Strada Facendo

Quattro milioni di veicoli circolano senza assicurazione: la maglia nera al Sud

Sulle strade italiane circolano quasi 4 milioni di veicoli senza assicurazione Rc auto. Secondo il rapporto dell’Ania, nel 2014 sono 3,9 milioni – l’8,7 per cento del totale – i veicoli circolanti senza copertura assicurativa. Un dato “in progressivo e preoccupante innalzamento”, sottolinea l’Ania, visto che nel 2013 la stima era di 3,5 milioni di vetture senza assicurazione e nel 2012 di 3,1 milioni.
La percentuale di veicoli non assicurati sulle strade è del 13,5 per cento nelle province del Sud (era il 13,1 per cento nel 2013 e l’11,9 per cento nel 2012), nel Centro Italia l’incidenza dei veicoli non assicurati è pari all’8,5 per cento (era l’8,1 per cento nel 2013 e il 6,4 per cento nel 2012), mentre al Nord il valore sale al 6,2 per cento (era il 5,3 per cento nel 2013 e il 4,6 per cento nel 2012). Come fermare il fenomeno? “Dal 18 ottobre 2015”, si legge nel rapporto annuale dell’Ania, “il processo di dematerializzazione del contrassegno di assicurazione sarà concluso e le verifiche sulla regolarità della copertura assicurativa dei veicoli saranno effettuate automaticamente (tramite la lettura delle targhe in circolazione mediante dispositivi telematici di rilevazione a distanza) oppure direttamente dalle Forze dell’ordine su strada, attraverso l’accesso a un archivio informatico dove sono memorizzate le coperture r.c. auto di tutti i veicoli assicurati. Questo sistema contribuirà a ridurre le frodi, contrastando la contraffazione dei contrassegni cartacei e l’evasione dell’obbligo assicurativo”. Sul tema è intervenuto anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha indicato come “centrale la battaglia per l’affermazione della legalità” anche nel settore assicurativo dove “troppi veicoli circolano ancora senza copertura aumentando i costi per la collettività”. Per il Capo dello Stato, nel suo messaggio all’assemblea dell’Ania, inoltre “bisogna intensificare le iniziative di contrasto delle frodi, ancora troppo diffuse”.

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