Super ammortamento cancellato per i camion? Con una sola manovra il Governo delude tutti

La bontà di una decisione può essere giudicata dal numero di condivisioni o contestazioni che quella stessa scelta provoca? Spesso sì. Se è contestata da quattro gatti non c’è certo troppo da preoccuparsi, ma se l’insurrezione è generale meglio farsi un bell’esame di coscienza. A giudicare dalla “rivolta” che ha scatenato la semplice eventualità che non venga  rinnovato il  super ammortamento per i veicoli industriali nella Legge di Stabilità 2018 c’è da ritenere che il Governo una riflessione la faccia in fretta e furia. Già, perché a “rivoltarsi” contro questa possibilità è l’intero mondo del trasporto Continua a leggere

Super incentivi per Tir meno inquinanti, Unrae chiede al Governo di accelerare invece di frenare

“Occorre rendere strutturali i finanziamenti destinati al rinnovo del parco circolante, partendo proprio dal rinnovo pluriennale del super ammortamento, della legge Sabatini e dei fondi per gli investimenti nell’autotrasporto. Anche nei nostri recenti incontri con le istituzioni abbiamo sostenuto l’importanza di questi strumenti senza i quali è fin troppo facile prevedere un rallentamento del rinnovo del parco mezzi pesanti, compromettendo la realizzazione di un sistema di trasporti dotato di maggior sostenibilita’ ambientale e sicurezza”. A scendere in campo contro il pericolo di una possibile esclusione dei veicoli strumentali all’attività di impresa dalle categorie per cui sarà possibile ricorrere al super ammortamento, manovra già bollata come un “imperdonabile errore” dal presidente nazionale di Fai Conftrasporto Paolo Uggè e bocciata anche dal presidente di Anita Thomas Baumgartner, è Franco Fenoglio, presidente della sezione veicoli Industriali di Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere.   Continua a leggere

Super ammortamento negato ai veicoli per il trasporto merci? Uggè: “Un gravissimo errore”

L’eventuale esclusione dei veicoli strumentali all’attività di impresa dalle categorie per cui sarà possibile ricorrere al super ammortamento costituirebbe non solo una grave penalizzazione per il settore ‘automotive’ nazionale e per le imprese dell’autotrasporto e della logistica, ma anche un danno per la competitività trasversale del tessuto imprenditoriale del Paese.  Il super ammortamento ha contribuito in maniera determinante all’incremento delle immatricolazioni dei veicoli industriali negli anni 2016 e 2017 con conseguenti effetti positivi per la collettività, anche in termini di sicurezza e tutela dell’ambiente”. Continua a leggere

I giovani non guidano più i Tir? “Il Governo ci aiuti a ricreare interesse per questo lavoro”

I camion per viaggiare hanno bisogno di manutenzione, spesso di pezzi di ricambio per il motore. Ma sempre più spesso hanno anche bisogno di “ricambi” in cabina di guida, di nuovi conducenti che possano sostituire la “vecchia guardia”. Già, perché nonostante possa apparire incredibile, soprattutto in un periodo di crisi con fiumi di disoccupati, il mondo dell’autotrasporto fatica a trovare giovani da assumere, pur offrendo condizioni economiche tutt’altro che da “buttare, visto che si parla di cifre che si aggirano sui 2000 euro al mese. Continua a leggere

Burocrazia folle: cinque chili di documenti per effettuare un solo autotrasporto merci

La carta può pesare pochissimo. Oppure moltissimo. La montagna di carte, del peso di quasi 5 chilogrammi, che Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, ha esibito a Villa d’Este a Cernobbio, teatro del terzo Forum della principale associazione del mondo dell’autotrasporto organizzato da Confcommercio Imprese per l’Italia, pesa come un macigno sull’attività di chi trasporta merci, e in particolare di chi si occupa di trasporti eccezionali. Già perché quelle centinaia di fogli sono la “zavorra che un autotrasportatore alla guida di un carico eccezionale deve produrre  per attraversare le province della Lombardia” ha tuonato Paolo Uggè. Continua a leggere

Infrastrutture, è una corsa contro il tempo. E l’Italia corre con una palla al piede

Per costruire un’Italia che possa essere competitiva con gli altri Paesi nel trasporto delle merci occorre saper unire e lavorare diverse “materie prime”: alcune tangibili, che si possono toccare, come lo sono strade, porti, ferrovie, realizzati con cemento, ferro, asfalto. Altre decisamente più astratte, che non si possono “vedere”. Come può essere il tempo. È proprio quest’ultima è la “materia” diventata  più preziosa per l’Italia, per colpa dei decenni persi senza saper o voler  ridisegnare la mappa delle infrastrutture e della logistica del nostro Paese, senza riuscire incredibilmente a  comprendere l’importanza strategica e vitale di creare una rete di interconnessioni fra asfalto e mare, rotaia e aerei. Tempo che l’Italia oggi non può più permettersi di sprecare, se non vuol correre il pericolo, drammaticamente elevato, di restare esclusa dai traffici del terzo millennio. Continua a leggere

L’autotrasporto italiano rischia di scomparire spazzato via dalla concorrenza straniera

L’autotrasporto italiano rischia di scomparire spazzato via dalla concorrenza straniera? È una previsione purtroppo realistica quella fatta da Mariano Bella, direttore dell’Uffici studi di Confcommercio, che aprendo i lavori del terzo Forum Internazionale in corso a Villa d’Este a Cernobbio ha esibito i numeri di quella che rischia di essere davvero la cronaca di una morte annunciata per un settore, come quello dell’autotrasporto appunto, da troppi anni soffocato dal peso del fisco e della burocrazia e indifeso dalla concorrenza sleale straniera proveniente soprattutto dai Paesi dell’est. 

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I porti sono le valvole cardiache dei trasporti. Se non funzionano, l’economia è a rischio infarto

“Nell’evoluzione dei rapporti tra modalità di trasporto, sarà la relazione fra navi e tir, con “il mare che alimenta la gomma e la gomma che contro-alimenta il mare” a essere decisivo con “un ruolo strategico della portualità nel quadro del rafforzamento del sistema trasportistico nazionale. Perché i porti sono le valvole cardiache che garantiscono l’afflusso di beni nel Paese; se i porti offrono servizi efficaci ed efficienti il sistema funziona e i trasporti diventano il volano degli scambi commerciali; se ciò non avviene essi si trasformano in trombi e il sistema ne soffre”. Ad affermarlo, indicando (a un Paese che dovrebbe in realtà esserne già da sempre consapevole, visto che lo “stivale” è “naturalmente” una piattaforma logistica al centro del Mediterraneo) la rotta da seguire  per far crescere l’industria dei trasporti merci, è un nuovo studio: l“Analisi e previsioni per il trasporto merci in Italia” realizzato da Confcommercio Imprese per l’Italia e presentato a Villa D’Este a Cernobbio, sul lago di Como, in occasione del terzo Forum Internazionale di Conftrasporto. Continua a leggere

Giungla d’asfalto? Macché. È la giungla degli uffici pubblici a fermare i trasportatori

Fare i conti con la giungla d’asfalto, per chi lavora nel settore dell’autotrasporto merci, è già di per sè un’impresa ai confini dell’impossibile, con infrastrutture spesso inadeguate e limiti alla circolazione che aggiungono ostacoli a ostacoli. Ma non basta: a tutto questo va aggiunta la giungla amministrativa nella quale chi si occupa di trasporti deve muoversi. Un autentico labirinto in cui perdersi e, soprattutto, perdere giornate di lavoro: basti pensare che il numero di giornate che in media le imprese italiane dedicano al completamento degli adempimenti amministrativi è del 52 per cento superiore a quello medio del complesso dei principali competitor del Paese. Continua a leggere

Miliardi di tonnellate di merci perse per strada dall’Italia richiedono subito queste “correzioni”

Una lunga lista di “correzioni”. È quella che i rappresentanti di Confcommercio Imprese per l’Italia, riuniti a Villa d’Este a Cernobbio, sul lago di Como, per il terzo Forum Internazionale di Conftrasporto, hanno sottoposto all’attenzione del Governo e dell’intero Paese per cancellare i troppi “difetti” che ancora frenano un settore importante come quello dell’autotrasporto italiano. Un settore che sul mercato estero ha registrato negli ultimi anni un crollo verticale, con una perdita di 25 miliardi di tonnellate-chilometro sui traffici internazionali dove oggi  le imprese made in Italy “valgono”  solo poco più di 11 miliardi di euro. Una serie di “priorità”, elencate nel documento “Analisi e previsioni per il trasporto merci in Italia”, che partono da una richiesta gridata da anni ai quattro venti ma spessissimo inascoltata: quella di puntuali controlli su strade e autostrade, ma anche negli uffici delle aziende, per fermare la concorrenza sleale. Continua a leggere