19 dic

Nel circo della strada puoi piangere e far piangere: i rischi della guida irresponsabile

Un clown che non ride e uno slogan “nel circo della strada puoi piangere e far piangere” seguito dalla parola “pensaci” e da un numero, 3860, i morti in un anno per incidente stradale. È questo il messaggio della nuova campagna sulla sicurezza stradale della Fondazione Ania, realizzata da Oliviero Toscani. “Le strade italiane sono fra le più pericolose d’Europa e gli incidenti stradali nel nostro Paese continuano a rappresentare un’emergenza sociale. Con questa nuova campagna vogliamo far capire che, sulla strada, una guida irresponsabile può avere conseguenze drammatiche”, ha detto Aldo Minucci, presidente dell’Ania, alla presentazione della campagna. 

Come ricorda la Fondazione Ania, nell’ultimo anno in Italia, a causa degli incidenti stradali, hanno perso la vita ogni giorno 11 persone, in totale 3.860 morti. I feriti sono stati oltre 900mila nell’ultimo anno, 100mila dei quali hanno riportato invalidità permanenti gravi. Sulle strade sono a rischio non solo i 40 milioni di automobilisti, ma anche i passeggeri, i motociclisti, i ciclisti e i pedoni. L’Italia è, infatti, il primo Paese in Europa per percentuale di morti sulle due ruote, il terzo per i pedoni e i ciclisti.
“Pensaci” è l’invito della campagna, che induce a una riflessione profonda su come determinate condotte di guida possano causare dolori a se stessi e agli altri. Un messaggio trasmesso utilizzando la metafora del “Circo della strada”.
“Il traffico, come la vita”, spiega Oliviero Toscani, “è un grande circo che va in scena ogni giorno. Ogni partecipante ha il suo ruolo, i suoi tempi scenici e il suo obiettivo; bisogna che tutto funzioni al meglio perché si arrivi alla fine dello spettacolo senza intoppi. Anche i clown più esuberanti devono essere professionisti molto seri”.

Credits: Fondazione Ania

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4 Commenti a “Nel circo della strada puoi piangere e far piangere: i rischi della guida irresponsabile”

  1. Angelica Scrive:

    Ho cercato maggiori informazioni in merito a questa campagna pubblicitaria, in quanto in queste settimane che viene divulgata, mio figlio alla sola visione del clown scoppia in un pianto di terrore e tremolio e dunque siamo costretti a cambiare subito canale. Sposo pienamente la causa della divulgazione dei dati di mortalità e invalidità della guida irresponsabile e disattenzione, in modo da sensibilizzare queste drammatiche statistiche… ma non avreste potuto ideare uno spot a meno impatto emotivo dei più piccini??

  2. Gabriele Scrive:

    Sono d’accordo con Angelica. Lodevole la causa, peccato che il clown spaventi parecchio i più piccini, soprattutto con il tono della voce.

  3. David Scrive:

    La strada non è un circo, credo sia un luogo dove si debbano instaurare equilibri tra rispetto delle regole, controllo, sviluppo e applicazione di metodi di sicurezza attiva e passiva, educazione e informazione; un luogo del quale non si deve aver paura.

  4. Richard Wright Scrive:

    Mi dispiace ma non condivido le opinioni delle persone che ritengono che sia più importante che un bimbo non pianga per paura di una cosa che vede in Tv. Invece ritengo che è più importante che le persone non muoiano e che i bimbi non piangano per aver perso il padre/la madre. Se lo spot fa prendere paura ai bimbi, facendoli stare più attenti benvenga. Anzi secondo me non è abbastanza forte questa pubblicità.

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