Stravolto il progetto iniziale, Pecoraro Scanio racconta la mutazione del Sistri

“Il nobile intento iniziale con cui partì il Sistri era quello di monitorare i rifiuti pericolosi. Poi ha subito una mutazione transgenica, e quello che doveva essere un cane da guardia è diventato un ippopotamo”. Lo dice, in un’intervista all’Ansa, l’ex ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che ripercorre la storia del Sistri, finito al centro dell’attenzione per l’inchiesta che ha portato ad arresti e sequestri (clicca qui), passando anche dallo scottante tema del segreto di Stato. “Il segreto di Stato”, ha spiegato Pecoraro Scanio, “fu chiesto all’inizio dalle autorità per ragioni di sicurezza perché il Sistema era utile a contrastare la criminalità organizzata, e serviva la massima cautela”. Per questo, afferma l’ex ministro, “ho ritenuto che non potessi non aderire alla richiesta che mi arrivava dai carabinieri del Noe”. Continua a leggere

Inchiesta Sistri, da Malinconico ai fratelli Stornelli: ecco chi sono i 22 coinvolti

Tre ordinanze di custodia in carcere, 19 ai domiciliari e quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono i provvedimenti adottati mercoledì 17 aprile dal gip Nicola Miraglia del Giudice che ha accolto le richieste dei pm Catello Maresca, Marco Del Gaudio e Maurizio Giordano e del procuratore aggiunto Francesco Greco. Tra le persone coinvolte figurano imprenditori, l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico, titolari di ditte che avrebbero emesso false fatture nonché prestanome. Continua a leggere

Sistri, irregolarità negli appalti: 22 arresti, sequestrati 10,2 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Napoli sta eseguendo 22 provvedimenti di custodia cautelare emessi dal Gip di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sul Sistri. Dei 22 provvedimenti, tre sono in carcere e 19 ai domiciliari. Disposti anche quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e sequestri per 10,2 milioni di euro. Dalle indagini della Guardia di Finanza sarebbero emerse una serie di irregolarità negli appalti per la realizzazione del Sistri, il sistema integrato di controllo della tracciabilità dei rifiuti voluto dal ministero dell’Ambiente. Le 22 persone destinatarie dei provvedimenti di custodia cautelare sono indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzazione di fatture false, corruzione, truffa aggravata, riciclaggio, favoreggiamento e occultamento di scritture contabili. Degli oltre 10 milioni sequestrati, sette sono stati bloccati alla Selex, la società a cui è stata affidata la realizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti. Continua a leggere