“Un disastro: ecco come è stata la mia esperienza con il Sistri”

Buongiorno, vi scrivo in quanto amministratore di una società specializzata nel trasporto conto terzi in Italia e all’estero di rifiuti pericolosi e non pericolosi (non gli urbani); la società che dirigo è leader in Italia in questo settore e occupa 250 addetti. Vi voglio fare il resoconto del disastro odierno relativamente alla funzionalità del Sistri. Disastro è l’unico termine possibile. Riepilogo per sommi capi quanto successo, partendo da ieri pomeriggio quando il sistema non dava accesso a nessuno e nessuno dei nostri clienti ha potuto “inserire” viaggi (dalle 14.46 in poi zero inserimenti). Continua a leggere

Camionisti contro, gli americani infuriati con i colleghi canadesi

Tutto il mondo è paese, verrebbe da dire. Così, mentre in Italia ci si lamenta per la concorrenza sleale e le scorrettezze degli autotrasportatori stranieri, negli Stati Uniti accade lo stesso con i camionisti Usa che si lamentano dei loro colleghi canadesi. Negli ultimi due anni, infatti, migliaia di società di trasporti del Canada hanno violato le leggi americane sulla sicurezza. Lo rivela un’inchiesta della Cbc su dati dell’Ufficio federale della sicurezza stradale. Continua a leggere

Chi non rispetta i costi minimi
rischia di perdere i benefici fiscali

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Il committente che non rispetta le nuove norme in materia di costi minimi per la sicurezza nell’autotrasporto merci cosa rischia? Moltissimo, come spiega Ciro Russo, segretario della Fai provinciale di Napoli. A partire dalla perdita dei benefici fiscali di cui può aver goduto…

La richiesta di Fraconti: “Sistri anche per le aziende straniere”

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Il Sistri, il sistema per la tracciabilità dei rifiuti, è nato anche, anzi soprattutto, per impedire possibili traffici illeciti, per evitare che la criminalità si appropri di un nuovo “affare sporco”. In realtà alla criminalità basta rivolgersi a imprese di autotrasporto straniere per aggirare l’ostacolo, come conferma Claudio Fraconti, vicepresidente dell’Asstri (l’associazione imprese smaltimento stoccaggio trasporto rifiuti).

Troppi furti al porto di Catania,
l’autotrasporto vuole più sicurezza

È destinata ad aumentare la sicurezza al porto di Catania. Dopo i recenti furti di mezzi e merci, settimana scorsa c’è stato infatti un incontro tra il presidente di Fai Catania, Angelo Ercolano, e i vertici dell’Autorità portuale dal quale è emerso che sono in programma alcuni lavori che incrementeranno la sicurezza. “Siamo soddisfatti per aver appreso che dal nuovo anno verranno predisposti interventi strutturali e di ammodernamento che riguarderanno le vie di uscita e ingresso al porto”, scrive Fai Catania in un comunicato stampa, per “garantire un controllo dei mezzi di passaggio. Lavori, che verranno completati tra giugno e luglio 2011, e che permetteranno la riserva di un varco appositamente realizzato per il transito dei mezzi commerciali attraversabile con l’ausilio di un badge di controllo”. Continua a leggere

Alitalia e Jet Airways presentano
il volo diretto Malpensa-Dehli

“Salutiamo con favore il nuovo collegamento diretto dell’indiana Jet Airways, operato in code sharing con Alitalia”. Così l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha commentato la presentazione del volo diretto tra Milano Malpensa e Delhi avvenuta mercoledì alla presenza dell’amministratore delegato della compagnia aerea Rocco Sabelli, del presidente Roberto Colaninno e di Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, società che gestisce gli aeroporti milanesi. Continua a leggere

Razza padroncina, dieci anni di autotrasporto raccontati in un libro

Deborah Appolloni ha scritto un libro che racconta un viaggio all’interno del popolo dei Tir, anche attraverso le parole dei protagonisti dell’autotrasporto italiano: volti noti del mondo della politica, studiosi e committenti, ma anche autisti, padroncini e capitani d’azienda. Il titolo “Razza padroncina. Dieci anni di autotrasporto 2000-2010” non tragga in inganno: il settore dei camion viene analizzato sia a livello di conto terzi sia a livello di conto proprio. Una lettura gradevole in particolare per gli operatori del settore e un modo di sfatare per tutti gli altri le convinzioni sbagliate che si hanno sui camionisti. Continua a leggere

Colucci: per essere competitivo l’autotrasporto deve voltare strada

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Superare il più in fretta possibile i tanti ostacoli che la lunga crisi economica ha contribuito a creare sulla strada delle imprese di autotrasporto, riportando le aziende del settore autotrasporto e logistica, che in molti casi sono in sofferenza economica ormai da anni, a fare  reddito. E, ancora, riflettere (tutti insieme, come rappresentanti di associazioni di autotrasporto) e far riflettere (gli imprenditori e gli associati) sulla struttura attuale dell’autotrasporto italiano, fatta spessissimo di realtà non strutturate, spesso piccolissime e in balia della committenza, e su quella che deve essere la struttura futura, in grado di far crescere le aziende italiane e portarle a concorrere sul mercato europeo. Sono questi gli obiettivi, chiarissimi, che si è fissato di raggiungere Francesco Colucci non appena insediatosi alla presidenza nazionale di Conftrasporto.

Autotrasporto in grave crisi,
la Cna-Fita emiliana rompe il patto

“Accordi non rispettati, si rompe il patto”. È questo il titolo del comunicato stampa con cui la Cna-Fita dell’Emilia-Romagna torna sul piede di guerra. “Il settore dell’autotrasporto merci”, si legge nella nota consultabile anche sul sito internet dell’associazione, “continua a non vedere vie d’uscita da una crisi che non ha precedenti e che costringe le imprese dell’autotrasporto a fronteggiare quella che si può ben definire una vera a propria emergenza, chiamate come sono a recuperare competitività ed abbattere costi. Per farlo occorrono però strumenti legislativi adeguati; ma questi, nonostante l’accordo sottoscritto a giugno 2010 e gli impegni assunti dal Governo, mancano”. Continua a leggere

Auto elettrica? Compriamola,
a patto che sia bella e alla moda

Spesso se ne parla, e viene indicata come una delle soluzioni migliori per risolvere molti dei mali – soprattutto quelli ambientali – legati al trasporto. Ma lei, l’auto elettrica, stenta a decollare. Ora però le cose sembrano cambiare. Anche gli italiani, probabilmente stanchi per l’inquinamento, i costi del carburanti e le limitazioni al traffico, buttano più di un occhio all’auto “alternativa”. Basta che sia facile da ricaricare, accessibile economicamente ed esteticamente piacevole: un’auto “di moda”, insomma, capace di fare tendenza. Continua a leggere