Strada Facendo

Uggè: “Le domeniche a piedi antismog? Demagogiche e del tutto inutili”

Non serviranno a far calare lo smog ma certamente faranno aumentare gli “smoccolamenti” delle moltissime persone che, per colpa delle domeniche a piedi, si troveranno in difficoltà. Persone che spesso sono costrette a spostarsi per lavoro anche la domenica e che pagheranno le colpe di chi sul tema della mobilità urbana ha fatto e continua a fare solo demagogia, utilizzando i divieti. Qualche amministrazione, forse nostalgica dei Gulag rieducativi, tenta di presentare le demagogicissime domeniche a piedi come una scelta educativa. Il Comune che educa! (Presto la coabitazione con gli emigranti che educa e fa accoglienza?) 

Peccato che in cattedra siano saliti insegnanti che dimostrano di non conoscere affatto la materia e che farebbero molto meglio ad andare a ripetizione,  mutando comportamento e affrontando quello che è il vero tema in questione: non certamente la salute (valore troppo importante e serio per essere lasciato nelle  mani di certi politici), ma la mobilità nelle città. Conftrasporto Confcommercio si offre per mettere a disposizione, umilmente e gratuitamente, qualche vero esperto (un’esperienza maturata sul campo, facendo i conti ogni giorno con i problemi della viabilità e del traffico, della poca logistica  e dell’ancor più scarsa sicurezza)  per qualche lezione di sostegno. Materia di studio il “patto della mobilità urbana”. Ovvero uno dei punti caldi presenti nella relazione del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli nell’ultima assemblea confederale. Il 70 per cento del Prodotto interno lordo europeo si realizza nei centri urbani e le previsioni portano tale percentuale nel 2030 all’80 per cento. Se non si interviene oggi dando delle precise regole agli amministratori delle città perché sappiano rispondere con cure vere e non placebo a tale previsione, a pagarne le conseguenze saranno i cittadini, sia dal punto di vista della vivibilità sia della competitività.

La strada da seguire è già tracciata: si dovrà partire da quanto contenuto nel Piano della logistica che deve divenire un punto vincolante per tutti. Affrontare il tema delle piattaforme urbane, il concetto della premialità dei  mezzi meno inquinanti, dell’organizzazione dei flussi di traffico che non  devono sovrapporsi è semplicemente essenziale. Sentire nei convegni esperti che disquisiscono su come affrontare i mali della circolazione nelle città e poi il giorno dopo  restare in coda perché la raccolta dei rifiuti urbani avviene esattamente nelle ore in cui i flussi  dei veicoli sono maggiormente concentrati, è inaccettabile. Assistere alla gestione dei rifornimenti dei negozi e dei grandi magazzini senza che vi sia una logica premiale e razionale e vedere attuata la cultura del divieto è altrettanto inaccettabile oltre che sconsolante. Oggi il Paese ha un ministro dell’ambiente non propriamente entusiasta delle giornate a piedi e un Esecutivo che sostiene di voler europeizzare l’Italia. Affrontiamo seriamente le questioni incominciando a eliminare le misure che non rispondono a una logica di sistema. Sperando che non ci si ritrovi ancora una volta con qualche filtro “che fa utile” a chi lo produce, ma finalmente con un Piano che parta dalle esigenze degli operatori e della gente.

Paolo Uggè

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