Autorità portuali, se c’è conflitto d’interessi con l’associazione il matrimonio non s’ha da fare

Questo matrimonio non s’ha da fare. Così dissero i Bravi al povero don Abbondio ne “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni riferendosi alle nozze fra Renzo e Lucia.  La stessa frase, oggi, potrebbe essere utilizzata per riassumere quanto  scritto dal presidente di Conftrasporto e vice presidente di Confcommercio, Paolo Uggè,  in una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio in merito “all’ipotetica commistione tra alcune Autorità di sistema portuale e un’associazione di rappresentanza imprenditoriale di natura privatistica”- Un matrimonio che andrebbe impedito, secondo quanto scrive Paolo Uggè, perché “c’è l’ombra del conflitto d’interesse. Apprendiamo da notizie di stampa che alcune Autorità di Sistema Portuale avrebbero recentemente aderito a un’associazione di natura privatistica, che dovrebbe occuparsi di temi legati al trasporto e alla logistica”, scrive Paolo Uggé al ministro Graziano Delrio,  “ e pur riconoscendo e rispettando l’autonomia decisionale di ciascuna Autorità di Sistema Portuale, riteniamo che gli Enti da poco istituiti debbano mantenere la massima imparzialità e indipendenza dai singoli operatori privati, e dalle realtà associative da questi promosse, ritrovando, in questo spirito, anche uno dei princìpi fondanti nella divisione dei poteri e delle responsabilità che lo stesso ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture ha fortemente voluto inserire nella recente riforma portuale. Le notizie riportate dalla stampa”,  prosegue ila lettera, “ci spingono a chiederLe se l’adesione da parte delle Autorità di Sistema a siffatte associazioni privatistiche possa essere opportuna, o se, come noi riteniamo, in considerazione del fatto che tra i soci che le compongono risultano operatori portuali titolari di concessioni e imprese che svolgono le loro attività a stretto contatto con le medesime Autorità, sia una pratica da evitare per i possibili rischi di conflitto d’interesse e di alterazione delle corrette dinamiche concorrenziali tra le imprese”.

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