Giallo Brennero, l’epidemia ferma la conferenza stampa ma non la diffusione della verità

L’allarme Coronavirus non ferma il viaggio alla ricerca della verità sul “giallo” del Brennero,  con i divieti al transito al valico  imposti unilateralmente dall’Austria ai camion italiani e l’inspiegabile silenzio dell’Unione europea su quella che appare chiaramente a tutti una palese violazione del diritto di circolazione per uomini e mezzi garantito nel vecchio continente. Le disposizioni adottate dal governo per ragioni di sicurezza sanitaria in questa fase di emergenza nazionale, sospendendo tutte le manifestazioni pubbliche, hanno portato infatti all’annullamento della  conferenza stampa di Confcommercio-Conftrasporto sul “caso  Brennero” prevista per venerdì 28 febbraio a Verona, ma i  materiali oggetto della conferenza e in grado di dimostrare la verità che si nasconde dietro questo “giallo”  saranno trasmessi via e-mail alle redazioni di giornali e telegiornali, agenzie di stampa e radio. “A Continua a leggere

Rimborsi ai trasportatori danneggiati dal crollo di Genova: c’è chi li aiuta a gestire le domande

Sono partite le procedure operative per indennizzare gli autotrasportatori che, in seguito al crollo del ponte Morandi a Genova, hanno dovuto affrontare maggiori costi per la percorrenza forzata di tratti autostradali o stradali aggiuntivi. L’Autorità di sistema portuale di Genova ha iniziato infatti a raccogliere, attraverso la piattaforma Uirnet, le richieste di risarcimento che potranno essere presentate fino al 24 maggio. Una raccolta dati che consentirà all’Autorità portuale, cui spetta stabilire i criteri, di avviare le istruttorie per le pratiche relative all’anno appena passato e alla struttura commissariale per l’emergenza di avviare i pagamenti rimborsando, oltre alle missioni di viaggio aggiuntive, anche i tempi di sosta effettuati all’interno delle aree del porto. Continua a leggere

La verità sui divieti al Brennero. Verona vi attende per scoprirla e rivelarla a tutti

Tutto quello che avreste voluto sapere sui divieti al Brennero (e che spesso qualcuno vi ha tenuto nascosto). Potrebbe essere questo il titolo, parafrasando quello del celebre film del 1972 di Woody Allen sul sesso) dell’appuntamento in programma venerdì 28 febbraio alle 12.30 a Verona, nella sala riunioni dell’Interporto Quadrante Europa di via Sommacampagna 22a, dove Confrasporto e Confcommercio hanno organizzato una conferenza stampa per denunciare “come l’Austria affossi l’economia italiana con il pretesto dell’ambiente”, come si legge in un comunicato che annuncia l’appuntamento. Una conferenza stampa, alla quale saranno presenti, tra gli altri, il vicepresidente nazionale di Confcommercio Paolo Uggé, che guida anche la Federazione degli autotrasportatori italiani (Fai), e il segretario generale della federazione Andrea Manfron, alla quale sono stati invitati tutti i rappresentati della stampa intenzionati a raccontare “tutta le verità” Continua a leggere

Il video che smaschera le bugie, l’ignoranza e le ideologie sui divieti al Brennero

“Infrastrutture, è vietato vietare”. “Ignoranza e ideologie dietro i no alla Tav”. “Una montagna di bugie per chiudere il Brennero”. Sono questi i titoli scelti per  introdurre un video (cliccate qui per vederlo) realizzato da Fai Conftrasporto esattamente un anno fa per riassumere quanto accaduto nel nostro Paese in materia di strade autostrade e ferrovie ma anche porti e per ribadire con forza l’importanza di collegare adeguatamente l’Italia per far viaggiare merci e persone nel migliore dei modi e per far sì che il Paese resti competitivo. Un video oggi più attuale che mai, soprattutto per quanto riguarda  i divieti al Brennero, divenuti ancora più severi, sempre meno comprensibili e giustificabili in un’Europa Unita dove la libera circolazione di persone e merci è, anche se solo sulla carta, garantita.  Continua a leggere

E se rovesciamo Venezia? Ecco il manifesto che traccia le rotte per “ridisegnare” il futuro

“Fa piacere vedere che tutte le categorie economiche, non solo quelle che agiscono direttamente nello scalo veneziano, sono finalmente coinvolte in un grande progetto di rilancio della città, con la volontà di tracciare tutte assieme la rotta per una crescita complessiva non solo del capoluogo lagunare e del suo scalo portuale, ma di tutta l’economia, a partire da quella del mare. Un plauso al presidente Alessandro Santi per aver assunto l’iniziativa di una manifestazione che vuole evidenziare la necessità di intervenire subito e bene per affrontare le criticità del porto di Venezia”. Continua a leggere

Piemonte, 46mila posti di lavoro “travolti e uccisi” dalla crisi dell’auto in 12 anni

Quarantaseimila posti di lavoro persi in Piemonte nel settore auto negli ultimi dodici anni, novemila nella sola Torino. La decrescita felice (per qualche illuminato esponente politico, infelicissima per decine di migliaia di famiglie) corre a tutta velocità al volante con una produzione di vetture che è scesa dalle 218mila unità del 2006 a 21mila di oggi. Facendo del Piemonte la regione più cassaintegrata d’Italia con 32 milioni di ore autorizzate, il 14 per cento in più del 2018, 16mila lavoratori coinvolti in media ogni mese. Continua a leggere

Figlie di una viabilità minore? “Le piccole strade sono importanti come e più delle grandi”

Autostrade, grandi strade a scorrimento veloce, linee ferroviarie ad alta velocità: grandi infrastrutture sicuramente importanti per lo sviluppo del Paese. Ma attenzione a non perdere di vista le “figlie di una viabilità minore”: le strade più piccole, statali, provinciali, comunali, indispensabili per garantire l’efficienza dei trasporti come e forse più delle “grandi opere”. Parola di Giuseppe  Cristinelli, presidente di Fai Conftrasporto Bergamo, che in occasione dell’incontro sul Green Deal europeo che si è svolto a Palazzo Pirelli, a Milano, Continua a leggere

Camion che difendono l’ambiente? Le imprese fan di tutto per spingerli, la politica per fermarli

Italia esempio da seguire per l’intera Europa nella lotta all’inquinamento ambientale provocato dai mezzi pesanti, “combattuta” sostituendo vecchi camion inquinanti con moderni Tir alimentati a Gnl (sono 2250 i veicoli industriali di nuova generazione in circolazione nel Belpaese, di cui 1041 immatricolati nel 2019 con un più 50 per cento rispetto al 2018) ma anche aprendo nuove stazioni di rifornimento (63 i punti di vendita lungo lo Stivale, un quarto dell’intera rete del vecchio continente, e altri 42 in fase di progetto). Ma anche Italia da “condannare senza appello”, alle prese con mille ostacoli da superare in questa sua “corsa” verso la sostenibilità e la tutela ambientale, con tir che, superata Salerno scendendo verso sud, non trovano più neppure l’ombra di una stazione di rifornimento di Gnl, o con intere flotte costrette a stare ferme perché nessun politico è stato anche solo sfiorato dall’idea che andassero  realizzati dei terminal sul proprio territorio (il primo della sua storia dovrebbe nascere nel 2021 a Ravenna) per garantire quei rifornimenti che invece, dipendendo dall’estero, in particolare da Marsiglia, possono lasciare i camion più puliti a piedi. Continua a leggere

Ponti crollati, controlli impediti dalla burocrazia: tutto quello che ci ha lasciato in eredità il 2019

Un viaggio a ritroso, attraverso quanto successo nel 2019, nel mondo dei trasporti e della logistica, e dunque anche dello sviluppo economico, della sicurezza stradale…. È quanto invita a compiere stradafacendo attraverso una rilettura degli articoli più significativi pubblicati  raccolti in un “mini calendario”di fine anno. Per ricordare cosa è stato fatto e cosa no, perché la storia di quanto accaduto insegna.  Continua a leggere

Omicidio stradale: non basta. Per fermare la strage infinita occorre fare qualcos’altro

“La strage infinita”. È un titolo che non ha bisogno di troppi commenti quello scelto dalla redazione di Telearena per la puntata di Diretta Verona in onda giovedì 19 dicembre alle 21.15 e dedicata alla morte che continua a correre lungo strade e autostrade, con otto morti registrati in appena in due settimane e oltre 70 vittime nel veronese dall’inizio dell’anno. Numeri impressionanti che richiedono nuovi interventi e misure? La risposta sembrerebbe proprio essere di sì, mettendo “sul banco degli imputati” quelle adottate sinora visto che l’introduzione del reato di omicidio stradale non ha portato gli effetti sperati così come le norme che vietano l’utilizzo dello smartphone mentre si è alla guida non hanno contribuito a dimezzare (questo era l’obiettivo fissato) il numero delle vittime entro il 2020. Ma quale strada prendere? Continua a leggere