Strada Facendo

Terreni agricoli “uccisi” dall’asfalto: Coldiretti calcola i danni causati dalla nuova autostrada

L’importanza per l’ “industria agricola” bergamasca dei terreni coltivabili compresi fra Bergamo e Treviglio non si misura solo in termini di dimensioni (circa il 25 per cento della superficie coltivata dell’intero territorio bergamasco), ma anche di qualità, visto che è un’area tra le più fertili e ad alta vocazione agricola della Pianura Padana. Dati e considerazioni che da soli basterebbero a comprendere le preoccupazioni del mondo agricolo per un progetto, la realizzazione della nuova autostrada Bergamo- Treviglio, che  potrebbe portare, se dovesse essere davvero realizzato, al “consumo” di circa  un milione di metri quadrati di suolo in questa “fetta” della provincia,  senza calcolare  che il tracciato dell’autostrada ipotizzato “andrebbe a sconvolgere gli assetti di una zona già fragile”. Preoccupazioni  confermate da Alberto Brivio, presidente di Coldiretti Bergamo,  protagonista di una “nuova puntata” dell’ inchiesta” avviata da stradafacendo.tgcom24.it  proprio sulla realizzazione della nuova bretella autostradale, opera di una quindicina di chilometri e del costo di 450milioni di euro di cui 130 “pubblici”, messi a disposizione dalla Regione Lombardia. Soldi che in moltissimi vorrebbero venissero spesi non per costruire nuove strade, distruggendo l’ambiente, ma per sistemare quelle già esistenti. Compreso Alberto Brivio pronto a ribadire, una volta di più,  che l’efficienza non si misura solo in termini di nuove infrastrutture ma anche, anzi, soprattutto in “riqualificazione  della viabilità esistente per non andare a gravare ulteriormente sul territorio oltre che  sulle tasche dei cittadini”.

Cominciamo dall’importanza delle infrastrutture: da tempo sentiamo dire che avere i territori “connessi” da strade ( ma anche ferrovie) è indispensabile per lo sviluppo economico. Nessuno (o quasi) lo mette in discussione: quello che molti discutono è invece “quali “ strade, dove…. Per esempio proprio la nuova bretella autostradale Bergamo-Treviglio viene messa molto (e da molti) in discussione, per motivi diversi. Per quanto riguarda Coldiretti la principale “critica” riguarda il consumo di suolo, spesso di terreno agricolo. Quando potrebbe “consumarne” un progetto come quello per la nuova bretella?  “Tra Treviglio e Bergamo si trova il 25 per cento circa della superficie agricola utilizzabile della Bergamasca, un’area tra le più fertili e ad alta vocazione agricola della Pianura Padana. Oltre al consumo di   suolo, che stimiamo sarà di circa un milione di metri quadrati, il tracciato dell’autostrada ipotizzato andrebbe a sconvolgere gli assetti di una zona già fragile, senza contare che avrebbe un impatto pesantissimo sul patrimonio naturalistico e dal punto di vista produttivo andrebbe a compromettere seriamente la sopravvivenza di circa  60 aziende agricole che operano nei comparti della zootecnia, della cerealicoltura, dell’orticoltura e dell’agriturismo. Potremo essere più precisi solo quando verremo a conoscenza del progetto definitivo”.

Numerosi ambientalisti hanno denunciato come questo nuovo consumo vada ad aggravare una situazione già pesante…

“È proprio così.  Dopo quella sacrificata per la costruzione della Brebemi,  un’altra porzione della campagna bergamasca verrà cementificata per sempre   e verranno irrimediabilmente compromessi gli assetti ambientali di un’area non solo agricola ma anche ricca di biodiversità, in questo modo non solo verrà assestato un duro    colpo sia alle nostre produzioni agricole e alla sicurezza alimentare, sia alla salute e alla qualità della vita di numerosi cittadini”.

E molte sono le persone che temono anche un altro “danno collaterale”: il consumo di ulteriori porzioni di verde per realizzare nuovi capannoni per la logistica che, come accaduto con la BreBeMi sono spuntati come funghi lungo il nuovo collegamento….

“Finora è stata perseguita una politica di gestione del territorio del tutto irresponsabile che ha sacrificato negli ultimi sette anni ben 37 chilometri quadrati della nostra campagna. Ribadiamo per l’ennesima volta che secondo noi è necessario realizzare un maggior coordinamento tra tutti gli enti che decidono del   futuro del nostro territorio, ma soprattutto ribadiamo che serve uno sguardo più ampio, che sappia andare oltre la realizzazione delle singole infrastrutture, per tratteggiare un modello di sviluppo che tenga conto di tutte le sue potenzialità , offrendo ai giovani diverse prospettive su cui costruire il proprio futuro, senza condizionarlo, anche occupazionalmente in un’unica direzione ( se sviluppo solo la logistica, offrirò occupazione solo nella logistica), che non esalti solo con le parole la qualità del nostro cibo o la bellezza dei nostri paesaggi, ricchezze uniche che tutto il mondo ci riconosce, bensì che le sappia difendere con scelte coerenti e fatti concreti”.  

… senza contare che i nuovi insediamenti richiedono altri interventi: per esempio per realizzare parcheggi, per chi in quei capannoni va al lavoro…..

“Purtroppo con un nuovo tracciato si andrebbe adinnescare un circolo tutt’altro che virtuoso di cementificazione selvaggia: prima l’autostrada, poi i capannoni e tutto ciò che gli ruota intorno.  Per la costruzione della sola sede stradale della Brebemi sono stati cementificati   più di 3 milioni di metri quadrati di suolo agricolo, una ferita profonda che ha segnato  l’avvio di un processo di devastazione della pianura, con evidenti problematiche anche di carattere sociale, di cui non si intravede ancora la fine.”

Le aree verdi non sono tutte uguali: ce ne sono di più “delicate”, che rischiano d’essere messe maggiormente a rischio di altre dalla cementificazione, dall’asfaltamento: lungo il percorso della nuova bretella ci sono aree di questo tipo ad “alto rischio”?

“Praticamente tutte, non solo quelle interessate dal tracciato ma anche le limitrofe per le conseguenze negative che subirebbero.  Un esempio tra tutti, l’area di Castel Cerreto, una delle ultime aree agricole omogenee della provincia sopravvissute come un ecosistema alla cementificazione. Pensiamo poi all’impatto che la Bergamo Treviglio potrà avere nei confronti dell’assetto idraulico di quella zona, caratterizzato da un complesso sistema di canali e rogge, che rischierebbe di subire trasformazioni irrimediabili”.

Bergamo e Treviglio sono collegate già da una strada: sono sempre più coloro che spingono per una sistemazione, per un ampliamento del tracciato già esistente. E un’alternativa che vi vede d’accordo?

“Coldiretti da sempre sostiene la necessità di recuperare efficienza operando una riqualificazione effettiva della viabilità esistente per non andare a gravare ulteriormente sul territorio e sulle tasche dei cittadini.  Siamo consapevoli della necessità di favorire collegamenti più veloci tra la pianura e il capoluogo nonché di risolvere gravosi problemi di traffico, ma   siamo altresì convinti che questa importante scelta debba essere effettuata con estrema attenzione al fine di evitare errori irreparabili come l’ennesimo sacrificio di centinaia di ettari di fertile campagna”. 

Adeguare e , spesso, mettere in sicurezza strade, ponti, gallerie già esistenti è una necessità che riguarda molte opere sul territorio: con i 130 milioni di euro messi a disposizione della Regione Lombardia per la nuova autostrada lei, se potessero essere destinati ad altro, per esempio, cosa ci farebbe? 

“Sicuramente li utilizzerei per riqualificare alcune arterie viarie strategiche per il flusso del traffico della nostra provincia, non solo in pianura ma anche nelle nostre valli togliendole dall’isolamento e “ avvicinandole” al resto della provincia, investendo sulla sicurezza   e sulla mitigazione ambientale”.

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