Revisioni lumaca, camion fermi anche a Piacenza: “A rischio la campagna del pomodoro”

Non è un problema che riguarda solo gli autotrasportatori. Con i camion fermi anche le merci restano al palo, le imprese si fermano, i prodotti non arrivano nei supermercati. L’assurdo si raggiunge quando sono burocrazia e inefficienza a fermare i camion. È il caso delle “revisioni lumaca” che stanno creando problemi da Nord a Sud. L’ultimo allarme arriva da Piacenza. “Con gli attuali tempi di attesa per le revisioni, ci sono imprese che rischiano di saltare la campagna del pomodoro”, denuncia sulle pagine della Libertà Piero Olzi, il segretario dell’associazione territoriale Fai Conftrasporto di Cremona, Piacenza, Mantova. 

Le Motorizzazioni, spiega Olzi (nella foto), “dal Governo Monti in poi, sono endemicamente sotto organico, questo produce due tipi di problemi”. Olzi denuncia il rallentamento “di tutte le procedure di immatricolazione, alienazione, vendita e sostituzione” oltre alla “dilatazione dei tempi di attesa per la revisione dei mezzi”. Elementi che rischiano di mettere in ginocchio un settore che ogni giorno deve percorrere una strada sempre più piena di ostacoli. “A Piacenza la viabilità è allo sfascio”, spiega Piero Olzi alla Libertà di Piacenza, “con il divieto di passaggio sul ponte di Rocca Bianca, sul ponte di Po a Cremona e su quello di Castelsangiovanni, i camionisti sono obbligati ad allungare a dismisura i percorsi consumando più carburante” e i trasporti eccezionali sono paralizzati. Dopo i crolli di ponti e cavalcavia “non c’è più nessuno che vuole prendersi la responsabilità di far transitare i trasporti eccezionali. Le istituzioni, invece di affrontare i problemi, preferiscono bloccare l’economia nazionale creando un grave danno sia ai camionisti sia agli impianti produttivi”.

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2 risposte a “Revisioni lumaca, camion fermi anche a Piacenza: “A rischio la campagna del pomodoro”

  1. Meno male che c’è qualcuno che parla di problemi reali: i Comuni giocano a deviare il traffico su quelli di fianco, a Milano si sposta il traffico ADR per un cantiere sulla A4 e i trasportatori sono costretti a fare 50 km in più, le revisioni sono diventate un lusso di poche province, intanto chi deve andare all’estero sta fermo, tanto ci sono gli esteri che vengono in Italia… poi ci sono le associazioni del trasporto sostenibile (Alis), come direbbe ToTò: Ma mi faccia il piacere……!

  2. Un vero blocco o sciopero sarebbe inutile e dannoso, una grande occasione per stranieri o esterovestiti… ma una bella settimana paralizzante, tutti ma dico tutti a 60kmh per farci sentire? Garantisci il servizio minimo, ma coi tempi che si meritano… In quella settimana tu devi regolamentare il settore. Controlli alle aziende esterovestite, controlli sul cabotaggio, aggiornamento del contratto, revisioni rapide, obbligo delle 45 ore non in cabina (visto che siamo in Europa solo quando gli fa comodo), soluzione per i trasporti eccezionali e varie ed eventuali. Ma seriamente, basta farsi pigliare per il culo. Siamo il settore col piu’ potere strategico e contiamo meno di chiunque.

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