Costi d’esercizio dell’autotrasporto, il Governo torni a pubblicare i valori di riferimento

Il Ministero dei Trasporti deve tornare immediatamente a pubblicare i valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio dell’autotrasporto, nella prima dettagliata versione in vigore nel 2015, per garantire necessari livelli di sicurezza della circolazione stradale, regolarità e trasparenza nei servizi di trasporto”. A chiederlo a gran voce è la presidenza di Unatras che si è rivolta al Governo e al ministro dei Trasporti in carica, seppur uscenti, perché si adoperino prontamente la ripubblicazione, definita dai vertici di Unatras “un primo passo indispensabile per il settore”. Continua a leggere

Export italiano a rischio se il Governo non farà cancellare i divieti ai Tir al Brennero

Le limitazioni al transito dei tir lungo la direttrice del Brennero imposte dall’Austria  danneggiano non solo l’autotrasporto ma tutto l’export italiano. A denunciarlo è il coordinamento unitario delle associazioni italiane dell’autotrasporto (Confartigianato Trasporti, Fai, CnaFita, Assotir, Fiap, SnaCasa, Unitai) che ha chiesto al Governo italiano di reagire con decisione in tutte le sedi per tutelare le imprese italiane contrastando le barriere unilaterali imposte dall’Austria alla circolazione nell’arco alpino. Continua a leggere

Stefano Peli, l’autotrasportatore cantante che ha inciso in un cd la vita di ogni giorno sui Tir

Il rumore di un camion è spesso musica per le orecchie di un camionista. Lo è anche per Stefano Peli, autotrasportatore bresciano che di musica nelle orecchie ne però ben altra, in quantità tale che non basterebbero cento tir per trasportarla. La musica che ascolta e, soprattutto la musica che suona e canta, interpretando diversi autori, ma anche testi composti da lui. Come quelli che l’autotrasportatore probabilmente più “dotato” d’Italia sotto l’aspetto musicale e canoro ha inserito all’interno dell’album “Guido il Tir”, con le canzoni che uniscono le due passioni: i camion e la musica. Due grandi amori nati fin da piccolo come l’autotrasportatore per professione e cantautore per passione confessa a Stradafacendo in questa intervista. Continua a leggere

Penultimo e ultimo miglio, da Rfi arrivano 48 milioni per i collegamenti intermodali

L’obiettivo è quello di “incrementare i collegamenti della rete ferroviaria nazionale con porti, interporti, terminali e piattaforme logistiche e sviluppare servizi intermodali funzionali e affidabili, che generino un beneficio strutturale per il sistema logistico del Paese”. È questo il senso del progetto Penultimo/ultimo miglio, avviato da Rete Ferroviaria Italiana, con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e presentato martedì a Roma agli stakeholder istituzionali e del mercato del trasporto ferroviario, della logistica e delle merci. Continua a leggere

Il Tutor è copiato e va disinstallato. Autostrade frena: “Resta acceso. Lo cambieremo”

Chi, per un attimo, ha pensato di schiacciare pesantemente il pedale dell’acceleratore si calmi. Il Tutor, il sistema che calcola la velocità media dei veicoli in autostrada e sanziona chi corre troppo, dovrà essere smantellato. Lo ha stabilito una sentenza della Corte d’appello di Roma al termine di una causa avviata più di dieci anni fa, nel 2006. I giudici hanno infatti stabilito che il sistema era stato realizzato da una piccola azienda toscana, la Craft, di Greve in Chianti. Tutti i Tutor dovranno essere spenti e smontati perché violano un brevetto del 1999, altrimenti Autostrade dovrà pagare una sanzione di 500 euro al giorno. Ed è proprio questa la strada scelta dalla società concessionaria. “Il Tutor non verrà rimosso dalla rete di Autostrade per l’Italia, ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale”, spiega una nota.  Continua a leggere

Lotta all’inquinamento, c’è chi “gioca sporco”.  E a pagarne le spese è il solo autotrasporto

La salvaguardia dell’ambiente diverrà sempre più dominante nelle scelte che i governi saranno chiamati ad assumere. La tutela del pianeta è divenuto un obiettivo che è presente in ogni dichiarazione di tutti i rappresentanti del mondo politico e delle istituzioni. Spesso però sulla difesa della natura si gioca sporco, tanto da utilizzare un nobile scopo come quello d’impedire l’inquinamento per pure battaglie economiche. Più che a una cultura ecologica ci troviamo di fronte a calcoli sui ricavi e sui guadagni, alla competitività. e alle montagne di euro che ne derivano. Il verde che domina, in altre parole,  non è tanto quelle dei prati e delle foreste, ma quello delle banconote da 100 euro. Un esempio evidente di “gioco sporco”  lo si coglie nella “vulgata”, molto presente nell’immaginario collettivo,  nella quale si da per scontato che il trasporto su gomma sia il maggior responsabile dell’inquinamento atmosferico. Continua a leggere