Autolavaggio sotto le finestre di casa, avvocato esasperato per i rumori

Gli autolavaggi automatici hanno una caratteristica, quella di essere aperti 24 ore al giorno. Una bella comodità per gli utenti della strada, ma pure una convivenza difficile con i residenti. Ne sa qualcosa un noto avvocato di Sanremo, Alberto Pezzini, che si è trovato uno di questi esercizi sotto le finestre di casa e da quel giorno ha avviato una battaglia personale. Il legale ha più volte richiesto l’intervento delle forze dell’ordine denunciando quella che a suo dire è una chiara violazione del Regolamento della Polizia Urbana del Comune di Sanremo. 

Pezzini si è appellato inizialmente al buon senso facendo presente la situazione anche al padrone dell’attività commerciale oltre che alle forze dell’ordine, chiedendo di fatto un intervento per via dei rumori che quotidianamente derivano dalla fruizione dell’autolavaggio nelle più disparate ore, soprattutto notturne.  Il regolamento della Polizia Urbana che all’articolo 26 dice “Con riguardo agli esercizi in attività,insistenti nel centro abitato, delimitato in conformità con al D.lgs 285/92, questi non possono essere iniziati prima delle ore 8 e continuati dopo le ore 19. E’ fatto obbligo di osservare una pausa interruttiva dei lavori rumorosità le ore 13 e le ore 14.30 di ogni giorno ed il divieto assoluto di produrre rumori nei giorni festivi”.
Proprio per questo motivo un altro impianto della Riviera è stato completamente insonorizzato per evitare rumori inopportuni per i residenti . “Basterebbe semplicemente che il cancello elettrico – situato all’accesso dell’autolavaggio – venisse mantenuto chiuso negli orari stabiliti dal regolamento della polizia urbana in modo da impedire ai clienti di accedere all’attività a qualsiasi ora del giorno e soprattutto della notte. Basterebbe semplicemente far rispettare la legge che – ricordo – punisce chi disturba la quiete pubblica anche con i sequestri delle attività”, dice l’avvocato sul portale Sanremonews.

20 risposte a “Autolavaggio sotto le finestre di casa, avvocato esasperato per i rumori

  1. Questo è un problema che riguarda anche me. Le istituzioni? Esistono…., forse con una petizione, ma, sai la gente ha ‘bisogno’ di lavare l’auto!!!!! Psicologicamente la gente ha instabilità emotive, anche perchè l’autolavaggio non lo ha sotto casa. Pensa se poi ti arrivano pure quei tensio-attivi nell’orticello, spinti da quella nebulizzazione pre-lavaggio causata dalla fistola. L’Italia, si va bene ma l’ Europa? Funziona così la comunità? Saluti a tutti

  2. Buona sera avvocato, volevo sapere come avete risolto il problema degli autolavaggi perché io lo stesso problema ce l’ho proprio sotto casa che quando lavano le macchine mi arriva anche l’acqua sopra sia a me che sono al pian terreno e sia al primo piano con l amministratore abbiamo richiesto tutti i documenti al comune, per loro è tutto in ordine però per la Asl no perché il comune ancora no li manda i documenti dopo 2 anni perché secondo me c’è qualche problema tramite amministrazione comunale… Come mi devo comportare? Grazie mille in anticipo.

  3. Abito in un palazzo al quarto piano, evidentemente l’acustica della zona gioca a mio sfavore. Ormai da circa cinque anni è stato installato un autolavaggio automatico
    e soprattutto nel periodo estivo reca non poco disturbo. Intervenne ARPAT facendo delle misurazioni e a detta dei tecnici il disturbo era nei limiti di legge.
    Si noti che vivo in una zona (4^) ovvero con alto numero di abitazioni (condomini) e zone commerciali.
    Volevo domandarle Avvocato se per legge esistono distanze di rispetto degli autolavaggi o se uno può mettere un’autolavaggio pure sulla parete di un condominio…
    Se qualcuno desiderasse formare un gruppo per difendere chi come noi ha questo problema non meno noi medesimi io sarei disponibile. Saluti

  4. Salve, anche io e i miei vicini riscontriamo lo stesso problema con il nuovo autolavaggio sotto le finestre di casa. Non siamo nel centro abitato bensì alle porte della città in una zona di campagna. Resta il fatto che le 7 abitazioni risentono dei forti rumori procurati dalle strutture di auto lavaggio e in particolar maniera del frastuono procurato dai clienti che specie in estate si soffermano a parlare ,magari anche con lo stereo acceso e il continuo traffico derivato dalle macchine che utilizzano l’impianto. La struttura è a soli 3 4 metri dalle finestre……le divide una strada vicinale che fino a poco tempo fa era utilizzata solo dai residenti in quanto strada chiusa. Abbiamo passato un estate infernale con il lavaggio aperto tutta la notte. Verbalmente abbiamo richiesto al titolare di moderare gli orari e chiudere le sbarre ad un orario consono alla quiete pubblica. Ci è stato risposto che avrebbe chiuso le sbarre alle 22 e riaperte alle 7. In conclusione poi sono diventate le 23 e le 7 di mattina con sbarre chiuse. Il tutto si è risolto in un paio di settimane e poi tutto come prima.. sbarre aperte e via vai. Nuovamente abbiamo affrontato il titolare che si è giustificato dicendo che il sistema di chiusura delle sbarre ha dei problemi e attualmente i macchinari non funzionano dalle 23…..ma resta il problema del via vai delle vetture e dovute alle sbarre alzate…..visto che non è scritto da nessuna parte che dalle 23 non sono attivi i lavaggi. Noi residenti temiamo che se non affrontiamo ora la questione la prossima estate diventerà nuovamente un gran casino…..visto che non ci sono regolamentazioni. A chi possiamo rivolgerci e c’è la possibilità di risolvere o questi lavaggi possono funzionare 24 ore su 24. Grazie
    Saluti cordiali

  5. Scusate ma installare un autolavaggio del genere costa dai 300 mila ai 600 mila euro circa. Se il comune autorizza tale installazione ben sapendo che si tratta di autolavaggi aperti 24 ore pretendendone tasse e imposte per la sua realizzazione come si può pretenderne poi la chiusura sopratutto nei giorni festivi dove matura il 70% dell’incasso settimanale?

    Cordialità

    • Lo si può pretendere con una giusta causa. La salute art. 32 Costituzione viene prima del denaro. In un Tribunale serio……. dovrebbero riconoscerlo.

  6. Buongiorno, mi trovo nelle stesse condizioni. E’ stato aperto un autolavaggio a mano in un locale commerciale che si trova nella palazzina in cui abito. Il locale dà su una strada stretta, a senso unico, ad alta densità abitativa causando non pochi disagi alla circolazione. Il rumore è fortissimo costringendoci a tenere le finestre chiuse anche in estate, e che estate abbiamo passato tutti nel 2017! Di concerto con l’amministratore, abbiamo presentato un esposto, dopo qualche mese si sono presentati i tecnici dell’Arpa con i vigili urbani, con il risultato di sentirci dire che è tutto a posto! Ma davvero non esiste normativa alla quale appellarci? Si può fare ricorso contro quanto deciso dall’Arpa? Possibile che un’ente regionale sia considerata alla stregua di un “deus ex machina”? Non c’è proprio modo di controllare questi “Protettori dell’ambiente”? Grazie

    • Possibile confrontarci? Anche io ho fatto esposto a sindaco e vigili. Sono appena agli inizi. A me non possono raccontare frottole. Ho l’autolavaggio, confinante con il giardino, separato da una rete metallica. Ho contattato un ingegnere di acustica di Milano specializzato nel settore, ma prima di mettere mano al portafogli, desidero contattare l’avvocato.

  7. Io ho lo stesso problema, avvocato mi sai dire come risolverlo? Io ce l’ho sotto casa l’autolavaggio e non ce la faccio più. Aiutami a risolvere questo problema, grazie mille.

    • Mi chiami ed almeno ci confortiamo a vicenda.Ho nominativi di ingegneri tecnici per la verifica dell’impatto acustico, che non hanno niente a che fare con ARPA, IN COMBUTTA CON IL COMUNE.Io son o appena all’inizio.
      Michele

      • Salve Michele, dopo tanto tempo è riuscito a sortire qualche effetto nella sua battaglia? Se ha modo mi può scrivere anche via sms al 3471067306. G Grazie.

        • Ho avuto l’intervento dell’ARPA, tramite il Comune, che si è deciso, dopo la mia querela al gestore. L’ARPA mi ha dato ragione, ma a tutt’oggi nulla è cambiato, ma non demordo.

    • Ha risolto la situazione? Sono curioso perchè ho lo stesso problema e non riersco a venirne fuori nonostante denuncia anche ai carabinieri

  8. Abitiamo in questo fabbricato di due appartamenti dall’ Ottobre 1991 e già da allora esisteva un autolavaggio, di modesto livello, che operava , di tanto in tanto, durante normali ore lavorative dalle 7,30 sino alle 19,00 con pausa pomeridiana .Il rumore era di gran lunga più modesto ed anche per tale ragione decidemmo di comperare nonostante la presenza del distributore.
    Da quando è subentrato il nuovo, più potente autolavaggio self-service il benessere psico-fisico della famiglia si è deteriorato notevolmente, con frastuono, a volte ininterrotto, dalle 7,30 sino alle 21,00 ed oltre di sera.
    Qualche avventore si presenta all’ultimo minuto alle 21 ed i macchinari funzionano oltre l’orario prestabilito.
    Altri arrivano in anticipo all’apertura delle 7,30.
    Non è difficile immaginare che il giardino non è più usufruibile , come una volta, lasciato andare e le relazioni sociali deteriorate. Abbiamo letteralmente vergogna ad organizzare un qualsiasi evento all’aperto.
    ARPA o chi per essa può fare tutte le ispezioni audiometriche , che desidera, ma anche un profano si rende conto che quando un autolavaggio è separato dalla proprietà confinante semplicemente da una rete metallica il danno è enorme.
    Il valore della casa è arrivato ai minimi storici, se lo si confronta con una perizia tecnica del 1996, in cui neanche si nomina l’autolavaggio, essendo lo stesso di piccolo impatto acustico.
    Le camere da letto dei due appartamenti affacciano sull’autolavaggio ed abbiamo dovuto rinunciare all’abitudine del riposo pomeridiano dopo una mattinata di lavoro, con inevitabili ripercussioni sulla nostra salute.
    Aprire le finestre, che affacciano sul giardino non è più un gesto spontaneo e di godimento della natura ma di probabile sgradito impatto con il self service.
    Tre persone abitano al piano superiore. L’appartamento sottostante è attualmente utilizzato temporaneamente da una collega di lavoro, che lascerà a Giugno. Ci sarà difficile metterlo in locazione, senza preavvertire del fastidio del self service con ulteriore nostro danno.
    I guadagni del gestore, che può tranquillamente, riposare a casa sua, una volta chiusa l’attività principale, vanno di pari passo col nostro danno economico ma essenzialmente di salute.
    Ulteriore beffa al danno è che qualche avventore si rivolge proprio a noi, in quanto presenti, per chiedere il rimborso di prestazioni pagate ma non andate a buon fine.
    Di tutto questo riteniamo responsabili in primis il Comune per aver concesso i necessari permessi, nonostante l’evidenza del danno e il Gestore, che naturalmente ha avviato il tutto senza nessun preavviso al vicino e senza considerare l’inevitabile deteriorarsi dei rapporti.
    Questo nonostante abbiamo sempre offerto la nostra collaborazione, al fine di avere relazioni amichevoli.
    Prova tangibile di questo il nostro permesso, prima della controversia, ad affiggere alla nostra staccionata esterna il lungo striscione pubblicitario in plastica m. 4 x 1.

  9. Buongiorno, sono nella stessa situazione descritta da molti di voi, sarei interessata a sapere quale azioni avete intrapreso per risolvere il problema. Abbiamo già presentato un esposto al Comune l’anno scorso, descrivendo la situazione ma oltre a una multa per l’affittuario dell’autolavaggio se non metteva tutto a norma di legge ma non si è più presentato. Sono stati intrapresi lavori che attualmente ci impediscono la vista sulle attività svolte dall’autolavaggio, ma non sono state effettuate azioni per la riduzione del rumore, il quale rende impossibile l’apertura delle finestre e lo svolgimento delle attività giornaliere.

  10. È mai possibile che SOLO in Italia si danno autorizzazioni ad aprire autolavaggi in condomini o attaccati alla parete del palazzo? Non esistono leggi e regolamentazioni di orari e chiusure a Roma? Io vorrei chiedere al municipio con quale criterio hanno dato l autorizzazione ad aprire tale attività disturbo della quiete e salute pubblica anche perchè l’ acqua reflua dello scarico di autolavaggio è assimilabile a quello degli insediamenti produttivi, sotto il vigore della precedente normativa (Cass. sez. 3^ 18 giugno 1982 n. 5985, Incerti rv. 154274), e a quello di acque reflue industriali, secondo la recente (cfr. da ultimo Cass. sez. 3^ 13 maggio 2003 n. 21004, P.M. in proc. Panizza), per la presenza di caratteristiche inquinanti diverse e più gravi da quello di un insediamento civile per la presenza di oli minerali, sostanze chimiche e particelle di vernice eventualmente staccabile dalle autovetture ed esercizio di un servizio in forma professionale e organizzata.

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