27 apr

Da imprenditore a padroncino, autotrasportatore “stritolato” dalle banche

I mille volti della crisi. La recessione economica, il credit crunch, i ritardi nei pagamenti. Realtà drammatiche, con cui molte imprese si sono dovute confrontare, spesso soccombendo. Numerose le storie che si possono raccontare. Tra l’ottobre del 2010 e la fine del 2011, per esempio, un’azienda di trasporto della provincia di Como si è trovata nell’impossibilità di saldare le spese correnti. In attesa del pagamento di alcune fatture, il titolare si è dovuto rivolgere alle banche per ottenere un piccolo finanziamento. 

Una mossa inevitabile per disporre della somma necessaria a coprire le spese ordinarie, come gli stipendi dei dipendenti. La richiesta, però, non ha avuto l’esito sperato, costringendo il proprietario a una drastica scelta. Ridurre il personale da 15 a quattro unità, sperando così di arginare le perdite. Tentativo purtroppo naufragato davanti alle lungaggini burocratiche e al prolungarsi dei tempi di pagamento da parte dei clienti. Risultato finale: l’azienda ha dovuto chiudere e il titolare si è “riciclato” in padroncino, come hanno fatto anche gli altri quattro dipendenti rimasti nella vecchia ditta. La storia è stata resa nota dal comitato tecnico territoriale di Sviluppo Artigiano di Como.

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17 Commenti a “Da imprenditore a padroncino, autotrasportatore “stritolato” dalle banche”

  1. Franco Scrive:

    Faremo tutti la fine di questa ditta di autotrasporti, ora e’ troppo tardi per vedere di sanare i trasporti e con le leggi che sono state fatte ad hoc per le industrie grazie alle nostre associazioni che di trasporti ne capiscono un gran poco non si riesce a contrastare il mercato in continuo calo non di lavoro ma di professionalita’ viaggiando sempre a costi in perdita. Soluzioni: potrebbe essere il minimo tariffario con controlli sulle targhe per le assicurazioni, autorizzazioni conto terzi, che ancora oggi c’e’ un abusivismo vergognoso (vedi Sda trasmissione televisiva e varie altre che fanno viaggiare sui furgoni persone a 150 euro tutto compreso al giorno), controlli sulle trarghe sicuramente consegnate alla Motorizzazione civile quando non sono circolanti. Vedrete quanti veicoli si fermano. E poi combattere lo sfruttamento delle aziende che usano extracomunitari al volante con assunzioni in Romania o altri Paesi e addirittura intestazioni sui Cdp, e che viaggiano con revisioni fatte a nome dei vecchi intestatari e ai controlli stradali il polizziotto non se ne accorge. Questa e’ una minima soluzione per vedere se c’e’ ancora tempo di lavorare seriamente e portare a casa un poco di soldini per reivestire e far girare la ruota. Scusate se sono stato un poco scorretto, ma la realta’ nostra e’ cosi’.

  2. Ernesto Scrive:

    Franco, hai sacrosanta ragione. Aggiungo una cosa: perchè i sindacati della categoria non invitano gli associati ad affiancare a turno i poliziotti nei servizi di controllo sulle strade? L’occhio esperto di un addetto ai lavori scorgerebbe un sacco di magagne che ai poliziotti spesso fuggono…

  3. Franco Scrive:

    Il problema, Ernesto, è chi ci dovrrebbe tutelare.Le federazioni forse? Guarda per esempio peri carichi eccezionali,legge fatta ad hoc per chi trasporta coils per danneggiare i ql. 440. lordi. Hanno fatto una legge a favore delle ferriere, così gli si trasportano ql.750 e oltre in base alla colata, al prezzo dei trasporti di legge con ql.440. Tutto fatto solo nell’interesse loro. Ma queste sono cose che non recepisce nessuno, è dalla base che le nostre aziende non hanno più professionalità e se non si torna ad essere imprenditori e non chiaccheroni faremo tutti la fine del topo e tutta una vita fatta di sacrifici fatti per creare le aziende andrà a vacca. Ciao

  4. Alessandra Scrive:

    Ci manca pure che si affianchino i poliziotti. Agire sulle banche e sui committenti invece no?

  5. Maurizio Scrive:

    Sono perfettamente d’accordo con Alessandra, le banche sono le principali idiziate di questa situazione, se non si sbloccano loro come tutta l’economia del resto saremo sempre qui a incriminare associazioni di categoria, organi di polizia ecc.ecc. il vero problema è che manca la materia prima… IL LAVORO!!!!!!!!

  6. Leo Scrive:

    Credo che nessuno possa nutrire la benché minima simpatia perle banche, soprattuttoin questi tempi in cui prendono il denaro dall’Europa all’uno per cento e lo “rivendono” a chi lavora al 7 o al’8 per cento! Ma detto questo, cari autotrasportatori fatevi un bell’esame di coscienza: ne ho conosciuti diversi della vostra categoria che giravano in Cayenne e andavano al ristorante da 100 euro a cranio. Guardatevi allo specchio: scoprirete che avete vissuto sopra le righe e adesso non avete la capacità di affrontare una situazione difficile.

  7. Eleonora Scrive:

    Ragazzi, io ero cresciuta col mito dei camionisti machi, veri uomini. Adesso scopro che frignano come delle mammolette alla minima difficoltà (mica sono solo loro in difficoltà, ci sono altre categoria che stanno ben peggio!!!!),che si suicidano, che si mettono a spacciare (e ancor più spesso a “tirare”:… Mi sa che mi ero fatta un’idea completamente sbagliata della categoria…

  8. Alessandra Scrive:

    Caro Leo, cosa intendi esattamente per diversi? tutti, qualcuno, pochi, tanti. forse hai conosciuto la feccia, quella che ogni tanto viene arrestata. che brutta gente frequenti? quanto al mio specchio, ogni volta che mi guardo devo compiere una scelta: affrontare una situazione difficile con onestà e diligenza o diventare come i tuoi conoscenti in Cayenne. ad Eleonora posso solo dire che anche la nuova idea che si è fatta della categoria non è completamente corretta.

  9. Guido Scrive:

    Basterebbe il coraggio di farsi pagare il giusto e le cose si aggiusterebbero da sole. Quando si va dal meccanico non si paga il giusto? Idem quando si comprano gli automezzi, idem le assicurazioni etc, quindi facciamoci pagare anche noi il giusto e chi va al ribasso speriamo finisca sul cesso per una settimana. Ricordiamoci la sicurezza e ricordiamolo anche ai committenti. Una domanda a Leo: uno che lavora 12 ore al giorno, che ha la responsabilita’ di alcune famiglie, che la domenica pensa involontariamente al suo lavoro, che quando non lo pagano nessuno lo sostiene se vuole compra la macchina che puo’ permettersi e mangia dove diavolo vuole. Se questo signore paga le tasse ha diritto a lavorare in uno Stato dove viene tutelato almeno nei confronti di quattro lazzaroni capaci solo di abbassare i prezzi. Saluti

  10. Giorgio M. Scrive:

    Quello che dice Leo è la scoperta dell’acqua calda. Esibizionisti e sbruffoni ne ho sempre visti. Solo perchè avevano l’ultimo modello o i 600 cv di potenza pensavano di saper fare il trasportatore. Ma questa categoria si trova in ogni comparto di artigianato e servizi… quanti baristi, ristoratori, imbianchini, negozianti di moda pensavano che bastasse aprire una vetrina e possedere una bella auto per sapere fare il servizio e il lavoro a regola d’arte e remunerativo. Eleonora invece è il tipo di donna che si fa affascinare dalla “divisa”, dalle apparenze aitanti, muscolosi sempre sopra gli altri , a parole, come l’olio nell’acqua. Ecco perchè molte donne rimangono deluse… se non di peggio. Perchè loro credono di trovarsi davanti agli uomini che loro stesse si immaginano, e vorrebbero, che fossero, nel loro fantasticare. Senza guradare all’essenziale, al concreto e alla sostanza… E comunque, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Vuol dire che Eleonora non ha mai giocato con i veri “duri” o machi…

  11. Giorgio M. Scrive:

    .. e poi tornando a bomba sull’articolo: vuol dire che quest’imprenditore è un vero duro. Si è reinventato, è ripartito, non intende mollare e ci crede perchè ha dalla sua parte la forza, l’intelligenza per capire, la cognizione di causa per svolgere il suo lavoro e riprendere in mano il suo cammino nel destino.

  12. Valentina Scrive:

    Giorgio hai pienamente ragione…chissà che tipo di gente frequentano alcune persone…comunque, tornando al discorso, mio marito monta mobili ed è stato obbligato ad avere il conto terzi (quindi diventato autotrasportatore) e tutte le magagne che ne vengono dietro. Abbiamo tutte le persone che lavorano con noi in regola e ad oggi, con tutte le tasse, contributi, requisiti obbligatori, permessi e quanto ne viene dietro, ci ritroviamo ad essere quasi sempre in perdita….quindi cosa dobbiamo fare…la soluzione sarebbe iniziare a denunciare tutti i nostri colleghi che lavorano senza conto terzi, con operai in nero e che accettano di essere quindi sottopagati da certe aziende…o non essere pagati affatto..che vergogna.. dovremmo batterci per i nostri diritti e non mettere la coda in mezzo alle gambe, anche se è sicuramente difficile ritrovarsi da soli contro tutti…viva chi cerca o quanto meno prova a lavorare ONESTAMENTE…(molte persone dovrebbero prendere come esempio l’impreditore dell’articolo…)

  13. Andrei Scrive:

    Non ho mai lavorato con i padroncini. Vorrei un consiglio: si può provare a lavorare con essi, o non ne vale la pena?

  14. Alessandra Scrive:

    E con chi lavori, scusa?

  15. Mauro Scrive:

    Sono un 37 enne disoccupato italiano, è quasi un anno oramai che ho preso la patente E, mi credete che non sono più riuscito neppure a salire su un autotreno dopo l’esame finale? Non so più come fare ho perso il conto delle domande che ho fatto per essere assunto da qualche azienda, vorrei chiedere a voi che avete esperienza una domanda: se divento padroncino e lavoro anche 14 ore al giorno ce la posso fare a coprirmi tutte le spese? E quanto può uscirci per me? Io pur di lavorare sono disposto a guadagnare pochissimo perché vi assicuro che a non fare nulla tutto il giorno c’è da impazzire. Grazie

  16. Alessandra Scrive:

    Come saprai per “diventare padroncino” è necessario avere l’idoneità professionale, la capacità finanziaria e l’onorabilità. Solo a livello amministrativo, il tempo che occorre per le pratiche è a dir poco elefantiaco. Se non hai già l’idoneità professionale sono dolori. Conseguirla è un’impresa, non solo finanziaria. Il camion costa un botto e sappiamo come funzionano le banche. Se hai un buon business plan (e qui si apre un altro bel problema) provaci pure. Io non te lo consiglio. Buona fortuna.

  17. Alessandro Scrive:

    Concordo con Alessandra ed aggiungo un ulteriore ostacolo oltre alle varie formalità (idoneità professionale, finanziaria etc.) e alla macchina (camion) c’è pure da acquisire la licenza, in sostanza UN CONSIGLIO A MAURO, NON PENSARCI NEMMENO A FARE IL PADRONCINO, NON NE VALE LA PENA. Io l’ho fatto fino a 2 mesi addietro ed ho sospeso l’attività (sospeso non chiuso) e venduto il camion, in attesa di tempi migliori!!! Sperando che arrivino…

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