10 Mar

Trasporto merci nei centri storici, la Fai chiede a Bergamo di imitare Padova

bendotti 1“Una piattaforma logistica a ridosso della città; un’organizzazione che consenta al maggior numero di imprese di autotrasporto di consegnare qui le proprie merci; una flotta di mezzi ecologici, a metano o ibridi, pronti a prendere a bordo quelle merci per trasportarle nel borgo medievale di Città Alta e nel centro della città, percorrendo quello che, in gergo, si chiama “ultimo miglio” e liberando così le aree più critiche della città da traffico e smog.  Migliorare la qualità della vita di Bergamo potrebbe non essere poi così  difficile: basterebbero questi pochi ingredienti e  sarebbe sufficiente  saperli  “cucinare”.  Magari seguendo la “ricetta” adottata con successo da altre città che l’hanno già fatto. Come Padova per esempio. L’amministrazione comunale di Bergamo potrebbe proprio prendere esempio dal progetto veneto di “Cityporto”, opportunamente adeguato alle proprie esigenze, per trovare finalmente la via d’uscita a un problema irrisiolto da decenni”. Doriano Bendotti, segretario provinciale della Fai Di Bergamo, ha le idee chiarissime su come guarire i tanti mali del traffico e dell’inquinamento  di Bergamo: imitare Padova. E, dalle pagine dell’edizione bergamasca del Corriere della Sera, ha buttato sul tavolo la proposta di un “Cityporto bergamasco” con una scelta tutt’altro che casuale, visto che è arrivata all’indomani di due proposte all’esame della giunta guidata dal sindaco Giorgio Gori per ridisegnare la mappa della viabilità e della mobilità in Città Alta e nel centro. “Perché non  approfittare di questo nuovo corso per collocare al posto giusto un altro pezzo del puzzle viabilistico”, si è domandato Doriano Bendotti,  “riscrivendo un capitolo, quello del trasporto delle merci, capace di muovere centinaia  di mezzi pesanti e migliaia e di tonnellate di merci ogni giorno? Città Alta e il centro di Bergamo rappresenterebbero il test ideale per sperimentare una simile soluzione da “esportare” in futuro in tutti i principali centri del territorio”, ha spiegato alla redazione locale del Corriere il segretario provinciale di Fai Conftrasporto che solo pochi giorni fa aveva invitato l’amministrazione pubblica a “realizzare un piano strategico della mobilità, che consenta una visione d’insieme, perché il trasporto è come un’intricata rete nella quale s’intrecciano strade e ferrovie, aeroporti, flussi di persone che vanno al lavoro e di ragazzi che vanno a scuola, migliaia di tonnellate di prodotti che devono raggiungere i punti di vendita e di materie prima che devono essere consegnate alle industrie e ai laboratori artigianali”. Insomma a fare sistema, con la regia della Provincia e di tutti gli operatori interessati, degli Stati generali della mobilità e del trasporto. Un “sistema” nel quale si inserisce ora un nuovo possibile protagonista: la sperimentazione dell’ultimo miglio in Città alta e in centro. “A Padova il progetto Cityport è operativo dal 2004, grazie a un accordo di programma per la riorganizzazione della distribuzione urbana delle merci e con ottimi risultati”, ha spiegato Doriano Bendotti. “E grazie all’utilizzo di corsie preferenziali con libero accesso e possibilità di sosta all’interno della Ztl per tutte le 24 ore, all’impiego di veicoli  a basso impatto ambientale e a una riduzione del numero di mezzi grazie ai carichi meglio distribuiti, è stato possibile ridurre l’emissione di anidride carbonica  di ossidi di azoto e di zolfo oltre che delle famigerate polveri sottili. Tutto questo frutto, come testimonia uno studio per il ministero dell’Ambiente, di una riduzione nella lunghezza delle percorrenze in generale e del minor consumo gasolio. Un primo passo di un cammino che  potrebbe successivamente portare verso la riorganizzazione dell’orario del carico e scarico, l’introduzioni di misure premiali per i veicoli accreditati rispondenti ai requisiti minimi richiesti, con l’obiettivo di favorire la progressiva sostituzione dei veicoli maggiormente inquinanti con nuovi mezzi che potrebbero ricevere un contrassegno e godere di una finestra oraria più ampia dell’utilizzo di aree specifiche di carico e scarico, di corsie di transito riservate. La Fai Conftrasporto Bergamo è disponibile  da subito a fornire ogni aiuto possibile in questo nuovo percorso  da tracciare insieme con i rappresentanti delle associazioni dei commercianti che meglio di qualsiasi altro conoscono i problemi e possono aiutare a fornire possibili soluzioni. Perché se è vero che la politica ha un ruolo importante e ben definito, è altrettanto certo che per cambiare in meglio le cose gli amministratori pubblici devono imparare ad ascoltare chi i problemi li affronta, per mestiere, quotidianamente”.

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