La rotta per i porti del Nord Adriatico? Investire di più e non dormire sugli allori

“I porti dell’Alto Adriatico non devono ‘dormire sugli allori’ ma investire di più”. Lo ha detto a Trieste la Commissaria Ue ai Trasporti, Violeta Bulc, al termine di un vertice sulle infrastrutture dell’area tenuto assieme alla presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e ai rappresentanti degli scali e delle infrastrutture ferroviarie. Gli scali del Nord Adriatico, ha sottolineato Violeta Bulc, “sono una finestra per beni e merci dirette dall’Asia verso i grandi centri industriali dell’Europa centrale, come la Germania meridionale, la Polonia. Mi auguro che riescano a collaborare per realizzare economie di scala, e perché ogni investimento garantisce la migliore circolazione e la qualità delle merci”.

“Se non si riuscirà a garantire un’organizzazione giusta tra i porti, si troveranno altre soluzioni per garantire un buon flusso delle merci, ma conto”, ha concluso la Commissaria Ue ai Trasporti, “che sia possibile mettere in piedi una struttura di eccellenza”. Per Trieste, Violeta Bulc ha rimarcato la necessità di portare avanti il collegamento con Capodistria, sottolineando che “è stata data priorità a progetti legati ai collegamenti nello spazio di mercato interno all’Unione e ai ‘colli di bottiglia’”.

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Una risposta a “La rotta per i porti del Nord Adriatico? Investire di più e non dormire sugli allori

  1. Bretella ferroviaria interportuale tra lo Scalo Triestino e quello Capodistriano, possibili sinergie logistiche operative e vantaggi concreti o per noi soltanto pie illusioni???

    Penso sia il caso di fare un pacato approfondimento in merito “alla discutibile esigenza più volte ribadita da parte dei nostri Politici ed Amministratori” relativa alla presunta doverosa realizzazione di una bretella ferroviaria interportuale della lunghezza di 6 km per collegare il Porto di Trieste con quello di Capodistria, pensando di poter quindi incrementare la nostra capacità di penetrazione sui mercati, mi riesce alquanto difficile immaginare quali potrebbero essere per noi i possibili reali vantaggi che questa bretella ferroviaria sarebbe in grado di generare, in quanto il già pianificato raddoppio della tratta Slovena Capodistria/Divaccia i cui tempi di realizzazione sono ancora alquanto incerti, sembra sia comunque dimensionato per sanare essenzialmente sia le attuali loro evidenti carenze che quelle che saranno le presumibili future esigenze dello Scalo Sloveno.

    Quindi credo siano difficilmente “pensabili/praticabili fattive e reciproche sinergie Logistico Operative tra i due Scali” poiché sarà molto improbabile che possano essere realmente garantite e rese disponibili giornalmente per lo Scalo Triestino “un congruo numero di Tratte Ferroviarie sulla linea – Trieste – Capodistria – Divaccia – Confine Austro/Ungherese” in considerazione della citata situazione come pensiamo che questa bretella possa realmente essere in grado d’incrementare sensibilmente la velocità e la capacità di penetrazione verso i mercati posti a Nord / Est della Piattaforma Continentale Europea delle merci movimentate dal nostro Scalo.

    Forse l’unico reale beneficiario potrebbe essere soltanto lo Scalo Sloveno, poiché considerate le sue ribadisco alquanto evidenti attuali gravi carenze in fatto di collegamenti ferroviari, in attesa del raddoppio della Capodistria Divaccia potrebbe di fatto sfruttare questa Bretella Interportuale per assicurarsi il collegamento diretto con la rete Padana e di conseguenza con i tracciati della Pontebbana e del Brennero e vedrebbe così notevolmente incrementate le sue capacità di smaltimento/penetrazione delle merci movimentate sui mercati “il tutto a costi irrisori poiché sembra che gli eventuali finanziamenti per la realizzazione dell’opera dovrebbero essere in buona parte a carico sia dello Stato Italiano che della Comunità Europea”.

    In tema di pianificazioni per nuovi tracciati ferroviari, non dobbiamo sottovalutare il fatto che i Porti normalmente per loro natura non sentano assolutamente la necessità di poter disporre di un Collegamento Commerciale diretto tra le loro banchine, in quanto la priorità delle loro esigenze rimane essenzialmente quella di poter contare su delle reti e collegamenti gomma/rotaia che siano realmente in grado di favorire e velocizzare lo smaltimento e la penetrazione sul territorio dei flussi merceologici verso quelli che sono i loro rispettivi mercati di riferimento “e non certamente l’oneroso palleggiamento delle merci tra le banchine dei loro Scali”.

    Per concludere penso che se a livello Comunitario, Nazionale, o Regionale ci fossero realmente significative disponibilità finanziare sarebbe opportuno cercare di non disperderle, e procedere per pianificare l’ammodernamento dei nostri ormai vetusti ed inadeguati tracciati ferroviari per realizzare “possibilmente in tempi non bibblici” quell’insieme di opere che siano in grado di supportare le crescenti esigenze della Portualità, significativi interventi che ci consentano ribadisco in tempi ragionevolmente contenuti di poter incrementare le potenzialità dei nostri tracciati “migliorare la loro fruibilità ed eliminare i vari colli di bottiglia fisici/normativi” che attualmente condizionano/impediscono ai nostri sbocchi al mare ed al tessuto economico della Regione F.V.G. la razionale e redditizia fruizione, del Brennero della Pontebbana, dell’Interscalo di Cervignano e del Corridoio Baltico Adriatico.

    Brunello Zanitti Giuliano

    Le riflessine sono tratte dal mio Sito al capitolo “Corridoi Ferroviari”
    http://sceltemancate.trieste.it

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