chiede allo Stato di fare? “Allo Stato chiediamo di fare il proprio mestiere e di farlo bene, garantendo la sicurezza sulle strade, obiettivo raggiungibile attraverso controlli, soprattutto nei confronti della concorrenza meno professionale e meno corretta. Per fare questo occorre, a mio parere, che i controlli vengano effettuati in modo ‘intelligente’ e coordinato attraverso le molteplici tecnologie presenti e soprattutto che essi non siano mirati al solo controllo stradale ma, tramite l’incrocio di banche dati, alla repressione di comportamenti amministrativi scorretti lesivi della parte di categoria che si adopera per svolgere il proprio mestiere in osservanza delle leggi”. Sicurezza vuol dire anche infrastrutture di qualità: sotto questo punto di  vista che voto dà alla situazione sul suo territorio e quali sono eventuali nuovi progetti ci cui sente l’esigenza? “La crisi economica ma soprattutto il debito pubblico hanno decretato forti tagli al mantenimento delle infrastrutture di qualsiasi ente esse siano di competenza. Parma ha la fortuna di essere un territorio che si trova crocevia importante tra il Tirreno e un’area industriale tra le più importanti del nostro Paese ma purtroppo subisce anche la carenza d’infrastrutture adeguate soprattutto considerando che già ora la congestione ha raggiunto livelli alti e che il futuro prevede, così ci auguriamo tutti al più presto, incrementi nei flussi merceologici. Ebbene per un incidente sulla A1 nel tratto emiliano l’Italia rischia di essere divisa in due se non quasi paralizzata. A ciò si aggiunge l’esigenza di nuovi collegamenti ‘veloci’ tra il Tirreno e il Brennero per intercettare parte dei flussi che originano o hanno destino nella ‘MittelEuropa’ sempre più cuore industriale europeo. A tal proposito le recenti disposizioni della Regione Emilia Romagna e della stessa amministrazione comunale di Parma contrarie alla realizzazione del corridoio autostradale Ti-Bre si scontrano con le necessità di un’economia dei trasporti prevalentemente orientata alla modalità stradale; anche queste scelte di strategie miopi fanno perdere competitività e opportunità al nostro territorio”. A proposito di progetti: Fai Parma è sicuramente un riferimento per la sicurezza, ma è anche stato un esempio a cui guardare per il futuro della mobilità urbana, visto che proprio la sua città è stata individuata come modello virtuoso di city logistic grazie al  progetto Ecologistics, sviluppato nell’ambito di un progetto più ambio chiamato  Ecocity …. “Siamo coinvolti nel tavolo recentemente istituito dal Comune di Parma per partecipare a un nuovo programma di city logistic nell’ambito del progetto europeo ‘Freight Tails’ in quanto il modello Ecologistic purtroppo ha seguito il destino della precedente amministrazione comunale e ora c’è l’intenzione di ripensare a un nuovo modello”. Parma ha anche un interporto all’interno del quale ha la sua sede  proprio la Lanzi trasporti srl, guidata da lei. Un particolare che deve avere un preciso significato… “La scelta aziendale d’insediarci all’Interporto risale al 2000 e nasce da una considerazione che forse è tuttora incompresa da taluni: il trasporto stradale non è antagonista di quello ferroviario. Come famiglia abbiamo pensato che le due modalità possano essere sinergiche: la ferrovia non avrà mai la capillarità della strada e viceversa, sulle lunghe percorrenze ritengo che la ferrovia presenti molti vantaggi pur in presenza di alcuni limiti. Così la nostra sede è stata concepita proprio per unire le due modalità con l’integrazione di servizi accessori e soprattutto un interlocutore”. Siamo “partiti” dalla vita associativa, in chiusura d’intervista possiamo “tornare al punto di partenza”? Associarsi, fare gioco di squadra è sempre  importante, lo è ancora di più  proprio come in questi momenti di difficoltà.  Ma come si fa a spiegare a imprenditori che non sanno più come recuperare insoluti, che non sanno da che parte voltarsi per pagare stipendi, carburante e autostrada, manutenzione dei mezzi, che devono trovare anche il tempo da dedicare, senza ricevere un centesimo alla vita associativa, a parlare dei problemi a discutere delle possibili soluzioni da condividere? “Ciò che deve animare l’associazione è proprio la passione nel credere che i problemi sono gli stessi indipendentemente dalle dimensioni aziendali, che attraverso la condivisione si possono trovare soluzioni per alleviarne le conseguenze e possono nascere rapporti di collaborazioni e di ‘sistema’. Il motto della Fai richiama al fatto che chi ha un mezzo ha un problema e chi ha cento mezzi ha lo stesso problema moltiplicato per cento. Se si frequenta l’associazione la si mantiene viva e attiva e il tempo a essa dedicato non è mai sprecato soprattutto se inteso come investimento. Solo chi frequenta con costanza riesce a comprendere quanto sia importante partecipare, anche solo essere informati è già importante per chi è spesso abituato a lavorare a capo chino. Compito dell’associazione è anche mantenere interesse intorno a se e a Parma. Tra breve lo faremo con la manifestazione che sarà la festa dell’autotrasporto!” Cosa abbiamo dimenticato di chiederle? “Forse le date del Parma Truck Festival? 30 aprile e 1 maggio. Non mancate!”.

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Una risposta a “Controlli intelligenti per strada ma anche negli uffici: la sicurezza si garantisce così

  1. Lanzi ha perfettamente ragione, quante porcherie si scoprirebbero se un po’ di finanzieri facessero qualche “viaggio” negli uffici di società di autotrasporto…. magari quelle che non hanno neanche un camion….

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