Daimler richiama 3 milioni di Mercedes e punta sui diesel: soddisferanno le norme sulle emissioni

Daimler ha deciso di richiamare 3 milioni di Mercedes diesel in tutta Europa per apportare delle modifiche al motore. “Il dibattito pubblico sulle motorizzazioni diesel sta generando incertezza, in particolare per i nostri clienti”, ha spiegato in una nota Dieter Zetsche, Ceo di Daimler AG e Head di Mercedes-Benz Cars, “pertanto, abbiamo deciso di attuare ulteriori misure al fine di rafforzare la fiducia verso questa tecnologia e rassicurare gli automobilisti che guidano vetture diesel. Siamo infatti convinti che i motori diesel continueranno ad essere imprescindibili nel mix di vendita anche in futuro, per il basso impatto in termini di emissioni di CO2”.  Continua a leggere

Prodi senza freni: “La Germania ci critica sulle auto? Da che pulpito. La mia Europa è morta”

“Lo scontro dell’auto è incomprensibile. La Germania ha fatto un’interferenza nel nostro Stato nazionale. E viene da dire: da quale pulpito… In questo concordo con Delrio: piantatela”. Lo dice Romano Prodi in un’intervista a Qn. L’ex premier ed ex presidente della Commissione europea usa parole forti nei confronti dell’Europa. “La mia Europa sì”, è morta, ha detto Prodi, “ma spero che la crisi la svegli. Ora possiamo solo aggiungere: pregiamo… L’augurio è di poter ancora costruire un’Europa che possa reggere, anche se non con un ruolo da leadership come speravo, il confronto con i giganti del mondo”.  Continua a leggere

Ecco come funzionano i software che controllano le emissioni inquinanti e i consumi delle auto

“Il software di gestione del motore riconosce il ciclo di utilizzo dell’auto ed è in grado di dire al propulsore: se sei al banco e stai facendo una prova di inquinamento e di consumo, comportati in un certo modo, poi quando sei su strada cambia”. Enrico De Vita, ingegnere ed editorialista del settore automotive, spiega come funzionano i programmi di gestione del motore. Software in grado di distinguere la situazione in cui si trovano in base a vari parametri, come i tempi e i modi di carico richiesti da chi c’è al volante.  Continua a leggere

Dieselgate, la procura di Parigi indaga sui dispositivi usati da Renault: il titolo crolla

Si allarga a macchia d’olio lo scandalo dieselgate. Tre giudici francesi indagheranno sui dispositivi utilizzati da Renault per controllare le emissioni dei suoi motori diesel che si sospetta siano truccati: lo riferisce la procura di Parigi. La notizia ha fatto crollare il titolo in borsa, che sta perdendo il 4 per cento.  Continua a leggere

Software illegale anche sui diesel di Fca? Marchionne si difende: “Non siamo così stupidi”

Fca avrebbe utilizzato un software illegale per aggirare i test. È l’accusa che le autorità statunitensi hanno fatto al Gruppo, che rischia una sanzione fino a 4,63 miliardi di dollari. La casa automobilistica spiega di aver rispettato le regole e di essere pronta a collaborare. Il caso Fca “non ha nulla in comune con Volkswagen”, dice Sergio Marchionne. Non c’è nessun software illegale e “per quanto conosco questa società, posso dire che nessuno è così stupido” da cercare di montare un software illegale.  Continua a leggere

Dieselgate senza fine, negli Stati Uniti arrestato un manager di Volkswagen

È ancora bufera su Volkswagen. Secondo quanto riporta il Financial Times, le autorità americane hanno accusato i vertici della casa costruttrice di aver “autorizzato” che il software al centro del dieselgate restasse nascosto. Intanto, lunedì uno dei manager di Volkswagen, Olivier Schmidt, è stato arrestato negli Stati Uniti con l’accusa di complotto per frodare gli Usa. Schmidt è stato fermato all’aeroporto di Miami, dove si trovava in vacanza, e resta sotto la custodia delle autorità che temono possa fuggire. Continua a leggere

Niente sanzioni a Volkswagen: l’Europa apre la procedura di infrazione contro sette Paesi

A un anno e mezzo dallo scoppio dello scandalo “Dieselgate”, la Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro la Germania e altri sei Paesi – Gran Bretagna, Lussemburgo, Spagna, Grecia, Lituania e Repubblica ceca – per per non aver sanzionato le violazioni commesse da Volkswagen o per non aver ancora previsto un sistema di sanzioni come richiesto dalle regole Ue. A Germania e Gran Bretagna la Commissione obietta anche la trasmissione incompleta delle informazioni sui test sulle emissioni diesel dei modelli auto in circolazione nei rispettivi territori nazionali.

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Volkswagen rimborsa i clienti degli Stati Uniti. Ora l’Europa alza la voce: “Le scuse non bastano”

Se negli Stati Uniti la partita si è chiusa, in Europa la gara è ancora all’inizio. Ma gli effetti del patteggiamento da 14,7 miliardi di dollari accordato a Volkswagen negli Usa (clicca qui per approfondire) si fanno sentire anche nel Vecchio continente, con la Commissione europea che alza la voce. Le discussioni con Volkswagen “sono ancora in corso, ma non sono contenta di come stanno andando”, ha detto la commissaria per l’industria Elzbieta Bienkowska.  Continua a leggere

Dieselgate, via libera al patteggiamento negli Usa: Volkswagen pagherà 14,7 miliardi di dollari

Ora è ufficiale: per mettere la parola fine al dieselgate negli Stati Uniti, Volkswagen sborserà 14,7 miliardi di dollari. Quello tra la casa costruttrice e i consumatori e le autorità americane è il maggiore patteggiamento nella storia dell’auto e uno dei più alti della storia. L’accordo prevede la possibilità per i 475mila possessori di auto Volkswagen diesel con motore da 2 litri di vendere la vettura a Volkswagen o aspettare che le autorità approvino le modalità per riparare il veicolo per farlo restare in strada.  Continua a leggere

Volkswagen non risarcirà i clienti europei. Negli Usa pagati 14,7 miliardi di dollari

Volkswagen non risarcirà i clienti europei come invece sta facendo negli Stati Uniti. “Non bisogna essere un matematico per capire che un rimborso danni di questo tipo schiaccerebbe Volkswagen”, ha detto l’amministratore delegato, Matthias Mueller, dopo l’accordo da 14,7 miliardi di dollari con le autorità americane. “I risarcimenti ai clienti negli Usa devono rappresentare un incentivo per i proprietari a riparare le loro auto, ma non ho bisogno di fare alcun commento sull’impatto finanziario che avrebbe sull’azienda una misura simile” in Germania, ha sottolineato il numero uno della casa di Wolfsburg. Continua a leggere