Cavalcavia crollato ad Annone Brianza, la colpa è un po’ di tutti. Ma non su tutto si è indagato…

Tutto come previsto. Le responsabilità del collassamento del ponte avvenuto il 28 ottobre 2016 ad Annone Brianza, in provincia di Lecco, che aveva causato la morte di un uomo e il ferimento di altre sei persone, sono di tutti: del dirigente della Provincia, del responsabile del servizio concessioni e del capocentro manutenzioni dell’Anas. Ma i periti avanzano ipotesi che, se accolte, coinvolgerebbero anche il conducente dell’automezzo pesante che in quel momento si trovava ad attraversare il cavalcavia e che ha operato nel rispetto delle norme vigenti dopo essere stato regolarmente autorizzato. Chi scrive quel giorno, attorno alle 15 circa, al volante della sua auto aveva percorso proprio quel tratto di strada e può testimoniare che sul luogo vi erano una pattuglia della Polizia e alcuni addetti dell’Anas che stavano effettuando – questa era stata almeno la nettissima sensazione – delle verifiche, tanto che le corsie erano ridotte da due a una. Da allora più volte è tornata alla mente la  prima considerazione  avanzata, giustamente, dai rappresentanti delle associazioni dei trasportatori di Lecco: “perché non è stato bloccato il traffico pesante se esistevano dubbi sulla tenuta del manufatto”? Già, gran bella domanda. Continua a leggere

I trasportatori aspettano il Governo alla resa dei conti. Che purtroppo troppo spesso non tornano

Ci sono decisioni che non si vorrebbe mai prendere ma che si è costretti ad adottare. È accaduto di doverlo fare a Unatras, associazione che raggruppa oltre alle federazioni aderenti a Conftrasporto anche le rappresentanze dell’artigianato che compongono Rete Imprese Italia,  obbligata ancora una volta, purtroppo, ad assumere iniziative di denuncia nei confronti di chi non perde occasione per sconfessare dati sui quali ogni anno si costruisce un’intesa con il settore. I dati sono quelli delle risorse per le spese non documentabili  per le imprese artigiane. Un fatto appariva incontestabile: i destinatari della misura sono diminuiti. Bastava guardare i numeri forniti dal  Comitato centrale dell’Albo dell’autotrasporto per comprendere come le imprese  monoveicolari si fossero ridotte. Continua a leggere

Via della Seta, se l’Italia non si muove rischia di trasformare un’opportunità in un pericolo

Può un’opportunità di crescita economica trasformarsi in una brusca frenata, una sicurezza di avere prospettive positive in un rischio di nuove difficoltà? Apparentemente  potrebbe sembrare un “non sense”, ma rischia di non esserlo. Una riflessione che merita d’essere fatta anche su opportunità che, sulla carta, appaiono fantastiche. Come per esempio l’idea del presidente Xi Jinping di realizzare, con il mega progetto infrastrutturale della nuova via della Seta, l’incontro tra Oriente e Occidente, dando vita a un nuovo ciclo di sviluppo economico che consentirà alla Cina di trarre evidenti benefici. Un progetto che prevede sei corridoi  destinati a congiungere le due economie oggi lontane e  che poggia su solidissime basi: per la gestione finanziaria esiste l’Asian International Infrastrutture Bank, di cui fanno parte 58 nazioni, e in prima battuta è previsto un finanziamento di 47 miliardi di dollari. L’Italia, che ha giustamente aderito a tale evoluzione, è interessata per i traffici che entreranno nell’area mediterranea ma cosa ha fatto fino a oggi per farsi trovare pronta all’appuntamento? Poco, anzi quasi nulla.  Continua a leggere

C’è solamente un sistema per far ripartire l’Italia: un’unica guida per i trasporti

La politica dei trasporti è un sistema, termine che, vocabolario alla mano, significa “insieme di elementi coordinati tra loro in una unità funzionale“. Poche parole ma più che sufficienti a far comprendere come senza coordinamento non esista sistema e come senza quest’ultimo non possa esserci funzionalità. In altre parole, se l’Italia non imparerà, e subito, a fare sistema nei trasporti non potrà esserci speranza di far ripartire il Paese, il lavoro, l’economia. E nessuno, a meno che non voglia passare per un totale incapace, potrà venire a parlarci di ripresa senza sistema. Concetti, spiegati in più occasioni e in modo chiaro da Conftrasporto, che non dovrebbero essere difficili da comprendere e fare propri. Cosa che purtroppo non è avvenuta. Qualche timida risposta è giunta per il sistema portuale, con una soluzione che però è la risultante di mediazioni.  Continua a leggere

Contratto europeo per l’autotrasporto, facciamolo subito o sarà troppo tardi

Dopo Italia, Francia, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Lussemburgo, Norvegia e Svezia anche l’Olanda è scesa in campo per ostacolare, in tema di lavoro e di cabotaggio, possibili forme di dumping sociale e di abusivismo. Il Governo dei “tulipani” ha infatti seguito l’esempio dei ministri dei Trasporti di altri nove Paesi della zona euro facendo sottoscrivere al proprio rappresentante il documento definito “Alleanza stradale” voluto dall’Europa per garantire più numerosi ed efficaci controlli nel trasporto su strada. Ma l’Olanda ha fatto anche di più, non mostrandosi certo titubante nell’assumere nuove disposizioni: una nuova legge prevede infatti che anche colui che ha richiesto il trasporto potrà essere chiamato nella corresponsabilità se il datore di lavoro non risulterà in linea con gli standard salariali dei quali i conducenti hanno diritto. Un nuovo “segnale forte” capace di far svoltare anche l’Italia? Che sia la volta buona per attendersi finalmente un mutamento di atteggiamento anche su strade e autostrade del Belpaese? Continua a leggere

Intermodalità nei trasporti, chi va da solo per la sua strada vuol vincere per se o per tutti?

Probabilmente non sono molti coloro che sentivano il bisogno di avere un’ulteriore rappresentanza nel mondo del trasporto e della logistica, ma ciononostante da qualche giorno è nata una nuova associazione per tutelare l’intermodalità sostenibile, tema già al centro di progetti per far accelerare  le connessioni fra asfalto, rotaia e autostrade del mare. Una nuova associazione nata per colmare una lacuna lasciata da altri oppure più semplicemente varata con altri obiettivi? Continua a leggere

Palenzona: “È l’ipocrisia di chi non vuol vedere cosa accade sui Tir a uccidere sulle strade”

PALENZONA 1“Lo sfruttamento dei più deboli ai fini di speculazione rende insicure le nostre strade, se non si vuole che pratiche di mercato scorrette scaccino gli operatori sani bisogna finirla con l’ipocrisia. Esistono costi incomprimibili, come quelli per il gasolio e le autostrade, il personale, con orario di lavoro e riposi, l’ammortamento gomme e la manutenzione, i cui minimi vanno riconosciuti: perché sotto un certo livello non si ottimizza  ma si è corresponsabili del disastro annunciato. Non si può continuare ad affrontare problemi seri e strutturali solo in occasione di tragedie  e dopo un po’ dimenticarsene, senza che, oltre allo sdegno, nessun reale cambiamento si verifichi”.  Continua a leggere

Il Piano del ministro Calenda contiene un errore o prende in giro gli autotrasportatori?

Il “Piano industria 4.0” varato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda per rilanciare gli investimenti contiene un errore, dovuto a una banale disattenzione, e che potrà dunque essere corretto? È quanto si augurano i responsabili delle case costruttrici di autoveicoli e delle imprese di autotrasporto, altrimenti penalizzati dalle norme presenti nel piano da 13 miliardi di risorse pubbliche per attivare investimenti innovativi con incentivi fiscali. Già, perché nel programma di interventi, nel “capitolo” dedicato alla proroga della possibilità, attualmente prevista, di mantenere la percentuale di ammortamento al 140 per cento per gli investimenti in veicoli pesanti, qualche tecnico ha deciso di prevedere la riduzione dell’aliquota al 120 per cento.  Continua a leggere

Nel libero mercato dei trasporti la concorrenza e la sicurezza devono avere un valore diverso

La tragedia che pochi giorni fa è costata la vita a un padre di famiglia, travolto e ucciso da un camion davanti a un’azienda di Piacenza, obbliga tutti a compiere delle riflessioni su come sia sempre più indispensabile coniugare competizione e sicurezza, guadagno economico e risparmio di vite umane. Per Conftrasporto non è un tema nuovo: molte delle normative esistenti che riguardano il mondo dei trasporti, siano essi di merci o di persone, calcolano il valore di un’attività e quella di una vita umana, e questo proprio grazie anche alle battaglie combattute dalla federazione. Continua a leggere

I controlli antiterrorismo non devono alzare nuovi muri che paralizzano i trasporti in Europa

Quanto verificatosi nei giorni scorsi, con file di auto e mezzi pesanti lunghe 15 chilometri a Dover per paura di un possibile attentato terroristico su uno dei traghetti che attraversa la Manica, pauroso ingorgo creato dai controlli delle forze dell’ordine francesi, deve indurre a riflessioni e iniziative rapide da parte dei “decisori” della politica europea. Perché quelle immagini non possono non preoccupare coloro che hanno l’onere di assicurare la libera circolazione delle merci; perché dopo la Brexit il rischio che si faccia strada la politica di rinnegare il trattato di Schengen è dietro l’angolo; perché tutto quanto sta accadendo lascia trasparire quello che potrebbe rapidamente  accadere qualora Germania, Francia e Austria, nel tentativo di rispondere alle paure dei propri cittadini, introducessero veri e propri muri di auto e Tir creati da controlli del tipo di quelli adottati dalla Francia e che hanno paralizzato l’uscita dall’Inghilterra. Senza dimenticare l’ondata d’immigrati che in questo caso rischierebbe di scaricarsi tutta sul nostro Paese. Continua a leggere