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Vado al Massimo: il brano di Vasco Rossi sale in sella per il “Komandante” dei piloti Norelli
Vado al Massimo: hanno deciso di prendere in prestito il titolo di una delle canzoni più famose di Vasco Rossi i responsabili del Moto-Club Fulvio Norelli Asd per “dare un nome” al 1° Trofeo intitolato alla memoria di Massimo Sironi, storico presidente (dopo essere stato uno dei fondatori) della scuderia bergamasca, scomparso nell’ottobre 2023 dopo aver “guidato sempre al massimo” i sui piloti, oltre che tutti gli associati, e dopo aver “corso”, per oltre 10 anni, una battaglia personale durissima contro la malattia che l’aveva colpito. Senza mai allentare la presa sul gas, lottando come un leone fino alla fine in una sfida a colpi di Continua a leggere
Biocarburanti e trasporto pesante: cosa si nasconde dietro le “dimenticanze” dell’Ue?
Perché l’Europa continua a “dimenticare” di mettere, nero su bianco, nei propri documenti un riferimento chiaro e definitivo sull’impiego di biocarburanti nel trasporto pesante? Sono sempre più le persone che si stanno ponendo questa domanda. E fra loro c’è anche il presidente di Federauto Massimo Artusi, che per non lasciare spazio a interpretazioni il proprio pensiero in proposito ha deciso di scriverlo, in un comunicato stampa diffuso all’indomani dell’invito, rivolto dal Consiglio europeo alla Commissione Ue rivedere le regole del gioco in materia di alimentazione dei mezzi “presentando senza indugio una proposta mirata di flessibilità aggiuntiva rispetto alla tappa del 2025 prevista dal Continua a leggere
Tour d’Europe: è partita la “controffensiva” per difendere i mezzi alimentati con i biocarburanti
Se a decidere la strategia da usare e a guidare la nuova “manovra” ci fossero dei militari verrebbe spontaneo parlare di una “controffensiva”, di un’operazione pianificata per rispondere a un “attacco” sferrato dal nemico. In realtà “ al volante della manovra” ci sono “civilissimi” rappresentanti dell’industria automobilistica europea che hanno deciso di far partire una “colonna di mezzi civili” in un viaggio sulle strade europee con lo “scopo di dimostrare la disponibilità e il potenziale dei carburanti rinnovabili ai fini della decarbonizzazione dei trasporti e della neutralità climatica” come sottolineano gli ideatori di “Tour d’Europe”, viaggio di tre mesi attraverso 20 diversi Paesi europei partito “con “l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, ma che anche con l’ambizione di convincere i policy makers europei che i biocarburanti, sia liquidi sia gassosi, sono un’opzione che non si può più ignorare” come ha commentato Gianni Murano, presidente di Unem, Unione energie per la mobilità, associazione che rappresenta Continua a leggere
Fatture pagate in ritardo a chi ha trasportato le merci? Il tasso d’interesse è dell’11,15 per cento
Un tasso d’interesse dell’11,15 per cento: è quello che dovranno pagare i clienti di aziende di autotrasporto in caso di ritardo del pagamento di una fattura superiore ai 60 giorni. Una percentuale formata dal nuovo tasso fissato al 3.15 per cento dal ministero dell’Economia e delle finanze (e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.63 del 17 marzo 2025, a cui si aggiunge la maggiorazione dell’8 per cento già stabilita proprio per il settore dell’autotrasporto.
L’occhiale che “fa vedere” l’effetto dell’alcol sulla vista mette a fuoco la follia di guidare ubriachi
Un automobilista con indosso un paio di occhialoni di quelli che si usano sulle pista da sci cammina piano, con evidente difficoltà, cercando di seguire a piedi un percorso stradale in miniatura disegnato sul pavimento, impegnandosi per non uscire dalla carreggiata e non travolgere i birilli posizionati da tre agenti della Polizia stradale che assistono alla “prova”: una sorta di gioco, perfino divertente, ma con un obiettivo serissimo: far capire quanto può essere pericoloso guidare dopo aver bevuto, quando l’alcol può impedire di vedere chiaramente, mischiandoli e confondendoli in un’immagine distorta, altri mezzi lungo la strada, o pedoni che stanno attraversando. Con il rischio di investirli, così come accade con un paio di coni rossi posizionati al lati dell’asfalto disegnato sul pavimento della Fiera di Brescia teatro del test. Già perché Continua a leggere
Pit stop della salute, la sosta ai box-ambulatori che fa vincere la corsa contro le malattie
In una gara di Formula 1 un Pit stop può risultare decisivo per un pilota per vincere o perdere. Per un “pilota” di camion un Pit stop può essere ancora più importante: può addirittura consentire di diagnosticare e, dunque curare al meglio, una malattia o di prevenirla. Accade con il “Pit stop della salute” che Fai, la federazione degli autotrasportatori italiani, di Bergamo (clicca qui per navigare sul sito) ha fatto puntualmente ripartire (e con “prestazioni” degne delle squadre di meccanici dei team più forti della F1) dai propri “box”, i moderni ambulatori realizzati all’interno della propria sede a Orio al Serio in via Portico 15, per i propri associati. Per la precisione due Pit stop diversi.
Continua a leggerePaolo Uggé in cattedra alla Cattolica: una lezione per gli studenti, ma anche per le associazioni
“Il funzionamento di un’organizzazione di rappresentanza di imprese di autotrasporto e della logistica: quali azioni deve compiere per la difesa delle imprese in un contesto di libera concorrenza all’interno dell’Unione europea”: è questa la “materia” al centro di una lezione davvero speciale che si è tenuta all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Già, perché a salire in cattedra davanti agli studenti del master in Economia e gestione degli scambi internazionali, commercio, supply chain e logistica internazionali – Megsi, è stato il presidente di Fai Confrasporto Paolo Uggé. Una lezione che gli studenti hanno seguito con grande attenzione e che lo stesso “docente” ha definito interessante e partecipata la lezione. E, soprattutto, una “lezione” di come sia fondamentale, per un’associazione, il contatto diretto Continua a leggere
Trattative ferme: l’autotrasporto sceglierà la via del dialogo o dello scontro fermandosi 5 giorni?
Di fronte all’ostacolo di una trattativa che non avanza, a una controparte che sembra non voler risolvere i problemi che pure sono evidentissimi e irrisolti da troppo tempo e che sembra non avere la volontà e forse perfino la capacità di raffrontarli come dovrebbe, è possibile prendere strade diverse. Per esempio prendere tempo, attendere ulteriormente, proseguendo sul percorso del dialogo, sperando che dall’altra parte del tavolo qualcuno capisca la gravità della situazione e delle conseguenze ancora più pesanti che potrebbero derivare da uno scontro; oppure scegliere proprio quest’ultimo, lo “scontro frontale “ pur nella consapevolezza che ci saranno “feriti” e forse “morti” anche fra chi non è direttamente coinvolto. Fra tanti cittadini chiamati a pagare gli “effetti collaterali” di una “guerra”. Di fronte all’ennesimo incontro senza alcun risultato concreto avvenuto fra i rappresentanti del mondo dell’autotrasporto e della logistica e quelli del governo Continua a leggere
Metrò e tram, le nuove linee fanno salire anche il valore delle case costruite lungo i percorsi
Dagli appartamenti in condominio alle villette, dai monolocali agli attici, dai negozi agli uffici, ai garage e a capannoni sede di attività artigianali o industriali: sono moltissime le tipologie di immobili alle quali gli operatori del mercato guardano alla ricerca di immobili da far acquistare o vendere alla propria clientela, a caccia di nuovi “affari” per l’agenzia. Ma ci sono anche altri tipi di “costruzioni” a cui pochi probabilmente penserebbero, capaci di attirare l’attenzione di chi compra e vende il “mattone”: le pensiline alle fermate dei metrò, dei tram, dei pullman. Già, perché quelle strutture, che con gli immobili hanno in comune solo i materiali con cui sono realizzate, sono capaci di modificare anche in maniera importante il valore degli immobili nelle immediate vicinanze. Come conferma l’articolo postato dal sito casavuoisapere.it, che fra i “numerosi i fattori che influiscono sul valore di un immobile”, indica senza alcuna incertezza “la presenza di infrastrutture,
Continua a leggereAcciacchi e dolori “da moto”: un pilota-osteopata indica la strada per prevenirli e curarli
Muscoli del collo, colonna cervicale, clavicola e scapola, colonna dorsale, muscolatura di braccia e avambracci, estensori e flessori dita, muscolatura delle spalle, colonna lombare, addominali, muscolatura degli arti inferiori: se il mondo delle due ruote dovesse indicare le parti del corpo più sollecitate e più soggette ad acciacchi, probabilmente indicherebbe, in ordine sparso, molte fra queste. A indicarle tutte mettendole per di più nell’esatto ordine di classifica, come se si trattasse di una gara, è invece un solo motociclista, ma che di muscoli e ossa più a rischio in sella alle due ruote se ne intende come pochi altri: per il semplice fatto che oltre a essere un motociclista
Continua a leggereLa festa della donna premia la camionista che ha preso il posto di guida lasciato dal marito morto
La felicità per aver conquistato il “Sabo Rosa”, riconoscimento che ogni anno, dal 2010, il Gruppo Roberto Nut assegna, iin occasione della Festa della donna, a una lavoratrice del mondo dei trasporti, non ha potuto non mischiarsi con la alla tristezza al ricordo della ragione per cui lei, Claudia Gina Sasz, 47 anni di origini romene residente a Bariano, in provincia di Bergamo, ha scelto di guidare i camion: la morte del marito, Cesare, conducente di tir, di cui ha deciso di prendere il posto. Continua a leggere
Gli incontri al ministero non portano nessuna soluzione per l’autotrasporto: sale la tensione
“Totale insoddisfazione, forti momenti di tensione”: i termini usati dai vertici di Unatras per commentare l’ennesimo incontro avvenuto tra esponenti del ministero dei Trasporti e i rappresentanti del coordinamento delle principali associazioni dell’autotrasporto per risolvere una serie di problemi sul tavolo ormai da troppo tempo fotografano fin troppo chiaramente un nuovo fallimento nelle trattative fra la categoria e il mondo politico. Un nuovo “buco nell’acqua” come conferma anche la sottolineatura “dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti nessuna risposta concreta” nel titolo del comunicato stampa diffuso da Unatras al termine dell’incontro annunciando la convocazione del comitato esecutivo per adottare eventuali provvedimenti. Ecco il testo integrale del comunicato . Continua a leggere
L’impresa di trasporti non ha la divisa? Peccato, avrebbe “detto” molto. A clienti e dipendenti
“La divisa serve a questo: a distinguere, a permettere all’occhio, allo sguardo, di riconoscere immediatamente la funzione di chi la indossa. La divisa è una garanzia per chi gli si trova di fronte”. La frase, tratta da “Gridalo”, libro scritto da Roberto Saviano, sembra fatta apposta per riassumere uno dei tanti, piccoli-grandi suggerimenti che Nicola Donti, filosofo, docente universitario e consulente in comunicazione nelle relazioni interpersonali, ha voluto lanciare sabato 8 marzo dal palco della Fiera Futura Expo di Brescia rivolgendosi alla platea di autotrasportatori riuniti dalla Fai (Federazione autotrasportatori italiani) di Brescia e Bergamo per capire come “cambiare marcia”, per guidare le imprese dell’autotrasporto nel futuro migliorando il presente. Un suggerimento proprio a “indossare sempre più la divisa aziendale” che Nicola Donti ha rivolto ai tanti imprenditori del settore che hanno preso posto nella sala vittoria Alata della Fiera, aggiungendo qualche riflessione in più a quelle scritte dell’autore di “Gomorra”: invitando, per esempio, gli imprenditori dell’autotrasporto, anche al volante di aziende di piccole dimensioni, a fornire ai propri conducenti una divisa “dando così loro l’opportunità non solo di essere subito riconoscibili, rappresentanti di una ben precisa realtà imprenditoriale (facendo contemporaneamente viaggiare la visibilità del brand) ma anche di riconoscere se stessi come “giocatori di una squadra aziendale”. Una strategia solo apparentemente piccola, capace in realtà di creare Continua a leggere
Nazzareno Lumina, il pilota-operaio ha fatto strada. Fino a correre in sella a una Ducati
“La classe operaia va in paradiso” è il titolo di un vecchio film di Elio Petri capace di vincere, all’inizio degli anni ’70, il Grand Prix per il miglior film al Festival di Cannes. Un titolo che sembra perfetto per raccontare, mezzo secolo più tardi, la storia di Nazzareno Lumina, operaio che nel “paradiso” che ha sempre sognato, quello delle gare motociclistiche, ci è andato coronando il sogno di scendere in posta arrivando a vincere non un Grand Prix cinematografico ma un campionato italiano riservato alle moto 600 di cilindrata. Fino ad approdare in una squadra, il “Team Broncos”che gli ha messo a disposizione la due ruote a cui ha sempre aspirato, una Ducati, in sella alla quale il pilota bergamasco, operaio in un’azienda storica di Brescia, l’Iseo serrature, punta a conquistarsi un posto sulla linea di partenza di un campionato italiano di velocità. Una storia raccontata dal sito bergamoduepuntozero.it che stradafacendo.tgcom24.it pubblica su gentile concessione della Scuderia Norelli, Motoclub a cui appartiene Nazzareno Lumina e ideatrice del nuovo sito dedicato al mondo delle due ruote. Eccolo. Continua a leggere