Incentivi anche per aiutare i proprietari in difficoltà a riparare le vecchie auto?

Incentivi per acquistare una nuova auto? Bene, ma il Governo dovrebbe mettere a disposizione aiuti economici anche per la manutenzione e la riparazione di autovetture che consentirebbero alla grande maggioranza dei cittadini di mantenere in efficienza il proprio veicolo.Un intervento che darebbe un grande impulso non solo alla sicurezza della circolazione stradale, ma anche all’ambiente. Ad affermarlo sono i responsabili dell’Osservatorio Autopromotec che in un articolo presente sulla propria newsletter (cliccate qui per proseguire la lettura) sottolineano anche un altro aspetto: “ la promozione di incentivi per la manutenzione e la riparazione delle auto più vecchie in circolazione darebbe poi respiro alle centinaia di migliaia di dipendenti impegnati nel settore dell’aftermarket automobilistico e della riparazione, spesso impiegati in aziende di piccolissime dimensioni”. Senza dimenticare che “questo intervento potrebbe anche contribuire in modo efficace all’emersione del nero, pratica che danneggia la maggioranza delle aziende sane e in regola”.Alla luce di queste considerazione, oltre che dei dati statistici che confermano la presenza sulle strade italiane di troppi mezzi vecchi e dunque più pericolosi e inquinanti (su un totale di 39,5 milioni di autovetture circolanti, quelle di categoria uguale o inferiore ad Euro 4 sono 23,5 milioni, pari al 59,4% sul totale) e dei numeri che fotografano le difficoltà di molti di affrontare in questo periodo una spesa straordinaria (come emerge da una recente indagine Doxa, il 58per cento delle famiglie italiane ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese, mentre tre famiglie su 10 avrebbero difficoltà a reperire 2.000 euro entro un mese per affrontare una spesa imprevista, come ad esempio la riparazione dell’auto) l’osservatorio di Autopromotec auspica dunque che “ il Governo, nel prossimo provvedimento, tenga conto anche di queste esigenze, ricordando che il settore automotive rappresenta da solo circa l’11per cento del Pil nazionale”.

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