Paolo Uggé, l’uomo con la valigia. Capace di viaggiare 50 anni per far crescere l’autotrasporto

“Paolo Uggé: L’uomo con la valigia”, recita il titolo del libro. E di valige il protagonista del “racconto” scritto da Massimo De Donato e Antonella Vicini con la prefazione di Gianni Letta, ne ha fatte e disfatte a migliaia in un viaggio ininterrotto durato 50 anni nel mondo dell’autotrasporto di cui il settantaseienne sindacalista e politico è stato ed è tutt’ora uno dei più esperti “conducenti”. Un ruolo da protagonista assoluto (testimoniato del resto ancora oggi dal suo incarico di presidente di Fai Conftrasporto, una delle principali realtà associative del settore, e dalla recente chiamata a guidare anche di Unatras, l’Unione delle associazioni nazionali dell’autotrasporto italiane) vissuto percorrendo lo stivale da un capo all’altro per far crescere la propria associazione, per guidare, in prima linea, le più importanti battaglie in difesa della categoria che proprio grazie a lui ha potuto avere, nei primi anni del 2000, un parlamentare e sottosegretario ai Trasporti che “sapeva di cosa parlava”, come ha avuto modo di commentare una volta un suo associato e grande estimatore. L’interlocutore perfetto, Paolo Uggè, per gli autori del libro per compiere un viaggio lungo mezzo secondo nel mondo dell’autotrasporto, fra storia personale e professionale del protagonista, incontri, event ma anche ricordi di colleghi e amici, in molti casi suoi “compagni di viaggio”, consegnando alle stampe un libro che vedrà la presentazione ufficiale il 17 luglio 2024 alle 11 alla Camera dei Deputati.

14 risposte a “Paolo Uggé, l’uomo con la valigia. Capace di viaggiare 50 anni per far crescere l’autotrasporto

  1. Largo ai giovani, certo, ma solo se hanno la stoffa dei campioni. E di futuri nuovi Uggé io onestamente non ne vedo. Per cui teniamocelo ben stretto e speriamo solo che, complice l’età, non si stanchi di continuare a fare quello che fa, meglio di chiunque altro, da mezzo secolo…..

    • Meglio di chiunque altro…in fondo parlano I risultati, specie negli ultimi anni, di problemi risolti se ne perde il conto effettivamente! Dagli autisti italiani non vaccinati che non potevano non lavorare, ma alla fine non hanno lavorato. Alla guerra ai limiti dell’Austria, dove nulla e’ cambiato. Dai sensori sui mezzi, prima fondamentali, poi inutili. Dai tempi di fermo camion da imporre alle aziende, ma se ci sta la legge e non si impjngono per prime le associazioni di categoria, chi lo dovrebbe fare non si sa. A me sembra che abbia un ruolo da mediatore tra clienti e committenti, semplicemente, e ribadisco giudico dai risultati. Che non ci sono. Poi se vogliamo elogiarlo in automatico, bene bravo avanti un altro secolo di immobilismo e’ proprio quello che ci vuole.

  2. Guardatela da un altro punto di vista…. rispetto al presidente della “casa madre” Confcommercio, Paolo Uggè è ancora un bimbetto. Carlo Sangalli ormai viaggia verso la novantina anche se non si direbbe…

  3. Se il signor Alessandro G. è così bravo, preparato, pronto a risolvere i problemi del settore perché non si mette alla guida di un’associazione (magari potrebbe prendere il posto di Paolo Uggé, o magari potrebbe fondarne una tutta nuova capace di raccogliere centinaia di milioni di adesioni in poche ore da parte di operatori del settore che sicuramente riconosceranno in lui il “Maradona dell’autotrasporto”…?? A distruggere sono tutti campioni del mondo, a costruire sono in pochi (e fra loro guarda caso c’è il signor Uggé che in 50 anni ha avuto la fiducia da un mare di autotrasportatori …. Tutti ignoranti, incompetenti, “boccaloni” signor G?

  4. Forse nella sua onniscenza il signor G sa anche che si candidasse a guidare un’associazione non lo voterebbe neanche la moglie? Ps: Alessandro, per onniscenza puoi cliccare sulla Treccani on line, di certo spendi il tuo tempo meglio che a postare fregnacce

    • Barbara, sono assolutamente d’accordo con lei, ma farei molta attenzione a chiamarlo “signor G”……. Uno solo è stato ed è ancora tale, e di certo non è il signor Alessandro.

  5. E’ vero che i ricavati delle vendite andranno interamente devoluti in beneficenza? E se sì, è possibile sapere a chi? Grazie

  6. Grazie a coloro che hanno criticato e coloro che non lo hanno fatto. Rispondo prima a Letizia perché è una questione seria quella che ha posto. Sul libro è scritto a chi è devoluto ciò che viene incassato per la vendita del libro attraverso Amazon. Ma lo ribadisco. Gli autori del libro il sottoscritto hanno rinunciato ai diritti. Quindi il tutto sarà devoluto alla Fai che ha già assunto una decisione di devolvere quanto le verrà versato all’onlus Itaca che si occupa di persone fragili. Concordo con Maura che trovo più che giusto il richiamo sul “signor G”. ce n’è stato uno grande ed inarrivabile e si chiamava Giorgio Gaber. Prazie. Paolo.

  7. Ottima lettura con aneddoti molto intriganti consiglio la lettura acquistandolo perché il ricavato andrà in beneficienza. Lo si recupera facilmente su AMAZON

  8. Avvicinandosi il presidente agli 80 anni nessuno dovrebbe stupirsi se decidesse di lasciare il volante della federazione. Il problema è: chi mettere alla guida al suo posto? Qualcuno ci ha pensato e “vede” qualche sostituto all’altezza? Io onestamente no (quindi mi auguro che resista ancora qualche anno, sperando che nel frattempo la “vecchia guardia” sappia crescere un valido ricambio…) .

  9. Per ora ne mancano ancora quattro al compimento degli 80 e questo dipende non certo solo da me bensì da qualcuno che sta più in alto. La dirigenza della federazione per la consiliatura così come prevede lo Statuto, è scelta dall’assemblea generale della federazione. Se si vorrà accompagnare far crescere un ricambio sarà necessario l’impegno di tutti. Poi il tempo aiuta a crescere e quindi bisogna essere fiduciosi.

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