Strada Facendo

L’Ue: Stessi orari per padroncini
e camionisti dipendenti

I padroncini dovranno rispettare gli stessi orari dei camionisti dipendenti. Gli eurodeputati della commissione occupazione del Parlamento europeo hanno infatti detto no alle esenzioni sui tempi di lavoro per gli autotrasportatori. Il limite di tempo di 48 ore alla settimana dovrà valere non solo per i camionisti dipendenti da un’impresa, ma anche per i cosiddetti padroncini. Il voto, che ora dovrà essere confermato nell’assemblea plenaria, ha espresso quindi un orientamento contrario rispetto a quello del Consiglio e della Commissione che invece avevano previsto di esentare i padroncini dalle limitazioni di orario.
Soddisfatto dell’esito del voto (30 contro 19) il presidente di Fai Conftrasporto, Paolo Uggè, che ha voluto ringraziare in particolare, “per la grande sensibilità dimostrata”, l’eurodeputata Licia Ronzulli che, alla vigilia del voto, ha voluto contattare personalmente la federazione degli autotrasportatori per conoscere il parere, in proposito, della categoria. E altrettanto soddisfatto è apparso il parlamentare Sergio Cofferati (Pd): “L’obiettivo del nostro gruppo di centrosinistra era quello di estendere anche ai padroncini le limitazioni di orario per ragioni di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e soprattutto per evitare una concorrenza sleale tra imprese e Stati membri, dumping sociale e incremento del fenomeno dei falsi autonomi”. Ora, ha aggiunto, se il voto sarà confermato dall’assemblea plenaria, la Commissione sarà obbligata a mettere sul piatto un’altra proposta. Positivo anche il giudizio dell’eurodeputato Raffaele Baldassarre (Pdl). “L’esclusione degli autonomi condurrebbe a un utilizzo, da parte delle imprese, di lavoratori indipendenti, che possono offrire i propri servizi con costi minori e maggiore elasticità. Tutto ciò”, ha osservato Baldassarre, “avrebbe condotto a una concorrenza sleale tra imprese che oggi con il voto è stata invece scongiurata”.

Al contrario l’Unione internazionale degli autotrasportatori ha criticato la posizione degli eurodeputati che hanno puntato l’accento sulla sicurezza stradale che, secondo l’associazione, è già oggetto di regole molto stringenti in Europa. Secondo le organizzazioni sindacali dei trasportatori dipendenti, invece, il tempo di lavoro dei padroncini talvolta arriva a raggiungere anche le 86 ore alla settimana.
Qualche giorno fa, dell’argomento si era occupato anche il portale del Parlamento europeo www.europarl.europa.eu con un interessante articolo nel quale veniva ripercorsa la storia di questa vicenda. In attesa dei commenti dei lettori di Stradafacendo, riportiamo di seguito alcuni stralci dell’articolo.
I camionisti autonomi devono avere le stesse regole che quelli dipendenti? È l’Ue che deve fissare il limite di ore che possono lavorare, o il concetto di lavoratore autonomo implica una sorta di auto-regolamentazione? L’annosa questione divide il Parlamento da oltre un anno: centro-destra europeo per l’auto-regolamentazione, sinistre per l’inclusione in una direttiva Ue.
Un po’ di storia
La “storia” della Direttiva “orario di lavoro per il trasporto stradale” risale al 2002, quando una legge europea che fissava il numero massimo di ore di lavoro per i camionisti dipendenti, diceva che gli autonomi sarebbero stati soggetti alle stesse regole a partire dal 2009, salvo proposta diversa da parte della Commissione Ue. Proposta puntualmente arrivata alla fine del 2008: escludere i camionisti dall’applicazione della Direttiva del 2002.
Il Parlamento si è espresso per la prima volta a maggio del 2009, quando la plenaria – con una maggioranza composta dai gruppi di centro-sinistra e dai Verdi – ha rigettato la proposta della Commissione europea.
Poi a luglio ci sono state le elezioni: trattandosi di una prima lettura, il nuovo Parlamento era chiamato a confermare o rifiutare la posizione espressa dalla plenaria. Ma nuovo Parlamento significa anche nuovi equilibri, nuove maggioranze e nuovo relatore: a settembre 2009, la “nuova” commissione Impiego e Affari sociali, con una maggioranza di centro-destra (Ppe, Alde e Ecr) ha detto “no” al voto della plenaria, riportando di fatto il dossier al punto di partenza.
Il voto di mercoledì: deputati ancora divisi
Mercoledì la commissione ha votato su una nuova relazione legislativa, quella redatta da Edite Bauer, Ppe, slovacca, che sostiene la posizione della Commissione europea: escludere i lavoratori autonomi dagli obblighi sul tempo di lavoro.
Bisogna notare che il tempo di lavoro non si riferisce al tempo passato alla guida del camion, già regolato da un’altra legge europea che si applica a tutti – indipendenti e dipendenti. Quello che è in ballo ora sono le ore di lavoro supplementari: quelle, per esempio, di carico e scarico, di relazione con i fornitori, i clienti eccetera.
Pro: “Lavoratori autonomi per definizione, non possiamo imporgli l’orario”
Secondo la relatrice, “è stato un errore prevedere l’inclusione dei lavoratori autonomi nella Direttiva del 2002. Non esiste alcun precedente, e fino a prova contraria un lavoratore autonomo – per definizione – è libero di decidere quante ore vuole lavorare. In più mi sembra impossibile controllare quante ore lavora, o comunque troppo caro”.
Per lei, l’importante è stabilire chiaramente la distinzione fra  veri e ‘falsi’ autonomi. Per questo nella sua relazione introduce una definizione chiara di “lavoratore indipendente”: per esempio, deve avere contratti almeno con due imprese diverse.
Identificare i veri autonomi e costringere i “falsi” a venire allo scoperto, è una sfida che va oltre il campo dei trasporti: “Chiediamo alla Commissione europea di focalizzarsi sullo status del lavoratore autonomo, e trattare i casi dei falsi”, continua la Bauer, “è un obiettivo che riguarda tutti i settori, che crea problemi nel mercato del lavoro, e distorce la concorrenza, non solo nelle attività di trasporto. Ci sono Paesi, come la Finlandia, che hanno trovato una maniera di scoraggiare i falsi autonomi via il sistema fiscale. Dobbiamo capire cosa si può fare anche negli altri paesi”.
La relatrice propone anche un’estensione della Direttiva ‘orario di lavoro’ ai camion inferiori alle 3,5 tonnellate, per migliorare la sicurezza stradale.
Contro: “Concorrenza sleale e sicurezza sulle strade a rischio”
Contrari i gruppi dei Socialisti e Democratici, i Verdi e la Sinistra Unita che propongono la bocciatura della proposta della Commissione.
“Se non includiamo gli indipendenti, ci sarà un doppio regime, che porterà alla concorrenza sleale e alla proliferazione dei ‘falsi’ autotrasportatori autonomi, perché il vantaggio per il settore sarebbe enorme: tempi di lavoro più lunghi, stipendi più bassi, e nessuna protezione sociale”, dice Stephen Hughes, labour britannico, responsabile del dossier per il gruppo S&D.
“E non dimentichiamoci della sicurezza”, continua, “l’esclusione dalla direttiva renderebbe possibile lavorare fino a 86 ore a settimana. La stanchezza sulle strade uccide, e poco importa se l’autista è un dipendente o un autonomo. È una legge pessima, che il mio gruppo non può appoggiare”.

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