Autorità di regolazione dei trasporti, chi dovrà “mantenerla”? Al via la consultazione

Quanto dovrà pagare (sempre che debba farlo…) il mondo dell’autotrasporto per “mantenere”  uffici, dirigenti e altri dipendenti dell’Autorità di regolazione dei trasporti, noto anche come Art, “carrozzone” più volte messo sul banco degli imputati dai rappresentanti della categoria più che convinti che non sia giusto pagare un servizio che non deve essere effettuato? Continua a leggere

L’autotrasporto non deve pagare l’Autorità dei trasporti: lo conferma il Tar del Piemonte

Le aziende dell’autotrasporto non devono pagare contributi all’Autorità di regolazione dei trasporti. Lo ha ribadito il Tar del Piemonte che “ha confermato l’illegittimità della richiesta del contributo effettuata dall’Authority nei confronti delle imprese di trasporto merci per gli anni 2015 e 2016 annullando le relative delibere. Per quanto riguarda il 2017”, spiega Conftrasporto, “il Tar aveva già provveduto all’annullamento della relativa delibera grazie a un ricorso presentato dalla Fai-Conftrasporto”.  Continua a leggere

Piccole imprese di trasporto costrette a pagare le tasse che prima pagavano solo le “grandi”

“Giù le mani dalle imprese, l’autotrasporto ha già dato”. Solo una manciata di parole ma più che sufficienti nella loro sintetica chiarezza a far capire, in modo inequivocabile, la risposta del mondo dell’autotrasporto alla decisione dell’Autorità di regolazione dei Trasporti di abbassare la soglia del fatturato oltre la quale le imprese del settore dovranno versare un contributo annuale del 6 per mille per il funzionamento del garante. Una manovra compiuta il 1°febbraio quando con una delibera la soglia di fatturato minimo assoggettato al contributo è diventato di 5 milioni di euro, contro i 30 milioni di appena un anno fa, fissando il termine per il versamento al 28 aprile di quest’anno. Continua a leggere

A cosa serve l’Autorità di regolazione dei trasporti? “Una gabella inutile”

Autorità di regolazione dei trasporti. Chi era costei? E, soprattutto, per quale scopo era stata creata e a cosa serviva? Forse solamente per prelevare nuovo denaro, sotto forma di nuove tasse, dalle tasche degli autotrasportatori italiani come se la categoria non avesse già dato abbastanza? A porre la domanda, intervenendo al convegno “L’Italia disconnessa” organizzato a Roma da Confcommercio, è stato il segretario nazionale di Conftrasporto, Pasquale Russo, che nel sottolineare come l’Autorità abbia reso obbligatori nuovi contributi per quelle imprese che superano una certa quota di fatturato, si è domandato (e soprattutto ha domandato al Governo) “c’era davvero bisogno di una nuova gabella? E se sì, è possibile sapere almeno come vengono utilizzati i soldi incamerati?”. Continua a leggere

Authority dei trasporti, Anita contesta il contributo richiesto a trasporti e logistica

“L’Autorità di regolazione dei trasporti ha avviato le procedure per la richiesta del contributo di finanziamento, includendo anche le imprese del settore dei trasporti e della logistica, ma la richiesta è ingiustificata, almeno secondo Eleuterio Arcese, presidente di Anita ( l’associazione nazionale delle imprese di autotrasporto merci e logistica che dal 1944 rappresenta le più grandi imprese del settore, in Italia e in Europa. e che aderisce a Confindustria) che in un comunicato stampa ha sottolineato come “il settore è già “regolato” da organismi quali l’Albo degli autotrasportatori e l’Antistrust, ai quali peraltro è dovuta una contribuzione annua.” Continua a leggere

Scelta civica: “All’Italia serve subito l’Autorità di regolazione dei trasporti”

“È trascorso oltre un anno e mezzo da quando il  Governo, con il cosiddetto decreto Salva Italia, aveva previsto l’istituzione dell’Autorità di regolazione dei trasporti, ma l’Italia è ancora priva di un’agenzia indipendente in grado di disciplinare questioni economicamente molto sensibili, dall’accesso a condizioni eque per tutti gli operatori alla rete infrastrutturale, alla fissazione delle tariffe dei canoni e dei pedaggi, alla vigilanza sulla qualità dei servizi in modo che sia garantita una concorrenza su basi paritarie tra operatori. L’attuale esecutivo ha un solo modo per rimediare e fare definitivamente chiarezza, contribuendo a salvaguardare, nell’interesse degli utenti e del mercato, la trasparenza e la concorrenzialità dei mercati nel settore dei trasporti: provvedere subito alla nomina dei componenti dell’Autorità, senza ulteriori e incomprensibili indugi”. Continua a leggere