Delocalizzazione, e-commerce: il Coronavirus ci fa scoprire che avevamo preso strade sbagliate?

A volte accadono fatti imprevisti, perfino inspiegabili, che portano a vedere le cose sotto un diverso punto di vista, mai preso in considerazione prima. Fatti inattesi che fanno mettere sotto un microscopio cose che fino a ieri, viste a occhio nudo, senza preoccuparsi troppo di “ingrandirle”, apparivano assolutamente normalissime, giuste, perfette. L’epidemia di Coronavirus è una di queste. Continua a leggere

Far rientrare le aziende fuggite dall’Italia? Sì, ma pensiamo anche a far uscire le nostre merci…

L’intenzione del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli di voler favorire il “reshoring” per riportare in Italia la produzione di imprese che in questi anni hanno delocalizzato la propria attività all’estero è probabilmente positiva. Ma potrà funzionare? Quella possibile manovra, riassunta in un solo sostantivo inglese che indica un possibile controesodo dell’economia italiana e che il Governo pensa di far partire attraverso l’introduzione di agevolazioni, di riduzioni dei costi sopportati dalle imprese nazionali che perdono competitività proprio in ragione di un costo del lavoro insostenibile sui mercati internazionali, di un pesantissimo carico fiscale, di una macchina burocratica che ogni giorno “divora” milioni di euro, potrà davvero riportare nel Belpaese una fetta di “Made in Italy” fuggita perché spaventata da come viene guidato il Paese e, con essa, investimenti e posti di lavoro? Continua a leggere

Servizi di trasporto: c’è chi va per la propria strada e chi si unisce al servizio di tutti

Era stato indicato chiaramente fin dalla sua costituzione: la nuova rappresentanza del mondo dei servizi di trasporto all’interno di Confcommercio partiva da un’idea ben precisa, quella di dare forza al settore del trasporto e della logistica, come risposta agli interessi del Paese, attraverso un cammino associativo frutto di condivisione di progetti, diversi fra loro e con differenti interlocutori, ma uniti da un obiettivo comune da raggiungere: aiutare il Paese a crescere facendo sistema. Un esempio da “costruire”, un traguardo raggiungibile solo unendo le forze di persone capaci di guardare non solo al “proprio orticello”. Un’impostazione, quella individuata fin dalla partenza, che sta incontrando l’interesse delle imprese di diversi settori. Come testimonia un nuovo importante passo in avanti compiuto con la decisione di Federagenti Continua a leggere

L’economia italiana si è fermata e le bugie dalle gambe corte non la faranno ripartire

Ora che gli ultimi dati sulla situazione economica del Paese hanno certificato che ormai stiamo passando dalla fase di stagnazione a quella della recessione si può affermare che un partito della maggioranza che governa il Paese ha raggiunto pienamente il proprio obiettivo: la decrescita felice è diventata realtà. Una triste realtà: chi l’ha voluta sarà felice, ma milioni d’italiani sicuramente molto meno. La responsabilità non è però solo dei “grillini”: anche chi oggi continua a consentire ai sostenitori di questa teoria economica regressiva di poter fermare l’intero Paese non è esente da colpe, “complice” del vero e proprio dramma che le imprese e i cittadini vivono e che è ormai inequivocabile. Eppure abbiamo esponenti di governo che parlano di situazione temporanea e di rimbalzi Continua a leggere

Divieti al traffico? Se la politica sa fare solo questo forse è meglio che l’Italia cambi strada

Da qualunque parte ci si giri e qualsiasi argomento si affronti, accade sempre più spesso di trovarsi di fronte a una norma che vieta. Emanata dalla magistratura, dalla politica, dalla burocrazia: chi detiene anche solo un po’ di potere, forse per dimostrarlo meglio, vieta. Basti pensare al caso Ilva, o ai divieti di circolazione stabiliti dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti i cui responsabili continuano a non comprendere che più aumentano i giorni di divieto e più cresce la quota giornaliera dei mezzi che si muovono sulle strade. Continua a leggere

Autotrasporto, le manovre del Governo seguiranno le strade tracciate nell’accordo ?

Sono sempre più numerosi gli operatori dell’autotrasporto che hanno iniziato a domandarsi cosa potrà succedere nella fase finale dell’approvazione della Manovra di bilancio. Le domande più insistenti riguardano fondamentalmente due aspetti: i trasferimenti delle risorse, che oltre ai rimborsi per le accise sul gasolio comprendono anche l’avvio del fondo per la sostituzione dei veicoli più vecchi e inquinanti, e l’emanazione delle normative relative alle regole. Continua a leggere

Divieti al Brennero, tasse sui porti: troppi indizi fanno una prova. L’Europa vuole isolare l’Italia?

Si è parlato, anche se per la verità meno di forse quanto si sarebbe dovuto, dell’intesa raggiunta dal mondo dell’autotrasporto con il ministro per le Infrastrutture e i trasporti Paola De Micheli che ha impedito la realizzazione del fermo dei tir. Un’intesa che ha portato a soluzioni soddisfacenti per la parte dei problemi economici (sempre che il Parlamento non stravolga gli accordi che il settore terrà comunque “sorvegliati” e per i quali confida comunque sull’impegno del ministro) lasciando ancora aperte invece le questioni relative alle regole oltre a tre aspetti non certo di secondaria importanza: i divieti al valico del Brennero arbitrariamente imposti dall’Austria in barba ai più elementari diritti di far circolare nel vecchio continente uomini e merci; la decisione della Comunità europea di chiedere l’applicazione di tasse demaniali sulle attività portuali; le pesanti conseguenze che si abbatterebbero sulle imprese, non solo di trasporto ma soprattutto sui committenti, qualora fosse approvato nel testo originale l’articolo 4 del Disegno di legge n.124 che introduce nell’ordinamento civilistico la figura del “sostituto del sostituto di imposta”. Continua a leggere

Lo scontro autotrasportatori-governo è stato evitato grazie a un “carico” di impegni precisi

Lo scontro non c’è stato, il confronto si. E soprattutto ci sono stati impegni ben precisi presi, davanti ai rappresentanti di Unatras, dal ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Paola De Micheli. Impegni, messi nero su bianco in un verbale d”intesa, che prevedono una retromarcia del Governo sui tagli alle risorse destinate all’autotrasporto, compresa la temutissima cancellazione dei rimborsi sulle accise per il gasolio destinata a mettere in ginocchio migliaia d’imprese d’autotrasporto italiane non più competitive sul mercato europeo; impegni che fissano una consultazione mensile fra ministero e rappresentanti del settore per la trattazione di punti altrettanto importanti. È grazie a questi impegni, frutto di un confronto a lungo invocato dal mondo dell’autotrasporto e finalmente “arrivato”, che, seppure all’ultimo istante, è stato possibile evitare un fermo nazionale dell’autotrasporto. Continua a leggere

Viaggio attraverso l’Italia senza camion: un video mostra i disastri provocati da un fermo dei tir

Far comprendere al Paese il ruolo indispensabile del mondo dell’autotrasporto e della logistica nella vita di tutti i giorni che, senza il trasporto su gomma, potrebbe diventare nel giro di poche ore difficilissima, nello spazio di pochi giorni addirittura un incubo. È questo lo scopo del video  realizzato da Scania Italia (cliccate qui per vederlo) proiettato  domenica al Brixia Auditorium di Brescia nel corso dell’assemblea della Fai, federazione autotrasportatori italiani, davanti a una platea gremita di autotrasportatori pronti ad aderire all’eventuale fermo nazionale che potrebbe essere confermato il 15 novembre nel caso l’incontro fra rappresentanti della categoria e il ministro Paola De Micheli non dovesse dare le risposte che la categoria attende ormai da troppo tempo. Continua a leggere

Fermo dei Tir, c’è una sola strada per fermarlo. Ma c’è ancora tempo per percorrerla? 

Era fin troppo facile prevedere che senza un intervento risolutivo e immediato nel mondo dell’autotrasporto, letteralmente “travolto” da mesi da un carico di problemi irrisolti, si sarebbe avviata una fase di non facile gestione per tutti. Cosa che si è puntualmente verificata con l’annuncio di un fermo nazionale da parte di Unatras che ha spinto il ministro alle Infrastrutture e ai trasporti Paola De Micheli a convocare per il 14 novembre le federazioni dell’autotrasporto. La classica azione che, nel gergo calcistico, veniva definita “in zona Cesarini”, a partita ormai  quasi scaduta, quando ormai resta solo poco tempo per recuperare. Nello “scontro” con il mondo dell’autotrasporto (provocato proprio dalla mancanza di volontà di confermare un “ incontro” richiesto ripetutamente) il Governo riuscirà a raddrizzare il risultato? Continua a leggere