Strada Facendo

Viareggio, un anno dopo la strage
il Pd rilancia l’allarme sicurezza

È passato un anno esatto da quel 29 giugno 2009, quando a Viareggio morirono 32 persone a causa di un incidente ferroviario. Tra commemorazioni e annunci di risarcimenti danni (clicca qui per leggere l’articolo di Stradafacendo), c’è anche chi rilancia l’allarme sicurezza. Come il senatore del Pd, Andrea Marcucci: “Resta colpevolmente irrisolta la questione relativa alla sicurezza”, osserva Marcucci in una nota. “Se è vero che ogni giorno viaggiano in Italia 35 treni ad alto rischio e che vengono segnalati dagli organismi di controllo problemi continui di manutenzione per i carri, si impone l’esigenza di una verifica a tutto campo del governo e di Trenitalia”.
Il senatore del Pd chiede di sapere se, dopo quella tragedia, è cambiato qualcosa, “se sono stati fatti investimenti per acquistare nuovi carri cisterna, se sono stati finalmente affrontati i problemi segnalati a Trenitalia dall’agenzia per la sicurezza ferroviaria sui processi manutentivi dei treni merci e sull’accuratezza dei controlli”.
“Le merci pericolose che attraversano le nostre stazioni sono il 7 per cento di quelle trasportate, prevalentemente si tratta proprio di Gpl che è stata la causa della strage del 29 giugno scorso. Di tutto questo”, conclude Marcucci, “Trenitalia deve rendere conto, non solo a Viareggio che dopo un anno piange le sue vittime, ma a tutto il Paese”. Sull’argomento sicurezza è tornato anche il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti: “È necessario fare piena luce sulla tragedia”, ha detto Chiti, “ed è bene che la Procura di Lucca stia indagando per capire l’esatta dinamica dei fatti e individuare le responsabilità. Incidenti gravissimi come questo ci ricordano che la sicurezza deve essere sempre la priorità. Capire come e perché sia avvenuta questa tragedia è indispensabile per fare in modo che non si ripeta mai più”.

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