Auto intestate a prestanome, anche morti: radiate più di 10mila vetture fantasma

Auto, anche di lusso, intestate a nomadi, persone morte, senzatetto, disoccupati,  usate dalla criminalità per commettere reati. Con la garanzia di non essere presi. Un giro enorme, scoperto dal servizio polizia stradale e condotto dalla squadre di polizia giudiziaria di 19 compartimenti in tutta Italia che ha permesso di scovare e radiare dal Pra oltre 10 mila auto fantasma, tra cui Rolls Royce e Ferrari. Come spiega la Polizia in una nota, i veicoli venivano intestati a persone indigenti che “in cambio di pochi euro, si intestavano automobili e moto, di fatto poi usate da soggetti di etnia dell’Est Europa, rom, albanesi e nord africani e utilizzate dalla criminalità per commettere reati”. Continua a leggere

Estorsione dal benzinaio, due cognati facevano pieno e colazione gratis

I benzinai non si sentono sicuri. Come avevamo raccontato proprio su Stradafacendo (clicca qui), uno su tre ha subito almeno un furto. Gli atti di criminalità non mancano di certo, come dimostra questa vicenda che vede protagonisti due cognati di Foggia di 30 e 38 anni accusati di estorsione in concorso. Secondo le indagini della squadra mobile di Foggia, i due avevano preso di mira un distributore di benzina con autolavaggio e bar annesso nella città pugliese. I due pretendevano dai titolari e dai dipendenti dell’attività di godere di alcuni servizi – come consumazioni al bar o lavaggio di autovetture e motocicli – a titolo gratuito. Continua a leggere

I benzinai hanno paura: “Non siamo sicuri, uno su tre ha già subito un furto”

Girano ancora troppi contanti alle stazioni di servizio e così i benzinai sono tra i commercianti più in pericolo. Un benzinaio su tre ha infatti subito almeno un furto. Questo dato emerge dalla seconda edizione dell’indagine “Gli italiani tra senso di sicurezza e percezione del rischio” promossa dal Gruppo Ivri, leader in Italia nel settore della consulenza e dei servizi di vigilanza privata, e condotta nel settembre 2012 da Ispo di Renato Mannheimer. Continua a leggere

Solo chi è irresponsabile accelera sulla protesta dell’autotrasporto

Riconoscere le difficoltà economiche del momento è ovvio come sostenere che l’acqua bagna. Altrettanto ovvio (oltre che elevato) è il rischio che in simili situazioni l’economia del Paese possa ritrovarsi a fronteggiare azioni di protesta che, in forma spontanea, potrebbero interessare diverse zone se non addirittura l’intero Paese. Un rischio attualissimo nel mondo dell’autotrasporto e destinato ad aumentare vertiginosamente se chi, invece di affrontare la gravità del momento con senso di responsabilità, come stanno facendo le associazioni responsabili del trasporto, sceglierà un’altra strada. Quella della protesta, che porta solo a illudere chi è in difficoltà (e per questo più facilmente preda delle illusioni) e a buttare benzina sul fuoco del  malcontento. Continua a leggere

Reggio Calabria, la ‘ndrangheta si impossessa di una strada

È un’azione degna del libro Gomorra quella messa a segno da alcuni componenti della famiglia Alvaro di Melicuccà, in provincia di Reggio Calabria. Alcuni componenti della cosca si sono infatti impossessati di una strada pubblica. L’hanno recintata e hanno messo un cancello e dei cartelli con la scritta “proprietà privata” e “divieto d’accesso”. Dopo la denuncia di un vicino che non poteva più raggiungere il proprio appezzamento, gli investigatori del Commissariato di Palmi hanno scoperto che a decidere autonomamente questa annessione era stata la ‘ndrangheta. Continua a leggere

La richiesta di Fraconti: “Sistri anche per le aziende straniere”

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Il Sistri, il sistema per la tracciabilità dei rifiuti, è nato anche, anzi soprattutto, per impedire possibili traffici illeciti, per evitare che la criminalità si appropri di un nuovo “affare sporco”. In realtà alla criminalità basta rivolgersi a imprese di autotrasporto straniere per aggirare l’ostacolo, come conferma Claudio Fraconti, vicepresidente dell’Asstri (l’associazione imprese smaltimento stoccaggio trasporto rifiuti).

“Così garantiamo la sicurezza dell’Autoparco Brescia Est”

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La tecnologia è diventata una voce fondamentale per la sicurezza. L’ennesima conferma arriva dall’Autoparco Brescia Est dove i sistemi integrati di videosorveglianza contribuiscono a combattere con assoluta efficacia la criminalità, il rischio di furti e di rapine di Tir o dei loro carichi. Come si garantisce la sicurezza? Lo spiega Paolo Balan, responsabile di Infracom Italia spa, ospite all’Autoparco Brescia Est, una delle aree di sosta e servizio più sicure d’Europa con oltre 50 videocamere che minuto per minuto coprono i 400 stalli.

L’automobile club tedesco promuove l’Autoparco Brescia Est

“Insufficienti e poco sicure”: è questo il giudizio generale emesso dall’Adac, l’automobile club tedesco, sullo stato delle aree di sosta per veicoli industriali in funzione in ben 11 Paesi europei. La valutazione è stata effettuata su 50 aree attrezzate distribuite nei Paesi del vecchio continente – Germania compresa – nei quali è più frequente il transito dei mezzi pesanti delle imprese tedesche. Niente di nuovo, quindi, se si considera che sicurezza nella circolazione stradale e criminalità sono gravi problemi ampiamente analizzati e per i quali è sempre più necessario trovare ulteriori ed adeguate soluzioni, in tutta Europa. Le eccezioni comunque non mancano. Continua a leggere

Infrastrutture, l’Aci spiega
quali sono i mali dell’Italia

I numeri sono impietosi. Quelli raccontati nel rapporto “Rilancio delle infrastrutture di trasporto: rischi e opportunità in tempo di crisi” presentato dalla Fondazione Caracciolo – Centro Studi Aci nel corso della seconda giornata della Conferenza del Traffico e della Circolazione sono preoccupanti. Statistiche che raccontano più di mille parole il ritardo infrastrutturale del nostro Paese. In Italia, per esempio, nel periodo 1990-2005 sono stati costruiti solo 350 chilometri di nuove autostrade; in Spagna sono stati 6.739, in Francia 3.977 e in Germania 1.509. Continua a leggere

Friuli, via la criminalità
organizzata dagli appalti stradali

L’Anas ha firmato in Prefettura a Trieste un protocollo d’intesa per la prevenzione di tentativi di infiltrazioni mafiosa negli appalti per le opere realizzate dalla società sulle strade del Friuli Venezia Giulia. Il documento, voluto dalle Prefetture territorialmente competenti del Friuli e sottoscritto dall’Anas, prevede procedure di scambio informativo tra l’Anas e le Prefetture per i controlli di legge sulle imprese che parteciperanno alle gare di appalto ai lavori. Sono previste, inoltre, apposite clausole di garanzia da inserire nei contratti con le imprese aggiudicatrici per garantire la trasparenza delle partecipazioni societarie, la conoscenza delle variazioni degli assetti societari e gli eventuali subappaltatori e/o subcontraenti. Continua a leggere