Tir che trasportano merci pericolose, chiesto il divieto al transito anche al Passo del Sempione

“Basta camion con merci pericolose attraverso il Passo del Sempione, l’unico passo alpino svizzero dove sia permesso il trasporto di merci tossiche.” Ad avanzare la richiesta sono i responsabili di ‘Iniziativa delle Alpi’, l’associazione svizzera costituitasi nel 1989 per difendere l’ambiente alpino. ”I trasferimenti sono fortemente aumentati negli ultimi anni: erano solo un paio di centinaia nel 2000, mentre oggi sono più di 10 mila”, denunciano i responsabili dell’associazione che chiedono la chiusura ai Tir carichi di merci tossiche anche attraverso il passo internazionale che collega la Val d’Ossola al Canton Vallese, con punto d’arrivo le industrie chimiche del Canton Vallese e della regione del lago Lemano, e questo in considerazione del fatto che “troppe merci pericolose salgono ai 2000 mila metri del Sempione con c’è il rischio di gravi incidenti” . Continua a leggere

Stop a divieti e burocrazia: solo così il governo non fermerà il cammino del nostro Paese

Da una parte l’esigenza di far diventare il settore dell’autotrasporto più competitivo, dall’altra un’overdose di divieti che frenano la corsa verso la competitività: questo è un controsenso ed è un esempio di come l’Italia debba cambiare strada se vuole davvero dare un futuro alle proprie imprese, e non solo dell’autotrasporto, se vuole garantire lavoro a moltissimi giovani che proprio nell’autotrasporto possono trovare la propria strada professionale. Perché il mondo dell’autotrasporto italiano può rappresentare il futuro per molti giovani, per molte famiglie. A condizione però che la classe politica sappia eliminare molti ostacoli sulla strada di chi lavora, che sappia eliminare quel sovraccarico di burocrazia che è il vero freno per l’intero Paese. Continua a leggere

Brennero, oltre al blocco c’è il peso dei Tir stranieri: uno su due non è né tedesco né italiano

“L’ennesimo blocco praticato dall’Austria rischia di mettere definitivamente ko buona parte delle 90mila aziende italiane” dell’autotrasporto. Lo spiega la Cgia di Mestra in un comunicato nel quale viene esaminato lo stop ai Tir sul Brennero. Una “decisione unilaterale presa dal governo del Tirolo che rischia”, secondo la Cgia, “di provocare non pochi disagi, non solo agli autotrasportatori italiani”. Perché, numeri alla mano, il peso degli stranieri sta aumentando sempre più. Gli ultimi dati Eurostat, spiega il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo, “ci dicono che il peso dell’autotrasporto proveniente dai paesi terzi ha raggiunto livelli impressionanti. Nel traffico bilaterale Germania-Italia, ad esempio, raggiunge addirittura il 48,7 per cento. Ciò vuol dire che quasi la metà dei transiti dei mezzi pesanti tra questi due paesi sono ad appannaggio di vettori che non sono né italiani né tedeschi, ma, in particolar modo, polacchi”.  Continua a leggere

Fai Emilia, una sola grande “casa” per le imprese di autotrasporto di Parma, Piacenza e Reggio

Fai Parma, Fai Piacenza e, a breve, Fai Reggio Emilia. Il “viaggio” intrapreso dalla Federazione autotrasportatori italiani in Emilia per costruire una grande casa degli autotrasportatori associati è partito solo nel novembre 2017 ma ha già percorso un importantissimo tratto di strada. Fino a far “coabitare” i rappresentanti di tre province diverse. Un traguardo (ma allo stesso tempo un punto di “partenza”) che verrà celebrato sabato 14 aprile con l’inaugurazione ufficiale dell’associazione Fai Emilia, federazione autotrasportatori per l’Emilia, a Villa Castellina, a Castellina di Soragna in provincia di Parma. Un traguardo importante, sottolineato anche dalla presenza all’evento del presidente della Fai nazionale, Paolo Uggè e del segretario generale Andrea Manfron che hanno accolto l’invito rivolto dal presidente di Fai Emilia, oltre che vicepresidente nazionale, Leonardo Lanzi. Continua a leggere

Tir vietati sulla statale del Brennero e pedaggi più cari sulla A22? Uggè frena Kompatscher

“Le dichiarazioni di Kompatscher, oltre ad apparire in contrasto con il quadro giuridico della materia, mi sembrano anche inopportune, soprattutto perché la Provincia di Bolzano è tra i soci dell’Autostrada del Brennero per cui l’eventuale aumento del pedaggio andrebbe certamente a beneficio della Provincia stessa. Che non sia un modo per fare cassa?”. Lo dichiara il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè in merito alle proposte del presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, che vorrebbe aumentare il pedaggio sulla A22 e vietare la circolazione ai Tir sulla statale del Brennero. Continua a leggere

Costi d’esercizio dell’autotrasporto, il Governo torni a pubblicare i valori di riferimento

Il Ministero dei Trasporti deve tornare immediatamente a pubblicare i valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio dell’autotrasporto, nella prima dettagliata versione in vigore nel 2015, per garantire necessari livelli di sicurezza della circolazione stradale, regolarità e trasparenza nei servizi di trasporto”. A chiederlo a gran voce è la presidenza di Unatras che si è rivolta al Governo e al ministro dei Trasporti in carica, seppur uscenti, perché si adoperino prontamente la ripubblicazione, definita dai vertici di Unatras “un primo passo indispensabile per il settore”. Continua a leggere

Export italiano a rischio se il Governo non farà cancellare i divieti ai Tir al Brennero

Le limitazioni al transito dei tir lungo la direttrice del Brennero imposte dall’Austria  danneggiano non solo l’autotrasporto ma tutto l’export italiano. A denunciarlo è il coordinamento unitario delle associazioni italiane dell’autotrasporto (Confartigianato Trasporti, Fai, CnaFita, Assotir, Fiap, SnaCasa, Unitai) che ha chiesto al Governo italiano di reagire con decisione in tutte le sedi per tutelare le imprese italiane contrastando le barriere unilaterali imposte dall’Austria alla circolazione nell’arco alpino. Continua a leggere

Lotta all’inquinamento, c’è chi “gioca sporco”.  E a pagarne le spese è il solo autotrasporto

La salvaguardia dell’ambiente diverrà sempre più dominante nelle scelte che i governi saranno chiamati ad assumere. La tutela del pianeta è divenuto un obiettivo che è presente in ogni dichiarazione di tutti i rappresentanti del mondo politico e delle istituzioni. Spesso però sulla difesa della natura si gioca sporco, tanto da utilizzare un nobile scopo come quello d’impedire l’inquinamento per pure battaglie economiche. Più che a una cultura ecologica ci troviamo di fronte a calcoli sui ricavi e sui guadagni, alla competitività. e alle montagne di euro che ne derivano. Il verde che domina, in altre parole,  non è tanto quelle dei prati e delle foreste, ma quello delle banconote da 100 euro. Un esempio evidente di “gioco sporco”  lo si coglie nella “vulgata”, molto presente nell’immaginario collettivo,  nella quale si da per scontato che il trasporto su gomma sia il maggior responsabile dell’inquinamento atmosferico. Continua a leggere

Conftrasporto: “L’Italia va collegata meglio, ma ora rischia d’essere scollegata dall’Europa”

“Connettere l’Italia è un’esigenza indispensabile: l’importante è che non venga sconnessa l’Italia dal resto d’Europa. E per impedirlo serve un netto, deciso e immediato intervento del presidente del Consiglio sulla decisione, illegittima, adottata dall’Austria di limitare il transito dei Tir al Brennero”. Ad affermarlo è il vicepresidente di Conftrasporto e di Confcommercio Paolo Uggè che all’indomani della presentazione del volume “Connettere l’Italia” da parte del ministro dei Trasporti Graziano Delrio, intervenendo sul “caso Brennero”, è immediatamente sceso in campo chiedendo all’Italia di non stare a guardare neppure un secondo. Continua a leggere

Tir sulle autostrade, il boom del Nordest del Paese: ma quanto pesa la concorrenza straniera?

È il Nordest il motore del Paese. Da qui, da queste autostrade, passano più Tir, che vuol dire più merci e maggiore peso economico. Secondo uno studio della Cgia di Mestre, “ogni giorno sulle principali autostrade del “nuovo” triangolo produttivo (Milano-Bologna-Padova) transitano 240 mila mezzi pesanti, oltre il 60 per cento in più di quelli che solcano il “vecchio” triangolo industriale (Torino-Milano-Genova) che, invece, ammontano a 148 mila unità”. Secondo l’Ufficio studi, questa “rilevazione ci consente di affermare in maniera empirica come i flussi di merci e, conseguentemente, anche il peso del sistema economico del Paese, si sia ormai definitivamente spostato a Nordest”. Tutto bene per l’autotrasporto italiano? Non proprio, perché secondo la Cgia il peso della concorrenza straniera ha “raggiunto livelli impressionanti”.  Continua a leggere