L’autotrasporto italiano e il ministro Delrio fermeranno le manovre pericolose dell’Europa?

Tre no (all’apertura indiscriminata ai trasporti di cabotaggio; all’estensione ai trasporti in conto proprio, della possibilità di noleggiare  veicoli sopra le 6 tonnellate; alla disapplicazione delle norme sui tempi di guida e di riposo per i trasporti non commerciali senza limitazioni di massa) per fermare le liberalizzazioni incontrollate contenute nel “Pacchetto autotrasporto” tracciato dall’Unione europea. Un solo sì, invece, per ribadire la necessità anche per l’Italia d’introdurre da subito il divieto di prendere il riposo settimanale regolare nella cabina di guida di un tir. I tre “semafori” rossi e l’unico verde sono stati “accesi” dal direttivo di Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci, attraverso un comunicato stampa diffuso per ribadire la “condivisione del pensiero del ministro per le Infrastrutture e i trasporti Graziano Delrio sul nuovo Pacchetto autotrasporto che è stato presentato a fine maggio dalla Commissione dell’Unione europea”, e per sottolineare, con grandissima evidenza, le ragioni per le quali le associazioni di categoria, e con esse lo stesso ministro, hanno più volte pronunciato il loro secco no:  per fermare, prima che possano avere pericolosissime conseguenze, sia per le imprese e i lavoratori, sia per la sicurezza su strade e autostrade, “ulteriori liberalizzazioni se non si rispettano le regole di sicurezza, riposo e salario uguale per chi svolge lo stesso lavoro nello stesso Paese”.

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