Strada Facendo

Scoppio di uno pneumatico, l’incubo di molti camionisti può svanire in un solo gonfiaggio

Quando gli è stato proposto di far salire la sua impresa di autotrasporto “a bordo” di un nuovo grande progetto mirato alla sicurezza stradale, non ci ha pensato un solo istante e ha chiesto immediatamente un incontro per capirne di più. E una volta analizzato, insieme con un giovane ingegnere di Siad, colosso mondiale per la produzione di gas industriali, il “progetto Securpneus”, ha detto subito sì. Perché gli è apparso chiarissimo che quella nuova miscela di gas tecnici a base di azoto per gonfiare gli pneumatici rappresentava davvero una nuova importantissima strada per contrastare il rischio d’incidenti. Riducendo ai minimi termini o addirittura cancellando completamente potenziali pericoli sempre presenti invece su mezzi con le gomme gonfiate “normalmente” con aria, legati a  possibili perdite di pressione, con la conseguenza di ridurre la tenuta di strada, ma anche a scoppi, particolarmente frequenti negli pneumatici dei camion come testimoniano tristemente le carcasse che capita di incrociare ai bordi di strade e autostrade.  Una decisione di cui Giovanni Andrioletti, imprenditore  di 49 anni  alla guida, insieme con  il socio oltre che cugino Gustavo  della Andrioletti Trasporti Srl, con sedi in provincia di   Bergamo e Gorizia, va particolarmente fiero. Perché , esordisce raccontando il suo “nuovo viaggio nella sicurezza” gli consente di “compiere qualcosa di reale, di concreto e di importante, oltre che di nuovo, per ridurre il pericolo sulle strade”. Per gli autisti dei suoi camion e per milioni di persone in viaggio. “Fiero due volte, a dire la verità”, di aver sposato il nuovo progetto perché, come tiene a sottolineare Giovanni Andrioletti: “ho aderito sia come imprenditore ma anche come consigliere di una federazione di settore, la Fai di Bergamo, da sempre impegnata in tema di sicurezza nel mondo dell’autotrasporto”. Associazione che ha visto proprio lui in passato “spendersi” in favore della sicurezza: come in occasione della presa di posizione contro i cattivi ancoraggi delle merci, contro i carichi fissati male con il rischio di perderli per strada. “Che nel settore dell’autotrasporto ci sia un grandissimo bisogno di sicurezza, non lo scopro certo io”, spiega Giovanni Andrioletti. “E’ un mondo in cui serve assoluta attenzione perché le nostre risorse umane non lavorano soltanto all’interno di un perimetro aziendale delimitato, ma si muovono a bordo di automezzi pesanti che percorrono strade, autostrade, entrano nei piazzali di stabilimenti di produzione. E che proprio per questo richiede una formazione adeguata del personale e la necessità di mettere loro a disposizione mezzi efficienti in modo che si possano azzerare tutti i potenziali fattori di rischio, compresi gli imprevisti che possono coinvolgere facilmente altri utenti della strada. La sensibilità e l’attenzione del datore di lavoro e dei responsabili aziendali non può mancare riguardo ad argomenti come l’ancoraggio delle merci, il controllo del rispetto delle ore di guida, e dei periodi minimi di riposo giornalieri e settimanali, la manutenzione programmata e preventiva degli automezzi. Con particolare attenzione al controllo dello stato degli pneumatici e del loro consumo perché dalla sicurezza delle gomme possono dipendere vite umane e la soluzione tecnologica che ci è stata proposta da Siad è apparsa immediatamente in grado di moltiplicare questa sicurezza. Come? Semplice: gonfiare gli pneumatici con azoto rispetto all’aria compressa diminuisce le possibilità che vi siano perdite di pressione, la carcassa mantiene una forma regolare e questo determina un miglioramento del consumo del battistrada e, di conseguenza, un migliore rotolamento con un minore attrito fra gomma e asfalto, limitando il surriscaldamento oltre al consumo di carburante. Ma, soprattutto, l’azoto non genera combustione come l’ossigeno presente nell’aria compressa, impedendo in molti casi, come per esempio proprio quelli di surriscaldamento, l’esplosione, e riducendo anche di moltissimo la “forza” dello scoppio in caso di un urto dello pneumatico contro un oggetto contundente. Cosa ha comportato “praticamente” il passaggio dal vecchio sistema di gonfiaggio a quello nuovo in termini di installazione e gestione delle operazioni, in termini di tempo? La fornitura delle bombole di azoto è stata veloce e l’utilizzo in termini di tempi è equiparabile a quelli del classico gonfiaggio con aria compressa. Bisogna solo dedicare un po’ di tempo in più la prima volta, per lo sgonfiaggio completo degli pneumatici e il rigonfiaggio con azoto . Per quanto riguarda invece l’aspetto economico il costo mi è apparso assolutamente ragionevole, senza dimenticare che la sicurezza non ha prezzo. Prevenire è sempre meglio che curare e mi ha fatto enorme piacere che tutti i conducenti l’abbiano subito percepito, che abbiano visto il cambiamento come un nuovo strumento di difesa della sicurezza che va ad aggiungersi ad altre importantissime soluzioni tecnologiche montate sugli automezzi di ultima generazione, come la frenata automatica di emergenza, l’avviso di abbandono corsia, i sistema di mantenimenti della distanza con il veicolo che precede. Tutte soluzioni tecnologiche”, conclude Giovanni Andrioletti, “che negli ultimi anni hanno consentito di compiere importantissimi passi in avanti  in materia di sicurezza che andrebbe “sostenuta” sempre più, magari mediante il meccanismo degli sgravi fiscali”. Info: 348 8190811 – pietro@bask.it

 

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