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Rolls Royce sorpassa la crisi, nuovo record di vendite per le auto di lusso inglesi

Altro che crisi. Rolls Royce, la storica casa automobilistica che per dal 1906, l’anno della fondazione, scorrazza famiglie reali e l’aristocrazia britannica ha annunciato il record storico di vendite. Spinta soprattutto dal mercato asiatico, la Rolls Royce nel 2011 ha consegnato 3.538 vetture di lusso, il 31 per cento in più rispetto al 2010. Buona parte delle auto sono finite in Cina ma le Rolls hanno registrato buone performance anche nei Paesi occidentali toccati più pesantemente dalla crisi. Le Rolls sono infatti finite per il 47 per cento in Asia, per il 30 per cento nel Regno Unito (nonostante la crisi economica e le misure di austerity decise dal governo di David Cameron), per il 17 per cento negli Stati Uniti e per il 23 per cento in Medioriente.

Il successo della Rolls Royce è stato spinto dal suo nuovo modello, più “economico”, la Ghost (circa 205.000 euro), più piccola rispetto rispetto all’ammiraglia del gruppo, il Phantom (285.000 euro). Più di tre quarti delle auto prodotte nelle fabbriche di Goodwood nel sud est dell’Inghilterra sono esportate. È dal 1998 che la Rolls è passata nella scuderia Bmw. E se la crescita nel 2011 risulta essere stata più debole rispetto a quella del 2010 (che aveva fatto registrare un salto del 150 per cento nelle vendite rispetto al 2009), i vertici della casa automobilistica hanno definito il 2011 un “anno formidabile” che supera il record di vendite toccato nel 1978 con 3.347 auto vendute: “Un grande successo britannico”, ha dichiarato il direttore generale del marchio Torsten Muller-Otvos.
La tendenza, che vede i beni di lusso non solo non risentire della crisi economico finanziaria internazionale ma addirittura registrare un incremento nelle vendite, sembra essere confermata anche dai dati resi noti la scorsa settimana dalla principale concorrente della Rolls, la Bentley, che nel 2011, sotto il controllo Volkswagen, ha venduto 7.003 automobili, un un aumento del 37 per cento che ha riportato i livelli di commercializzazione a quelli di prima della crisi.
Rolls e Bentley non sono d’altra parte i soli indicatori del fatto che l’industria dell’auto in Gran Bretagna stia andando a gonfie vele. La Jaguar, fallita nel 2008, ha ripreso alla grande dopo esser stata assorbita dall’indiana Tata, mentre oggi la stessa Bmw ha rilanciato con i dati del boom planetario della nuova Mini: più 22 per cento. Sono storie di successo con almeno due punti in comune: gli impianti di fabbricazione sono rimasti in Gran Bretagna, mentre più di tre quarti della produzione è destinata all’esportazione in particolare nei Paesi emergenti in cui il prestigio delle grandi marche fa ancora colpo.

 

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