Autostrade più care, infuriati sindaci e cittadini di Lazio e Abruzzo: “Un aumento criminale”

Una sessantina di sindaci di Abruzzo e Lazio (provenienti dalle province di Roma, Rieti e L’Aquila) hanno protestato lunedì mattina al casello di Vicovaro-Mandela (Roma) contro l’aumento del 13 per cento sulle autostrade A24 e A25, gestite dalla società Strada dei Parchi. Accanto ai sindaci con le fasce tricolori c’erano pendolari e rappresentati delle realtà economiche e sociali. I sindaci hanno chiesto “l’immediata sospensione degli aumenti e declassificazione del tratto urbano della Roma-L’Aquila dalla barriera di Roma Est fino all’intersezione della Tangenziale Est”. 

“L’aumento scellerato dei pedaggi su A24 e A25 penalizza non solo il turismo in territori ricchi di attrattive, ma soprattutto i pendolari per motivi di lavoro, universitari, scolastici e sanitari” e noi “siamo qui per opporci a tutto questo” ha detto il sindaco di Tagliacozzo (L’Aquila), Vincenzo Giovagnorio, che ha parlato di “aumento criminale”, che “avrà ripercussioni su oltre 100mila cittadini”. Il malcontento generale è confermato anche dalla raccolta firme online lanciata nelle scorse settimane dal sindaco di Aielli (L’Aquila), Enzo Di Natale, e che ha già superato le 95mila sottoscrizioni. “La situazione”, ha detto il primo cittadino di Tagliacozzo, “penalizza l’hinterland romano in primis e tutte le aree interne laziali e abruzzesi. È un aumento spropositato, che peserà sulle tasche dei lavoratori che devono fruire dell’autostrada anche per motivi sanitari”. “È un grido di dolore delle zone montane e interne di Abruzzo e Lazio”, ha dichiarato Gianni Melilla, deputato abruzzese di Articolo uno – Movimento Democratico e Progressista ed esponente di Liberi e Uguali, “costrette a subire un attacco al diritto alla mobilità innanzitutto con lo stato di abbandono e degrado del sistema ferroviario e ora con questi aumenti dei pedaggi autostradali che si ripercuoteranno anche sul prezzo del trasporto pubblico su gomma”. Melilla, che ha definito “abnorme” l’aumento in questione, ha assicurato “il massimo impegno nel chiedere al Ministero dei Trasporti la revoca di questi aumenti. L’autostrada dei Parchi non può essere una gallina dalle uova d’oro solo per il gestore privato”.
“Sosteniamo con convinzione la mobilitazione dei sindaci dei tanti comuni dell’area metropolitana, e dei cittadini romani che vivono nell’area orientale della Capitale”, ha dichiatato Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia. I cittadini sono “trattati come bancomat dal centrosinistra che non ha esitato a mettere le mani nei loro portafogli. L’irragionevole aumento delle tariffe autostradali su tratti ormai di uso quotidiano da parte degli automobilisti dell’hinterland la dice lunga sulle capacità del presidente Zingaretti di tutelare gli abitanti del Lazio, ma anche di opporsi a un governo del suo stesso colore politico che ha deciso questa assurda gabella. Siamo già scesi in strada nei giorni scorsi per protestare contro gli aumenti”, ha detto Santori, e “ribadiamo il nostro sostegno al sit-in dei sindaci dell’area metropolitana a difesa dei cittadini che già pagano le tasse più alte d’Italia e meritano di essere tutelati dalle sangui sughe del Pd”. “Ai sindaci che hanno manifestato contro l’aumento inaccettabile e ingiustificabile dei pedaggi dell’A24, va la nostra totale vicinanza”, ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia della regione Lazio Antonello Aurigemma. “Gli incrementi portati avanti in questi anni dalla società “Strada dei Parchi”, nel silenzio del presidente Zingaretti, rappresentano un vero schiaffo ai tanti pendolari, che ogni giorno si recano nella Capitale per motivi di studio o lavoro. Per questo, riteniamo sempre più urgente la convocazione della commissione regionale trasporti, che abbiamo richiesto da una settimana, alla presenza di tutte le parti coinvolte, a partire dai vertici di “Strada dei Parchi”. Intanto il Codacons ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust e all’Autorità Nazionale Anticorruzione per fare luce sulla correttezza dei rincari. “Vogliamo sapere se gli aumenti delle tariffe autostradali siano giustificati e proporzionati e, soprattutto, se la procedura seguita per la loro determinazione sia corretta e non configuri un ingiusto danno economico per i pendolari abruzzesi e per chi, per questioni lavorative o di studio, utilizza frequentemente l’A24 e l’A25, subendo rincari assai superiori alla media e alle altre tratte autostradali e che portano la spesa per i pedaggi a superare il costo per il carburante”, spiega l’associazione.

Testo realizzato da Baskerville (www.baskervillecomunicazione.it) per stradafacendo.tgcom24.it

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