Prostitute per strada, niente multe per gli automobilisti che si fermano

Niente multa per gli automobilisti che si accostano alle prostitute per strada.  Lo ha stabilito la Cassazione, mettendo in atto quando disposto dalla Consulta che ha dichiarato illegittimo il pacchetto sicurezza del 2008 nella parte in cui aveva concesso ai sindaci la possibilità di emettere ordinanze con ”una discrezionalità praticamente senza alcun limite”. La Sesta Sezione Civile della Suprema Corte ha infatti annullato con rinvio al tribunale di Pescara una sentenza con cui il giudice di pace di aveva respinto il ricorso di un uomo multato perché aveva violato l’ordinanza del sindaco di Montesilvano che proibiva di ”fermarsi con autoveicolo in prossimità di esercente il meretricio sulla via pubblica”.  Continua a leggere

Ubriachi in bici, non c’è la sospensione della patente: l’ha deciso la Cassazione

Se andate in bici ubriachi rischiate di sbandare, di cadere, di farvi molto ma molto male, ma la patente è salva. Secondo una recente sentenza della Cassazione, non deve infatti essere applicata la pena della sospensione della patente alla persona ubriaca che guida una bicicletta. Lo rende noto l’Asaps, l’associazione sostenitori e amici della polizia stradale. I giudici hanno accolto il ricorso di un ciclista al quale era stata sospesa la patente dopo esser stato fermato sulla bici in stato di ebbrezza.  Continua a leggere

Alcoltest non attendibile, certi farmaci possono alterare i risultati

L’assunzione di farmaci per la cura di malattie croniche può alterare i risultati dell’alcoltest. Lo ha stabilito la Cassazione che ha accolto il ricorso di un malato cronico che aveva messo in dubbio l’attendibilità del test a causa dei farmaci necessari per curare la sua malattia. Come spiega Sicurauto.it, “né in primo grado davanti al Tribunale di Monza, né in appello davanti alla Corte d’Appello di Milano, il ricorrente era stato preso sul serio. Eppure le sue argomentazioni hanno alla fine trovato un riscontro positivo, se pur in extremis, grazie alla Corte di Cassazione”.  Continua a leggere

Pass invalidi, multa a chi lo usa senza averne diritto. Ma non c’è truffa

Non compie alcun reato chi circola, senza averne diritto, con il permesso per invalidi in automobile, accedendo così a corsie preferenziali e ztl abusivamente. Ne dà notizia l’agenzia di stampa Agi, che scrive come una tale condotta, infatti, rientra soltanto nel campo degli illeciti amministrativi. Lo sottolinea la Cassazione, con una sentenza depositata mercoledì 29 febbraio con la quale ha confermato il non luogo a procedere dichiarato dal gup di Firenze nei confronti di un uomo, accusato di truffa continuata e di sostituzione di persona: l’imputato aveva esposto il pass invalidi rilasciato al padre anche in assenza di quest’ultimo “attribuendosi falsamente per almeno 100 volte lo status di accompagnatore al servizio”.  Continua a leggere

Multe, c’è più tempo per i ricorsi: il termine passa da 30 a 60 giorni

Se avete ricevuto a casa la notifica di una multa, ora avete un tempo maggiore per decidere se pagare, oppure presentare ricorso davanti al prefetto o il giudice di pace. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, tramite un’ordinanza della sesta sezione civile. Ora sono sessanta e non più trenta i giorni disponibili per impugnare la cartella esattoriale, nei casi in cui il verbale non sia mai stato notificato al trasgressore. Continua a leggere

Ubriaco nell’auto parcheggiata, scatta il sequestro del mezzo

Si può essere multati per guida in stato di ebbrezza e ci si può far sequestrare l’auto anche se questa è ferma in un parcheggio? Abbastanza incredibilmente sì, almeno secondo una sentenza della Corte di Cassazione pubblicata dal “Sole 24 Ore”. I giudici hanno infatti riconosciuto lecita la sentenza del Tribunale di Bolzano contro un automobilista che “in evidente stato di ebbrezza” aveva messo le mani sul volante della sua Porsche ferma in un parcheggio. L’automobilista in realtà aveva anche acceso le luci e allacciato le cinture di sicurezza. Continua a leggere

Cade per una buca sulla strada, condannato dirigente del Comune

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna inflitta al dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Acqui Terme (Alessandria) per aver tenuto in cattivo stato una parte di manto stradale sul quale si era creata una bolla di bitume, rialzata rispetto al piano di camminamento e pericolosa in quanto difficilmente visibile e non segnalata. Come ha scritto venerdì “Il Messaggero” “il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune incaricato della manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi risponde del reato di lesioni colpose in caso di incidenti ai pedoni inciampati a causa del manto stradale in cattive condizioni non immediatamente visibili”. Continua a leggere

Ucciso da un guard rail pericoloso, la Cassazione condanna l’Anas

La Terza sezione civile della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6537/11, ha stabilito che l’Anas è responsabile (e dunque obbligata al risarcimento) nel caso in cui una pertinenza o una barriera di protezione pericolosa provochi un incidente stradale grave o mortale. “Il caso specifico – citato dal portale www.vivereinarmonia.it in un articolo di Massimiliano Perna – riguardava la triste fine di un uomo il quale, percorrendo una strada provinciale gestita dall’Anas, era rimasto ucciso a causa dell’impatto con un guard rail sporgente che aveva squarciato l’abitacolo della sua autovettura”. Continua a leggere

Valducci: “L’omicidio stradale entrerà nel Codice penale”

Il nuovo Codice della strada è un “cantiere sempre aperto” secondo il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, uno dei padri del documento. Ed è lo stesso Valducci ad annunciare che tra poco il Codice di Procedura Penale sarà arricchito da un nuovo reato: l’omicidio stradale. Valducci ha anche sottolineato che si sta lavorando all’ipotesi di una legge-delega per “spacchettare” il Codice in due parti. Continua a leggere

Porto Recanati: si apparta in auto, prostituta aggredisce i carabinieri

Fare sesso in auto è un reato, lo ha di recente stabilito anche una sentenza della Cassazione che vieta le effusioni intime in pubblico mentre si è su un veicolo e punisce coloro che le fanno con una multa per atti osceni. Chi fa sesso in auto insomma rischia fino a 3 anni di carcere. Per chi vuole approfondire questo è il numero della sentenza: 39182/10. Sentenza che deve essere evidentemente sfuggita a una prostituta nigeriana che operava a Porto Recanati, in provincia di Macerata. I carabinieri avevano ricevuto una segnalazione da parte di alcuni residenti riguardo una donna di colore che si stava appartando in auto proprio sotto le finestre di due palazzi. Continua a leggere