Stefano Peli: nessun autotrasportatore è mai riuscito a far sentire la propria voce così

Il volante di un camion è sempre stato per lui, autotrasportatore nel settore dei metalli non ferrosi, il fedelissimo compagno di  lavoro di ogni giorno, lo strumento con il quale guidare i suoi mezzi partendo dalla propria azienda di  Concesio, paese all’imbocco della Val Trompia, famoso  per essere stato il paese natale di Giovanni Battista Montini, il futuro papa Paolo VI. L’asta è invece  sempre stata per lui un’inseparabile compagna lontano dal lavoro, nei ritagli di tempo libero che è riuscito a dedicare alle sue due grandi passioni: il salto con l’asta e la musica, con l’asta a sorreggere il microfono con cui cantare centinaia di brani alle feste con amici, a eventi di beneficenza. Due aste completamente diverse ma che gli hanno permesso di superare traguardi che lui stesso probabilmente aveva sempre considerato irraggiungibili. E’ successo con l’asta utilizzata in pedana per emulare il suo idolo di sempre, Sergej Bubka, campione olimpico e per sei volte consecutive mondiale, capace di ritoccare il primato addirittura 35 volte. Un’asta che Stefano Peli  ha impugnato per la prima volta, quasi per scherzo, sulla soglia dei 50 anni e che non ha più abbandonato, fino ad arrivare a gareggiare a livello agonistico  nei master, diventando talmente bravo da entrare a far parte dei “campioni over 60” che  a marzo in Polonia disputeranno il campionato del mondo della categoria. Un sogno incredibile diventato realtà così come accaduto per un altro fantastico traguardo, raggiunto questa volta utilizzando l’altra “asta”: quella per sostenere il microfono davanti al pubblico e alla giuria di “The Voice Senior”, il format internazionale creato da John De Mal e diventato subito un successo mondiale, mandato in onda In Italia per la terza stagione da Rai1, emozionando tutti i “coach” del programma, Clementino, Loredana Bertè, Gigi D’Alessio, Angela Brambati e Angelo Sotgiu dei Ricchi e Poveri, e strappando applausi a scena aperta dal pubblico interpretando “Chiamami ancora amore”,  brano musicale con cui l’autore e interprete,  Roberto  Vecchioni, ha vinto il Festival di Sanremo 2011. Ed è probabile che su Stefano Peli vedere tutti i giurati di The Voice Senior schiacciare il pulsantone e girarsi verso di lui spalancandogli le porte per la fase finale della competizione abbia  avuto lo stesso effetto che conquistare il primo posto sul palco del teatro Ariston dove il festival più famoso d’Italia anticiperà di poche settimane proprio la finale di “The Voice Senior”, sfida che l’autotrasportatore artista sportivo ha scelto di affrontare “giocando”  nella squadra di Loredana Bertè. Un  traguardo che Stefano Peli di certo non immaginava quando ha deciso di partecipare all’evento, letteralmente “spinto di peso” dalla compagna, Caterina, e dalla figlia Elena che ha sempre condiviso la passione per la musica del padre, accompagnandolo spesso nei suoi “concerti amatoriali”. E che ai bordi del palco degli studi di registrazione del programma (ideato per dare  a  personaggi che hanno superato i sessant’anni la possibilità di  regalarsi un’ultima opportunità per dimostrare le proprie qualità artistiche) ha seguito emozionatissima l’esibizione del papà. Emozionatissima come del resto lo erano moltissime persone che hanno ascoltato Stefano Peli cantare il brano di Roberto Vecchioni, scelto, come ha confessato l’autotrasportatore bresciano rispondendo a una domanda dei giurati, anche per ricordare un amico scomparso, Mario Filipponi, supertifoso interista e “anima” di un Inter club presieduto proprio da Roberto Vecchioni. Un uomo, Mario Filipponi,  che si è sempre speso per aiutare gli altri, per raccogliere fondi organizzando eventi per i quali chiedeva sempre un “aiuto” a Stefano Peli, prontissimo a sua volta a non tirarsi mai indietro,  a salire sul palco con la sua chitarra per intrattenere gli ospiti.  Accompagnato puntualmente, a ogni esibizione, dai applausi scroscianti. Esattamente come quelli che l’hanno lasciato senza parole al termine della sua fantastica esibizione, emozionatissimo. Come i giurati, come il pubblico, come figlia e compagna in piedi a pochi metri da lui con gli occhi lucidi, emozionato come lo stesso Roberto Vecchioni che ha seguito da casa la puntata per poi augurarsi che quel “suo interprete” possa “proseguire la sua avventura”.  Proseguendo un percorso verso il traguardo  finale che Stefano Peli sa  perfettamente che sarà  in continua salita, con   l’asticella delle difficoltà spostata sempre più in alto, ma che è pronto ad affrontare con stampato sul volto il sorriso contagioso che ha sempre rappresentato un suo “marchio di fabbrica” e che ha brillato di una luce particolare quando si è reso conto d’essere riuscito a entrare a far parte dei 48 concorrenti che hanno iniziato la loro corsa verso il podio. In una squadra, quella capitanata da Loredana Bertè, che può contare su un’altra straordinaria interprete,  Lisa Manosperti, insegnante di canto talmente brava da riuscire a far schiacciare il pulsante e a girare la poltrona alla “fata dai capelli turchini” di The Voice Senior cantando una hit della sorella Mia Martini, “Almeno tu nell’Universo”. Un’interpretazione che la critica ha premiato con un 9 in pagella, un voto in più dell’unico altro concorrente salito a quota 8: Stefano Peli, appunto, capace di superare concorrenti che in passato sono arrivati a un passo dal professionismo, gente capace davvero di arrivare in alto, ma senza per questo  spaventare più di tanto uno che a 49 anni si è “inventato” saltatore con l’asta e 14 anni dopo si ritrova alla vigilia di un mondiale master, con centinaia di  amici-rivali “astisti” che in rete  stanno già facendo il tifo per lui alle prese con l’asta del microfono, insieme con  migliaia di colleghi autotrasportatori  (a partire da quelli della Fai, Federazione autotrasportatori italiani, di Brescia a cui è associato) ai quali anni fa ha addirittura dedicato un album.  Con  brani in cui ha deciso di raccontare le “mille strade” che ogni giorno la professione del camionista porta a percorrere, spesso irte di ostacoli, di difficoltà. Canzoni come  “Guido il Tir”   scritta  “per far capire alla gente chi sono gli autotrasportatori e  cosa fanno”, come aveva raccontato anni fa in un’intervista, per ricordare a milioni d’italiani (che spesso non comprendono a fondo il ruolo di questa categoria per la normalità della vita quotidiana)  come “alle cinque del mattino, c’è chi beve un caffè perché è in piedi dalle tre, e incontra chi come lui viaggia già da un po’ mentre c’è chi esce dal casinò, dai locali dove ha ballato e si è divertito…”, come recita un passo della canzone. “Un modo per far capire alla gente che ogni giorno trova le merci sugli scaffali che questo accade perché c’è gente che fa sacrifici per tutti…”, aveva aggiunto Stefano Peli raccontando il suo “cd” che sapeva essere destinato  destinato a finire quasi esclusivamente nelle cabine di guida dei tir, ma che gli aveva  anche “permesso di raccontare un altro aspetto che molti spesso non conoscono: la generosità, la disponibilità a soccorrere chi ha difficoltà che spesso i camionisti sanno offrire” Cantando  parole come :”io sto viaggiando e se qualcuno in panne vedrò un aiuto non lo puoi negare fra colleghi sai cosa vuol dire”. Parole che molti  colleghi  conoscono a memoria e che ascoltano spesso in viaggio al volante dei bisonti della strada. Migliaia di camionisti,  tantissimi, ma che appaiono come una  goccia nell’oceano rispetto ai quasi quattro milioni di persone che hanno visto la puntata di “The Voice Senior” e che sono rimaste  quasi in credule  di fronte all’intepretazione offerta dall’autotrasportatore capace di far viaggiare l’emozione a mille. O meglio, di farsa salire altissima, alzando l’asta dove nessuno avrebbe forse immaginato potesse arrivare. Compreso lui stesso, che al rientro dagli studi televisivi  è subito tornato a occuparsi di mezzi e merci da trasportare, di viaggi da pianificare: i lavoro di tutti i giorni,  fatto di mille difficoltà, con l’asticella rappresentata dai costi  di gestione e  da una burocrazia spesso becera e ignorante che si alza sempre più. E con lui che ogni giorno si allena per superarla. Con stampato in volto lo stesso sorriso da eterno ragazzino, in barba ai 63 anni compiuti, che ha illuminato il palco di The Voice Senior più dei riflettori…

Testo realizzato da Baskerville Comunicazione & Immagine per stradafacendo.tgcom24.it

3 risposte a “Stefano Peli: nessun autotrasportatore è mai riuscito a far sentire la propria voce così

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