10 dic

Gasolio alle stelle, il pieno
di un Tir costa 104 euro in più

Se gli automobilisti sono arrabbiati per i continui aumenti dei prezzi dei carburanti, gli autotrasportatori sono infuriati. Un pieno di gasolio costa infatti oltre cento euro in più rispetto allo scorso anno. È questa la situazione fotografata dalla Cgia (associazione artigiani e piccole e medie imprese) di Mestre, che ha analizzato gli aumenti dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio su alcune tra le più importanti tratte autostradali italiane: Milano-Roma; Torino-Venezia; Bologna-Reggio Calabria. Secondo l’analisi per il costo del pieno, rispetto a un anno fa, un autotrasportatore alla guida di un Tir di peso superiore alle 11 tonnellate con una capacità di serbatoio di 550 litri, paga, oggi, 664,8 euro per fare il pieno di gasolio. Un anno fa, per fare la stessa operazione, doveva lasciare alla stazione di servizio 560,2 euro (con un aumento di 104,6 euro, il 18,7 per cento). In riferimento, invece, alle tratte autostradali, sempre alla luce dell’aumento del prezzo del gasolio alla pompa, il nostro autotrasportatore, nell’ipotesi di un consumo di 3 litri al chilometro, pagherà per percorrere l’autostrada Milano-Roma, 39,8 euro in più rispetto all’anno scorso; 27,9 euro in più sulla Torino-Venezia; 73,2 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria; 32,8 euro in più sulla Firenze-Napoli.
“Tenuto conto che il 70 per cento circa delle nostre merci viaggia su gomma”, commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, “non è da escludere che entro Natale ci ritroveremo con un aumento di tutto rispetto dei prezzi dei principali beni di consumo. Inoltre questo aumento del gasolio è un vero e proprio salasso che sta mettendo in ginocchio tantissimi padroncini italiani. Se a questa situazione si aggiunge il rincaro delle polizze assicurative registrato in questi ultimi anni e il ritardo con cui vengono pagati i trasportatori italiani, con tempi medi che oscillano tra i 180 e i 240 giorni, lo scenario si commenta da sé.”
La Cgia di Mestre ricorda che gli autotrasportatori hanno la possibilità di recuperare una quota del costo del gasolio sostenuto attraverso il meccanismo della carbon tax. In pratica, ogni 1.000 litri di gasolio consumati, gli autotrasportatori hanno un credito di imposta di 19,78 euro. Un importo troppo modesto che, secondo la Cgia, dovrebbe essere ritoccato all’insù.
La Cgia di Mestre ha fatto anche quattro simulazioni per quanto riguarda le auto, divise in altrettante categorie. Con una utilitaria, rispetto a 12 mesi fa, il proprietario di una piccola autovettura paga 5 euro in più sulla tratta Milano-Roma, 3,5 euro in più sulla Torino-Venezia, 9,1 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria;
Per le medie, rispetto al dicembre 2009, si paga 6,1 euro in più sulla tratta Milano-Roma, 4,3 euro in più sulla Torino-Venezia, 11,3 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria. Per le grandi, sempre rispetto a 12 mesi fa, si paga 7,5 euro in più sulla tratta Milano-Roma, 5,3 euro in più sulla Torino-Venezia, 13,9 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria. Per i Suv, rispetto a dicembre 2009, si paga 8,5 euro in più sulla tratta Milano-Roma, 5,9 euro in più sulla Torino-Venezia, 15,6 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria. Chi volesse recuperare lo studio della Cgia con tanto di tabelle può cliccare qui. (http://www.cgiamestre.com/portal/img2/22964/COSTO%20CARBURANTE.doc)
Intanto, proprio oggi, è salito ancora il prezzo dei carburanti. Questa mattina, Tamoil ha aumentato di 0,5 centesimi i prezzi raccomandati di benzina e diesel, volando a 1,459 euro per la verde (ai massimi da settembre 2008) e a 1,336 sul gasolio (al top da ottobre 2008). Nel dettaglio, la media nazionale dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va da 1,442 euro negli impianti Esso a 1,459 euro dei punti vendita Tamoil. Le no-logo sono a 1,374 euro. Per il diesel si passa da 1,323 euro di Eni a 1,336 euro di Tamoil. No-logo a 1,245 euro.

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2 Commenti a “Gasolio alle stelle, il pieno
di un Tir costa 104 euro in più”

  1. Alessandra Scrive:

    Sui siti delle grandi compagnie di spedizione è ben chiaro il meccanismo di applicazione del “supplemento carburante”. Cioè di quelli che non vogliono riconoscerlo ai loro fornitori ma lo applicano ai lori clienti. Bella eh?

  2. Alessandro Scrive:

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