Scania ci guida con un video attraverso un’Italia (da incubo) senza trasporti

Sette anni separano un recente video realizzato da Scania, uno dei “marchi” più amati dai camionisti in tutto il mondo, e una campagna fatta pubblicare su un quotidiano nazionale da Fai Conftrasporto, la più importante associazione di autotrasportatori d’Italia. A unirli è invece il messaggio, l’obiettivo per il quale sono stati realizzati: far comprendere al Paese il ruolo indispensabile del mondo dell’autotrasporto e della logistica nella vita di tutti i giorni che, senza il trasporto su gomma, potrebbe diventare nel giro di poche ore difficilissima, nello spazio di pochi giorni addirittura impossibile. Oggi come sette anni fa e, sicuramente, come fra molti anni, contrariamente a quanto immaginato a più riprese da diversi visionari abituati a fare i conti con i sogni e non con la realtà.  Una vita, quella senza mezzi per il trasporto merci su strada, destinata a diventare impossibile nello spazio di una manciata di giorni come mostra il video realizzato da Scania e che si apre con una semplice domanda: per quanto tempo una città di medie dimensioni resta operativa senza veicoli urbani? A fornire una risposta è il “miniviaggio”, della durata di cinque giorni, in un’Italia virtuale senza camion e furgoni, “girato” e “montato” da Scania, capace di offrire un “carico” di situazioni tanto realistiche quanto allarmanti. A volte facilmente immaginabili da chiunque, in altre no. Alcuni esempi? Giorno 1: i centri di riciclaggio chiudono; i servizi antincendio e di soccorso non sono operativi; gli aerei restano a terra; le farmacie non possono consegnare i farmaci preordinati; le lettere, i giornali e i pacchi non possono essere consegnati. Giorno 2: i rifiuti domestici e dei ristoranti si ammucchiano nelle strade; niente più frutta, verdura o carne nei negozi; tutta la produzione industriale si interrompe; vengono erogate solo le prestazioni urgenti negli ospedali; le isole ecologiche e i cassonetti sono pieni. Giorno tre: i negozi alimentari esauriscono le scorte; le stazioni di servizio esauriscono il gasolio; i ristoranti devono chiudere. Giorno 4: impossibile stampare i giornali per mancanza di carta; niente più surgelati nei negozi di alimentari; niente più carburanti nelle stazioni di servizio; la maggior parte del trasporto pubblico è fermo. Giorno 5: niente più cibo nei supermercati; i fanghi di depurazione devono essere smaltiti nei laghi e nei corsi d’acqua. Una conseguenza, quest’ultima, alla quale qualcuno aveva pensato? Probabilmente no. Per questo è importante il video (clicca qui per vederlo) realizzato da Scania: per far riflettere. Il medesimo obiettivo della campagna stampa pubblicata per una settimana nell’agosto di sette anni fa nell’edizione nazionale del quotidiano Libero ideata da Fai Conftrasporto che, spinta dalle polemiche sui nuovi divieti di circolazione per i Tir e dalle promesse di un esodo reso sicuro proprio dal fatto che i mezzi pesanti non avrebbero circolato (temi guarda caso identici ancora oggi) aveva a sua volta viaggiato in un Paese senza più camion sulle strade ma anche senza più merci sugli scaffali dei negozi, senza benzina e gasolio nelle aree di servizio, senza materie prime da lavorare in fabbriche e laboratori… Un viaggio virtuale, ma partito da dati e analisi concretissimi elaborati da una simulazione effettuata da un’associazione di autotrasporto svedese aderente all’Iru, associazione che nel mondo rappresenta le imprese di trasporto merci e persone. “Prove” scientifiche, esattamente come quelle usate oggi da Scania per realizzare il nuovo video. Un filmato che lascia il segno, che induce a riflettere, senza inutili (e sempre dannosi) allarmismi, ma delineando ciò che potrebbe realmente accadere. Un filmato capace di fare prevenzione, unica strada seriamente percorribile per evitare il pericolo di dover affrontare situazioni drammatiche. Come quella che ha vissuto in questi giorni il Brasile, dove una protesta dei trasportatori, contro l’aumento del costo del carburante, i tir li ha fermati per davvero. Il risultato? Identico a quello raccontato dal video, dalle pagine di Libero: in men che non si dica strade bloccate, voli cancellati, alimenti freschi nei supermercati quasi introvabili, scuole e università costrette a sospendere le lezioni. Per passare dalla “finzione” del video o della carta stampata alla realtà il passo può essere davvero brevissimo. Meglio rifletterci a fondo. Cosa che, in particolare, dovrebbe fare chi è chiamato a fare scelte per tutto il Paese. Non capire il ruolo ricoperto dal mondo del trasporto e della logistica potrebbe risultare letale per il futuro di milioni di famiglie.

Paolo Uggé, vicepresidente nazionale di Conftrasporto e Confcommercio 

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