Pra, le tariffe aumentano del 30 per cento e intanto si sprecano milioni di euro

Rasentano il ridicolo le motivazioni addotte dal ministero dell’Economia e delle Finanze  per giustificare la firma del decreto con cui il governo ha aumentato del  30 per cento le tariffe sulle operazioni che verranno effettuate presso il Pra, il Pubblico registro automobilistico. Come giustificazione è stato infatti addotto il fatto che poiché l’Aci gestirà gratuitamente (sic!) la riscossione dell’Ipt, l’imposta provinciale di trascrizione dei veicoli per conto delle Province, diviene necessario garantire l’equilibrio economico finanziario del servizio. Burocratese utilizzato solo per nascondere l’esigenza di coprire “il buco” nei conti del Pra. Il governo dei tecnici e dei super esperti invece di porre fine al mantenimento di un doppio servizio pubblico (due archivi, doppie strutture, doppio personale, doppi documenti, doppi procedimenti, doppi costi) e di dare corso alla razionalizzazione e allo sportello unico in linea con  gli impegni assunti di fronte al Parlamento, non ha saputo trovare altra soluzione che scaricare sui cittadini e sui grandi utenti (primi fra tutti gli autotrasportatori, che più di altri necessitano di visure, immatricolazioni, variazioni) i costi di operazioni frutto solo di assurdi “doppioni. Continua a leggere

I conti dell’Aci sono in rosso? E il Governo aumenta del 30 per cento il Pra

“In questi ultimi mesi  si è molto parlato di tagli alla spesa pubblica, di riduzione dei costi della politica e di abolizione delle Province. Belle parole che nessuno ha però mai trasformate in fatti concreti. In compenso oggi scopriamo che il Governo invece di ridurre le spese della pubblica amministrazione tagliando un’inutile burocrazia, aumenta il carico fiscale a danno di cittadini e imprese per mantenere una doppia struttura burocratica”. Con queste parole Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto e vicepresidente di Conftrasporto, ha commentato la sottoscrizione del decreto, firmato il 2 aprile il ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli, con cui il governo ha aumentato del  30 per cento le tariffe del Pra, il pubblico registro automobilistico. Continua a leggere

Iva, Ipt e superbollo: Bentley e Lamborghini rinunciano ai suv di lusso

Rincari dell’Iva, superbollo e aumento esponenziale dell’imposta provinciale (Ipt) potrebbero aver tarpato le ali ai progetti di suv di lusso di due marchi storici dell’auto, come Bentley e Lamborghini. “L’indiscrezione, raccolta dall’agenzia Reuters da una fonte interna”, scrive Margerita Scursatone su Crisalidepress.it, “potrebbe essere un ulteriore segnale che la crisi in Europa stia cominciando a preoccupare anche il colosso tedesco”.  Continua a leggere

Le manovre del Governo che stanno uccidendo il mercato di auto e camion

A settembre il calo delle auto vendute rispetto allo stesso mese dell’anno precedente è stato di circa il 26 per cento, un vero e proprio tracrollo registrato, ad agosto, anche per  i veicoli commerciali. Una “retromarcia” pesantissima che colpisce non solo i costruttori, ma tutto il reticolo di medie e piccole imprese dell’indotto. Il settore automotive nel complesso vale il 12 per cento del Pil nazionale, il 16 per cento di contributo al gettito fiscale e 1 milione e 200 mila addetti. Una recente nota di Confcommercio, sulle cosiddette spese obbligate dei consumatori, ha stimato che gli incrementi del prezzo dei carburanti intervenuti tra il 2010 e il 2012 abbiano sottratto risorse agli altri consumi per più di 6 miliardi di euro all’anno. Continua a leggere

Ipt, che stangata: c’è chi per un camion invece di 200 euro ne pagherà 1040

“Un’altra mazzata è arrivata a colpire dal 19 settembre 2012 la categoria degli autotrasportatori bresciani. Una delibera della Giunta Provinciale datata 14 settembre, senza neppure i tempi tecnici di recepimento, impone infatti una maggiorazione del 30 per cento delle tariffe pagate sulle formalità di trascrizione, iscrizione e annotazione dei veicoli richiesti al Pra, ovvero l’Ipt, imposta provinciale di trascrizione”. A denunciarlo sono i responsabili della Fai di Brescia che in un comunicato sottolineano come “negli intenti della Giunta la delibera dovrebbe portare nelle casse provinciali un introito di 2,4 milioni di euro per coprire parte del buco da 9,5 milioni prodotto dalla cosiddetta “spending review”. Continua a leggere

“La nuova imposta di trascrizione deprimerà il mercato dell’auto”

L’aumento dell’Ipt (l’imposta provinciale di trascrizione) ha scatenato la preoccupazione degli automobilisti, ma anche di chi con le auto ci lavora. La filiera del settore ha così deciso di comprare due spazi sul Corriere della Sera e su Repubblica per chiedere ai deputati di “valutare in un’altra prospettiva questa norma”. “Questo provvedimento”, scrivono Anfia, Federauto, Unrae, Aniasa, Assilea e Unasca, “insiste nel penalizzare gli automobilisti italiani, già vessati da incrementi fiscali che non hanno eguali in Europa introducendo una pericolosa disparità di trattamento tra i cittadini”. La misura, infatti, non dovrebbe essere applicata nelle regioni a statuto speciale e nelle provincie autonome. Continua a leggere

Altra stangata per le auto, contestata la nuova Ipt: “Caleranno le vendite”

È un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato dalle associazioni del settore auto. In un comunicato congiunto Anfia, Aniasa, Assilea, Federauto e Unrae esprimono tutta la loro preoccupazione per l’eliminazione dell’attuale sistema di pagamento dell’Ipt, l’imposta provinciale di trascrizione. Come già anticipato da Stradafacendo (clicca qui per leggere l’articolo) ora infatti si paga un’Ipt fissa, di solito inferiore ai 200 euro, mentre in futuro l’imposta sarà variabile e, sicuramente, più cara. L’eliminazione del contributo fisso, confermata dal decreto legge anti-crisi, per le associazioni del settore auto avrà un “effetto depressivo per tutto il settore automotive, con conseguente perdita di posti di lavoro nell’intera filiera”. Continua a leggere

Altra gabella sugli automobilisti, ecco la “tassa” sugli pneumatici

L’auto è un bene irrinunciabile. Così è decisamente facile continuare a vessare i poveri automobilisti con tasse e gabelle. Abbiamo scritto di recente degli aumenti dell’Ipt (clicca qui per leggere l’articolo), l’imposta provinciale che si paga sulle nuove auto, e ogni anno constatiamo il lievitare dell’assicurazione. Senza dimenticare i prezzi di benzina e gasolio. Guerra in Libia, crisi mediorientale, ogni scusa è buona per rivedere al rialzo il costo al litro della bevande dei nostri veicoli. Ora arriva pure un “contributo ambientale” per il recupero degli pneumatici fuori uso che l’automobilista pagherà all’acquisto di un’auto nuova o di pneumatici nuovi. Continua a leggere

Rc auto troppo care, le case costruttrici chiedono interventi

Calmierare e riequilibrare i livelli dei premi Rc auto, che sono in costante aumento come denunciato dall’Isvap, a quelli degli altri Paese europei. Lo chiede al governo l’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere in Italia. Gli aumenti, spiega l’Unrae, “gravano esclusivamente sugli automobilisti e contribuiscono ulteriormente a penalizzare un mercato automobilistico già in forte crisi”. Continua a leggere

Vuoi comprare un’auto nuova? Sbrigati, è in arrivo il salasso Ipt

Il mercato dell’auto, è noto, non sta vivendo un buon periodo. Dopo la boccata d’ossigeno arrivata con gli incentivi rottamazione, le vendite hanno iniziato a fare registrare drastici cali. Da più parti i costruttori chiedono aiuto al governo. Ma quello che molti non sanno è che presto arriverà un’altra mini-stangata su chi vuole comprare un’auto nuova. Chi, infatti, ha in programma un acquisto a breve sappia che l’Ipt, l’Imposta provinciale di trascrizione, una delle entrate fiscali delle amministrazioni provinciali, aumenterà in modo astronomico: in alcuni casi i rincari, denunciano le associazioni a tutela dei consumatori, potrebbero sfiorare il 700 per cento. Continua a leggere