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Crisi, l’allarme dei concessionari d’auto: “È meglio cambiare mestiere”

Quasi tutti conosciamo il titolare di un concessionario d’auto. O il figlio di un titolare. Si tratta di persone benestanti. Belle macchine naturalmente, ma anche un ottimo tenore di vita. Questo fino a qualche anno fa, perché oggi questa attività, un tempo ambita, viene messa a durissima prova dalla crisi del mercato dell’auto. Un’indagine dell’Osservatorio DealerSTAT di Quintegia, la società di ricerche e consulenza che organizza ogni anno l’Automotive Dealer Day (pubblicata dal portale sicurauto.it), ha rivelato che la sfiducia serpeggia tra i concessionari. 

Sugli oltre 1.300 dealer intervistati ai fini del sondaggio, infatti, solo uno su quattro, se potesse ricominciare da zero, intraprenderebbe ancora questo mestiere oggi così difficile e altrettanti non conserverebbero il mandato della stessa casa con la quale intrattengono oggi il rapporto. Il 21 per cento, addirittura, uscirebbe del tutto dal business dell’auto, un segno di sfiducia assoluto, mentre il 32 per cento si dichiara comunque insoddisfatto del rapporto che lo lega alla casa costruttrice. Sono numeri tanto significativi quanto drammatici che fanno capire, meglio di molti altri, quanto sia oggi precaria la situazione delle reti di vendita e quanto sia pesante la crisi che stanno vivendo. “I dati rilevati nel 2011 dal nostro Centro Ricerche”, ha osservato Alberto Bet, ricercatore di Quintegia su sicurauto.it, “riscontrano una contrazione di ben il 15 per cento delle reti di vendita, motivata da un lato dalla necessaria riorganizzazione del sistema distributivo, ma soprattutto dalla difficoltà incontrata da alcuni concessionari nell’affrontare una crisi di tale portata. Basti pensare che gli ultimi dati, del 2011, dicono che quasi il 40 per cento dei concessionari ha registrato un bilancio in rosso. E i dati 2012, che saranno presentati il 16 maggio a Veronafiere in occasione di Automotive Dealer Day, indicano un’ulteriore crescita della sfiducia da parte della filiera di vendita dell’auto”.

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