Strada Facendo

Chi ha comprato le auto nel 2012? Crescono le donne, crollano i giovani

Crolla l’acquisto delle auto da parte dei giovani. Cresce, in tutte le zone d’Italia, la percentuale di donne che si recano dal concessionario per comprare la macchina nuova. I dati dell’ultimo Book dell’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche in Italia, evidenziano un aumento dell’età di chi compra le auto. Lo scorso anno oltre il 50 per cento di chi ha comprato un’auto aveva un’età superiore ai 45 anni. Dal 2005 al 2012 gli acquirenti tra i 18 e 29 anni sono scesi da poco meno del 14 per cento al 9,3 per cento del totale. Un calo degli acquisti imputabile alle difficoltà economiche, occupazionali e di accesso al credito. 

In calo – da poco più del 40 al 33,6 per cento – anche gli acquirenti dai 30 ai 45 anni. Nello stesso arco di tempo sono aumentate le acquirenti donne, passate dal 36,6 al 40,4 per cento del totale. La componente femminile è cresciuta in tutte le aree geografiche, con maggiore rilievo nelle aree del Sud e delle Isole.
Analizzando la scelta dell’auto, emerge che molti italiani scelgono motorizzazioni alternative. Tra il 2011 e il 2012 le vendite di auto a gasolio sono scese del 22,8 per cento, quelle a benzina del 31,7 per cento, mentre c’è stato un incremento per le vetture a Gpl (+131 per cento), a metano (+40,1 per cento) e ibride (+31,2 per cento). Gli acquisti di auto elettriche, ancora di nicchia, sono aumentati del 70,7 per cento, passando da 307 a 524 unità. Tra i segmenti rimangono in testa le utilitarie, mentre cedono terreno le auto di fascia alta.
Le nuove auto in circolazione, poco più di 1,4 milioni nel 2012, sono comunque una piccola percentuale degli oltre 35 milioni di veicoli presenti sulle strade italiane, buona parte dei quali decisamente attempati. Sono 4,6 milioni, per esempio, le quattro ruote che hanno oltre vent’anni. La situazione ha inevitabili ripercussioni sull’ambiente: il 31,2 per cento del parco circolante è composto da Euro 0, Euro 1 ed Euro 2; il 21,4 per cento è Euro 3, il 35,7 per cento Euro 4 e solo l’11,7 per cento Euro 5 e 6.

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