I 10 “comandamenti” dell’autotrasporto per chi deciderà di candidarsi alla guida del Paese

Un programma di governo lungimirante non può non prevedere un sistema d’interventi volti a favorirne la crescita e lo sviluppo del trasporto stradale, settore che movimenta più del 70 per cento delle merci e che costituisce un asset strategico del Paese, fattore abilitante primario del suo progresso economico e sociale”. E’ chiaro e forte il messaggio che Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto, ha deciso di inviare ai candidati alle prossime elezioni di fine settembre, fra i quali gli italiani dovranno scegliere l’”equipaggio” al quale affidare la guida del Paese. Un “nuovo equipaggio” al quale Paolo Uggè ha deciso di inviare un “manifesto” , stilato dai responsabili del settore autotrasporto di Conftrasporto-Confcommercio proprio in vista delle prossime elezioni politiche, nel quale vengono indicate le priorità da seguire per sostenere un settore indispensabile all’economia del Paese. Partendo dalle strade “per sostenere l’intermodalità e la transizione green con tempistiche di buonsenso, favorendo il rinnovo del parco circolante mantenendo, nella fase di passaggio, le esenzioni sui carburanti meno inquinanti (come il Gnl), fino ad arrivare a realizzare il Ponte sullo Stretto, struttura necessaria per l’Italia, l’Europa e per il Paese”, come si legge nel documento. “Non senza aver fatto una “tappa obbligatoria: quella che porta alla “ conferma del protocollo siglato al ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile il 17 marzo scorso”. Un decalogo con 10 “comandamenti” già trasmesso a tutte le forze politiche e ai candidati , in modo che abbiano tutto il tempo necessario per “studiarlo” e per fornire le proprie risposte al mondo dell’autotrasporto, che, dopo un invito ad “ accelerare il pagamento dei fondi ministeriali sugli investimenti (circa 500 milioni di euro) e aprire un tavolo di confronto con il prossimo governo”, elenca tutti i punti sui quali il nuovo Governo dovrà trovare rapide ed efficaci soluzioni. Eccoli. 1 – Costi minimi. Definire l’obbligatorietà dei costi minimi di sicurezza e i tempi di pagamento e regolamentazione delle soste improduttive. 2 – Libera circolazione. Difendere presso l’Ue del principio della libera circolazione delle merci, con particolare riferimento all’asse del Brennero.3 – Fit For 55. Aderiamo in pieno allo sforzo collettivo per la tutela ambientale. È tuttavia necessario prevedere tempistiche congrue e strumenti idonei per accompagnare le imprese verso il cambiamento senza esserne travolte. Quindi diciamo ‘no’ all’ipotesi di revisione della direttiva sulla tassazione sui prodotti energetici e all’eliminazione del meccanismo di rimborso parziale (le nostre imprese hanno l’accisa più elevata d’Europa); ‘no’ all’eliminazione delle esenzioni consentite per il gas naturale (per non penalizzare le filiere presenti nel Paese: 30% di veicoli pesanti alimentati a GNL); ‘no’ all’estensione per l’autotrasporto del sistema ETS (se applicato si tradurrà in un incremento ulteriore di costo di circa 25 centesimi di euro al litro). Sì al finanziamento per il rinnovo dei mezzi così da consentire l’accesso di nuove imprese al mercato solo se dotate di autoveicoli di categoria Euro VI o a trazione alternativa e non inquinante. 4 – Indennità di trasferta. Incrementare l’indennità di trasferta esente da tassazione per i conducenti, anche per fronteggiare il grave problema della carenza di autisti, per il quale proponiamo inoltre di abbassare l’età minima a 18 anni, con un salario di ingresso adeguato agendo sulla parte contributiva e fiscale.5 – Divieti di circolazione. Vanno revisionati: attualmente sono oltre 80 le giornate interdette ai mezzi pesanti, limitazioni che ostacolano l’approvvigionamento delle merci ai negozi.6 – Motorizzazioni civili. Immettere in organico nuovo personale qualificato ed eventualmente privatizzare alcune funzioni. Ricostituzione dei Centri di revisione Mobili nei punti di ingresso nel Paese (Porti e confini).7 – Authority Trasporti: ridefinizione dei compiti per garantire il rispetto delle regole (oggi è solo un costo per attività inesistenti).8 – Trasporti eccezionali. Rivedere criteri e adempimenti burocratici eliminando gli ostacoli alla piena esecuzione di questa importante tipologia di trasporti.9 – Trasporto rifiuti. Sulla nuova ‘app’ R.E.N.T.R.I. del sistema di tracciabilità occorre un periodo di sperimentazione per evitare gli errori già commessi con il sistema Sistri, rivelatosi oneroso e inefficace. 10 – Divieto di scarico per autisti. Istituire il divieto di carico e scarico dei veicoli industriali da parte degli autisti, così come in Spagna e Portogallo, con alcune eccezioni (dove l’apporto dell’autista è fondamentale).

5 risposte a “I 10 “comandamenti” dell’autotrasporto per chi deciderà di candidarsi alla guida del Paese

  1. Poi si offenda, si arrabbi o si erga a capo supremo, ma lei si dovrebbe fare una settimana su un camion e una settimana in un ufficio di un’azienda di trasporti.
    E si rendera’ conto che parlare di ponte sullo Stretto (che gia’ ci e’ costato quattrocento milioni di euro proprio grazie al partito di cui lei ha fatto parte) in un Paese che ha subito per anni mancanza di manutenzione, crolli e interruzzioni di progetti (come la Asti Cuneo) e’ come avere l’auto da demolire e pretendere i cerchi in lega. Mancano gli autisti perche’ per anni non li avete voluti e formati, e uno spazio tempo di tre anni ci vuole che uno capisca e conosca cosa sia guidare. Altri sgravi alle imprese, e i rinnovi patenti rimangono a spese degli autisti che poi vanno in pensione con la paga base. Sono le aziende che hanno voluto, coi famosi cento euro, reintrodurre l’obbligo di carico e scarico, e ora che si cade come mosche forse stan capendo che un autista deve fare l’autista. Riducete stress, tempi di attesa e migliorate le condizioni di lavoro col rispetto e la collaborazione, che buona parte delle imprese pare ti facciano un favore a farti lavorare. Puoi anche regalarle le patenti, ma la gente a parita’ di impegno, stress e spese guadagno poco dopo molla. Perche’ questo e’ un lavoro fatto di predisposizione e passione, ti deve piacere, altrimenti molli. Ribadisco in Italia il problema e’ chi segnala il problema, non chi lo ha creato o chi da anni dice sempre le stesse soluzioni. Ed infatti. Al prossimo annuncio.

  2. Per la prima volta sono d’accordo con il signor Alessandro (con il quale sono stato in passato invece puntualmente in disaccordo per i tanti (troppi?) commenti frutto di totale disinformazione e, in qualche caso di pura ideologia stile “grillini della razza più ignorante”): sul fatto che lo Stretto non sia affatto una priorità per il Paese ha perfettamente ragione. Significherebbe preoccuparsi di un problema (peraltro risolvibile come è stato fatto per secoli, caricando le mersi sulle navi!!!!!) che interessa una regione, la Sicilia, regione per di più a Statuto speciale che già gode di privilegi che altri non hanno, (e tristemente famosa per aver bruciato montagne di denaro pubblico in operazioni dal sapore mafioso….) a danno di tutto il resto del Paese. Uno ponte sullo Stretto, forse utile ma non indispensabile, capace di divorare miliardi di euro (ne sono stati letteralmente buttati via centinaia di milioni solo per i progetti!!!!!) che dovrebbero essere utilizzati invece per mettere in sicurezza decine di migliaia di altre infrastrutture? Confesso: mi costa molto ammetterlo, ma stavolta Alessandro ha il mille e uno per cento di ragioni…..

  3. Al signor Uggé rivolgo solo una semplice domanda: metta che un domani venga realizzato il Ponte sullo Stretto e che, per mancanza di altri fondi (come probabilissimo accada, soprattutto se questa mega struttura divorerà un mare di denaro) non vengano effettuati gli interventi di messa in sicurezza di migliaia di altri viadotti e cavalcavia. Metta che uno o più d’uno di questi crollino e ci siano altre vittime, dopo quelle del Ponte Morandi di Genova, del ponte di Annone Brianza. Si sentirebbe davvero in grado di dire ancora che “la priorità era comunque il Ponte sullo Stretto? La prego, conti fino a 10mila prima di rispondere…..

  4. Il Ponte sullo Stretto può essere una priorità solo per tutti gli esponenti di una vecchia politica che sa perfettamente quale giro affari (e di tangenti) può ruotare attorno a un simile cantiere.

  5. L’ultimo, vero, attendibile e affidabile ministro delle Infrastrutture, l’ingegner Lunardi, si è sempre schierato a favore di quest’opera. E forse ne capiva molto più di chiunque di noi. Qualche ragione l’avrà pure avuta, o no?

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