Stefano Peli, l’autotrasportatore cantante che ha inciso in un cd la vita di ogni giorno sui Tir

Il rumore di un camion è spesso musica per le orecchie di un camionista. Lo è anche per Stefano Peli, autotrasportatore bresciano che di musica nelle orecchie ne però ben altra, in quantità tale che non basterebbero cento tir per trasportarla. La musica che ascolta e, soprattutto la musica che suona e canta, interpretando diversi autori, ma anche testi composti da lui. Come quelli che l’autotrasportatore probabilmente più “dotato” d’Italia sotto l’aspetto musicale e canoro ha inserito all’interno dell’album “Guido il Tir”, con le canzoni che uniscono le due passioni: i camion e la musica. Due grandi amori nati fin da piccolo come l’autotrasportatore per professione e cantautore per passione confessa a Stradafacendo in questa intervista. “Poco più che bambino ho iniziato a seguire mio padre e i miei zii sui camion che loro avevano iniziato a guidare negli Anni 50, e più o meno alla stessa età, a 12 anni,ho iniziato a suonare la batteria per formare, soltanto un anno dopo, tredicenne, il primo gruppo”, esordisce Stefano Peli, con una voce che rivela le tonalità giuste fin dalle prime parole. “Pochi mesi ancora e sono “passato” alla chitarra e al canto, due “compagni di viaggio” della mia vita ai quali ora non riuscirei più a rinunciare”. Due compagni di viaggio che non l’hanno quasi mai abbandonato neppure durante le trasferte di lavoro durante le quali è nato il progetto capace di fondere la passione per l’autotrasporto con quella per la musica: un album realizzato insieme alla Fai, la Federazione autotrasportatori di Brescia alla quale Stefano Peli è iscritto. “Come è partito il progetto? Nel 2015 durante un corso organizzato dalla Fai il docente (giornalista e presentatore televisivo) mi riconobbe e si ricordò dei miei trascorsi musicali e questo scatenò un’ondata di curiosità e di domande che mi portarono a esibirmi davanti ai colleghi durante un evento. Da li nacque l’idea di realizzare un cd che parlasse di e con gli autisti – autotrasportatori”. Un album che contiene un brano che testimonia la sua passione per questa professione, intitolato “Guido il Tir” e che ha rappresentato un modo particolarissimo per raccontare una professione. La musica è diventata di fatto un “mezzo” per far capire alla gente chi sono gli autotrasportatori, cosa fanno. Per esempio cantando, che “alle cinque del mattino, c’è chi beve un caffè perché è in piedi dalle tre, e incontra chi come lui viaggia già da un po’ mentre c’è chi esce dal casinò, dai locali dove ha ballato e si è divertito…”. Un modo per far capire alla gente che ogni giorno trova le merci sugli scaffali che questo accade perché c’è gente che fa sacrifici per tutti…”In effetti il nostro è un lavoro di soddisfazioni ma anche di sacrifici che ti portano lontano dalla famiglia e dagli affetti, anche per diversi giorni”, conferma Stefano Peli. “Purtroppo in pochi si chiedono come arrivi per esempio il carburante al distributore o un prodotto sullo scaffale di un negozio e poi nelle nostre case, o come potrebbe cambiare radicalmente la nostra vita in poco tempo senza questi servizi spesso dati per scontati”. Ma “Guido il Tir” ha permesso anche di raccontare un altro aspetto che molti spesso non conoscono: la generosità, la disponibilità a soccorrere chi ha difficoltà che spesso i camionisti sanno offrire. C’è il testo di una canzone che dice:”io sto viaggiando e se qualcuno in panne vedrò un aiuto non lo puoi negare fra colleghi sai cosa vuol dire”. È davvero così, siete davvero una sorta di angeli custodi della strada? “Spesso sulle strade incutiamo più paura che fiducia e gli automobilisti ci vedono come ostacoli alla fluidità del traffico, in pochi conoscono la nostra disponibilità ad aiutare il prossimo che nasce da una maturazione ed esperienza personale nelle difficoltà quotidiane e al valore che diamo alla vita. Visto che ogni giorno per ore e ore rischiamo la nostra e, responsabilmente, ci preoccupiamo anche di quella degli altri”. Come ha fatto del resto quel camionista che, rischiando la vita, ha messo il Tir di traverso in autostrada per proteggere da possibili investimenti un’auto che era rimasta coinvolta in un pauroso incidente in autostrada salvando la vita a una bimba… “È una bella storia e sicuramente da quella vicenda troverò l’ispirazione per scrivere un’altra canzone”. Un altro piccolo spezzone di testo molto significativo, che racconta il sacrificio forse più duro da affrontare: dover stare lontano spesso a lungo da casa dalla famiglia.Lei canta “mentre tu pensi a me io guido il mio Tir”. Quanto è pesante questo distacco? “Tanto, soprattutto per i nostri familiari”. Nell’album c’è un altro brano che, nonostante non faccia mai direttamente riferimento al mestiere dell’autotrasportatore, fa capire che questa categoria lavora per tutti anche quando quasi tutti si riposano: la canzone “È domenica” giorno in cui lei canta che “c’è chi sveglia di buon mattino e ci sono quelli che abbracciano ancora il cuscino, c’è chi progetta una gita quelli che aspettano la partita, c’è chi guarda il tempo e decide cosa fare, c’è chi la passa in famiglia e si ritrova a pranzare ed è un modo per stare insieme e parlare, c’è ci pedala in campagna e chi passeggia con amici in città”. E poi c’è il ritornello: che chiede “e tu cosa fai?”. Già lei cosa ha fatto e fa moltissimi sabati, domeniche… “Ovviamente questo distacco pesa moltissimo. Noi adulti riusciamo ad andare oltre e a farcene una ragione, ma chi paga di più questo sacrificio sono i bambini per i quali è difficile capire che non sempre il papà può tornare a casa nelle modalità e nei tempi delle loro piccole esigenze affettive e di gioco. E purtroppo, come dice la canzone, per molti di noi non esistono né sabati né domeniche in famiglia”. Lei ha già venduto quasi 5000 copie del cd: quelli che l’hanno comprato sono tutti colleghi? “Inizialmente sì, perché è un cd pensato e creato per noi. Ma poi le canzoni hanno provocato curiosità e interesse a chi, più o meno casualmente, abbia avuto l’occasione di ascoltarlo. Infatti sono tante le persone, non autotrasportatori, che hanno richiesto il cd”. Il ricavato della vendita è servito anche ad aiutare chi ne ha più bisogno. “Sì, perché grazie a questo cd sono state organizzate delle serate di beneficenza il cui ricavato è stato devoluto interamente ad associazioni no profit”. Lei ha fatto un cd ma si è anche esibito, gratuitamente, in altre occasioni. Per esempio pochi mesi fa per “aiutare” la sua federazione, la Fai, a realizzare al meglio un bellissimo evento, una domenica in piazza per far conoscere la vostra attività a tutti… Le hanno mai detto che interpreta davvero bene Vasco Rossi, Battisti e Bennato? “Dato che per me cantare e suonare è solo una passione e non un lavoro, quando posso e quando mi viene richiesto mi esibisco volentieri gratuitamente per aiutare gli altri. In effetti ho ricevuto complimenti per le mie interpretazioni di famosi cantautori italiani e questo mi allieta perché sono cresciuto ascoltando e cantando le loro bellissime canzoni”. Quando fate le prove con i musicisti? Fra un viaggio e l’altro? A Brescia vi siete addirittura esibiti dentro un rimorchio… “Siccome è difficile se non impossibile programmare un giorno feriale per le prove, con i miei amici musicisti abbiamo deciso di trovarci o di sabato o di domenica, compatibilmente con la disponibilità di ognuno. È vero, a Brescia ci siamo esibiti dentro un cassone di una motrice centinata ed è stata un’esperienza unica. Forse è strano ma mi sono sentito a mio agio come se fossi a suonare dentro le mura di casa mia”. Le canzoni servono per far “star bene” la gente, per intrattenere e far divertire. Ma esistono anche le canzoni che servono a “denunciare”, a far crescere la consapevolezza di un problema. Oggi il mondo dell’autotrasporto ha molti problemi: se dovesse scrivere una canzone di denuncia di cosa parlerebbe soprattutto? “Purtroppo i problemi dell’autotrasporto sono tanti e nascerebbe una canzone troppo triste. Quello che voglio fare è allietare gli ascoltatori camionisti e non, e per questo nei miei testi ci sono riflessioni che poi volgono al positivo”. Non crede che proprio perché raccontati attraverso un brano musicale, magari particolarmente orecchiabile come diversi suoi testi, certi concetti potrebbero entrare più facilmente in molte case? Magari qualche “politico” si ritroverebbe ad ascoltarlo alla radio in auto… “È utile parlare dei problemi dell’autotrasporto ma forse sarebbe meglio trovare soluzioni a favore di chi svolge questa attività. Questo è lo scopo per cui sono nate le associazioni di categoria, in primis la Fai, alla quale sono associato”. Lei quando guida che musica ascolta preferibilmente? “Amo ascoltare tutti i generi musicali; dipende dallo stato d’animo che provo in quel momento, ma sono convinto che una maggiore apertura porti a una crescita personale e musicale”.

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2 risposte a “Stefano Peli, l’autotrasportatore cantante che ha inciso in un cd la vita di ogni giorno sui Tir

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