Strada Facendo

Caro traghetti, si muove l’Antitrust: “cartello” per i viaggi in Sardegna

Prezzi dei traghetti per la Sardegna aumentati in media tra il 90 e il 110 per cento rispetto alla scorsa estate, con punte che arrivano addirittura al +150 per cento. Per questo motivo l’Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato sospetta infatti un “cartello” tra le maggiori compagnie. Nel mirino sono finite le società Moby, Snav, Grandi Navi Veloci (Gnv) e Forship (che opera come Sardinia Ferries) e le loro controllanti (fra cui Onorato per Moby e Marinvest per Gnv e Snav), che “rappresentano i principali operatori attivi sulle rotte interessate dagli aumenti e ne rappresentano una parte non inferiore al 75 per cento per frequenze e al 60 per cento per passeggeri”. L’avvio dell’indagine, spiega l’Antitrust, nasce “alla luce delle numerose segnalazioni arrivate da privati cittadini, associazioni dei consumatori e Regioni Sardegna e Liguria. Le analisi preliminari”, spiega sempre l’Antitrust in una nota, “confermano un incremento generalizzato dei prezzi praticati dagli operatori, incremento medio stimato nell’ordine del 90-110 per cento rispetto ai prezzi dell’anno precedente”. Il provvedimento firmato dal presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, è stato notificato martedì durante le ispezioni con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di finanza. Pur operando anche su altre rotte, come la Sicilia, le compagnie hanno applicato aumenti vertiginosi solo da e per la Sardegna, “una delle principali destinazioni turistiche del Mediterraneo”, sottolinea l’Autorità. E infatti, le segnalazioni fanno riferimento ad aumenti sui collegamenti da/per Civitavecchia, Livorno e Genova a/da Olbia-Golfo Aranci e Porto Torres su cui, a differenza delle passate stagioni, sono venute meno le offerte promozionali. L’Antitrust ricorda che sulle stesse rotte opera anche Tirrenia, di cui è in corso la privatizzazione e che Onorato, Marinvest e Grimaldi vorrebbero acquisire attraverso la Compagnia italiana di navigazione (Cin). A determinare gli incrementi non sono solo le condizioni della domanda e offerta al momento della prenotazione. Le compagnie li hanno giustificati con l’impennata del prezzo del carburante pur non applicando analoghi aumenti su altre rotte. Peraltro, afferma l’Antitrust, non c’é un vero e proprio listino prezzi accessibile che possa consentire un confronto.
Immediate le reazioni, con i rappresentanti locali felici per l’avvio dell’istruttoria. “Abbiamo piena fiducia nel lavoro dell’Antitrust”, spiega il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, “e auspichiamo che l’istruttoria si concluda in tempi rapidi: ogni giorno in più pesa negativamente sul sistema Sardegna, ed è proprio quello che vogliamo evitare. Laddove si dovessero riscontrare anomalie rispetto alle regole del libero mercato, la Sardegna”, annuncia Cappellacci, “è pronta a fare le opportune valutazioni per la quantificazione dei danni subiti, sia in termini di mancate prenotazioni sia per le conseguenze sui comparti produttivi interessati. Questo porterà necessariamente a una richiesta di risarcimento nei confronti delle compagnie colpite eventualmente dalle sanzioni”. Intanto, proprio in questi giorni stanno partendo le prenotazioni per la flotta sarda varata dalla Regione, attraverso la controllata Saremar, che nei mesi estivi collegherà il nord della Sardegna con la penisola a prezzi vantaggiosi.
Soddisfatti anche Enrico Vesco e Angelo Berlangieri, assessori della Regione Liguria ai Trasporti e al Tursimo, che auspicano “una revisione delle tariffe”, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e varie associazioni dei consumatori: per il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Casper, cioè Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) i rincari non sono collegabili ai prezzi dei carburanti e invitano a conservare i biglietti dei traghetti per eventuali azioni risarcitorie.

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