Strada Facendo

La produttività è in calo ma la logistica cresce. Qualcuno in Italia viaggia… controsenso 

Capita di leggere sempre più spesso analisi di esperti che si cimentano sul tema della logistica. Oramai tutti parlano di questo tema gettonatissimo, quasi come le condizioni dei ponti che sono in questi tempi oggetto di attenzione dei media (impegnatissimi invece a mettere in pagina o in onda tutt’altri argomenti quando Conftrasporto lanciava, prima di alcuni dei crolli avvenuti, ripetuti allarmi sulla tenuta e sulle ragioni dei possibili cedimenti, come per esempio il passaggio di moltissimi trasporti eccezionali da 108 tonnellate che in realtà – e per la legge – eccezionali non sono). In questi studi si sostiene che il settore della logistica, secondo le stime Istat del maggio 2018, sarebbe in crescita. Per qualche operatore questo risponderà al vero, ma se passiamo dai numeri alla realtà che emerge dalle aziende che sono parte del mondo della logistica, potremmo scoprire qualcosa di diverso. Innanzitutto le analisi dovrebbero tener conto di quanto possa impattare sull’attività di logistica la tragedia del Ponte di Genova. Secondo dati che Conftrasporto diffonderà al Forum di Cernobbio in programma a Villa d’Este l’8 e 9 ottobre, per il sistema trasportistico, che è parte essenziale dell’attività di logistica, i maggiori costi di attraversamento del nodo di Genova producono un incremento giornaliero pari a 2 milioni di euro. In secondo luogo si tratta di definire bene quali siano le attività di logistica ricomprese in alcune analisi così entusiastiche, analisi che non possono solo limitarsi alle consegne dei pacchi: la logistica è gestione del magazzino, organizzazione dei flussi, integrazione con il mondo produttivo, attività di autotrasporto e anche consegna dei pacchi. È probabile che qualche realtà, certamente non italiana, possa registrare risultati in crescita (e purtroppo temiamo di sapere anche come): ma certamente gli autotrasportatori e coloro che effettuano le consegne finali non risentono di questa positività. Ma c’è anche un’ulteriore osservazione da fare: la logistica è “il motore” di una filiera, la funzione che pianifica e garantisce l’efficienza del flusso e dello stoccaggio di materie prime, semilavorati e prodotti finiti, dal punto di origine al punto di consumo. Secondo recenti dati pubblicati in questi giorni il nostro Paese è purtroppo l’unico che non ha avuto una crescita, bensì è regredito, nell’indice di produttività. Resta da comprendere allora come sia possibile che un Paese che registra una perdita di produttività possa ottenere una crescita nel settore della logistica. Conftrasporto-Confcommercio ha istituito l’Osservatorio trasporti e proprio in questi ultimi mesi ha anche effettuato un’ indagine presso le imprese del settore presentando i risultati, che aggiornerà due volte all’anno. Questi dati attestano che “il tendenziale delle merci” del primo semestre 2018 sull’identico periodo del 2017 è passato dal 3,3% al 2,5%, con un rallentamento del traffico merci su strada, nave e aereo. Tra gli operatori la quota dei pessimisti rispetto al futuro risulta superiore di 30 punti percentuale. Forse sarebbe il caso di leggere i dati nel loro insieme, anche perché la logistica è “funzione di insieme”. Se il Governo vuole recuperare produttività non può compiere scelte che penalizzino queste imprese ma, pur valorizzando il pieno rispetto dell’ambiente, proseguire a favorire le imprese sane.

Paolo Uggé, vicepresidente di Conftrasporto e Confcommercio.

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