Gpl e metano, il settore chiede
altri incentivi per le trasformazioni

Una proroga ai fondi statali che incentivano la trasformazione a Gpl e metano delle auto. È quella che chiedono, dal Motor Show di Bologna, gli operatori del settore. Secondo i produttori, lo stanziamento attuale sarà sufficiente solamente per soddisfare le richieste del 2009 e delle prime settimane del 2010. “È quindi urgente il rifinanziamento, pena il blocco di un mercato che coinvolge diverse decine di migliaia di lavoratori”, hanno spiegato.
Alla rassegna bolognese, circa 500 officine meccaniche specializzate nell’installazione di impianti Gpl e metano si sono riunite per fare il punto e trovare una strategia comune da sottoporre al governo. Nonostante i grandi numeri del gas e il crescente interesse del pubblico, la crisi del 2009 ha lasciato il segno anche qui: molte aziende, infatti, hanno fortemente ridotto il proprio giro d’affari e non si intravedono importanti segnali di ripresa. A ciò si aggiunge la consueta incertezza delle modalità di erogazione, anche per il prossimo anno, degli incentivi per l’acquisto e la trasformazione di auto a gas.
Diversi gli argomenti all’ordine del giorno dell’incontro organizzato dal Consorzio Ecogas, associazione che riunisce tutti i comparti del settore del gas per auto e rappresenta oltre 1.000 aziende italiane: il già citato rifinanziamento degli eco incentivi, in particolare degli MSE alla trasformazione per l’anno 2010; il regolamento 115 e le modifiche all’articolo 75 del Codice della strada – evoluzione del mercato dell’after-market e prerogative e nuova figura dell’Officina di installazione; corsi di riqualificazione per gli installatori. E il nuovo mercato del Gpl per la nautica: stazioni di rifornimento e impianti sui natanti.
“Per il prossimo anno regna ancora la massima incertezza”, ha rilevato il direttore del Consorzio Ecogas, Alessandro Tramontano, durante l’incontro, “di sicuro sappiamo che il Ministero dello Sviluppo Economico ci appoggia e ha formulato una proposta al governo: tale proposta, accompagnata da una relazione tecnica che evidenzia i veri costi dell’incentivo, è quella di rifinanziare le trasformazioni a Gpl e metano con un fondo di 90 milioni di euro per il 2010. La relazione di bilancio evidenzia che agli importi attuali, 500 euro per il Gpl e 650 per il metano, il costo, per 90 milioni di fondo, è stimato in appena 27 milioni di euro circa solo considerando i nuovi gettiti recati dall’Iva sulle trasformazioni”.
La figura professionale dell’installatore – quasi 5.500 oggi in Italia – è destinata a diventare sempre più importante nel panorama automobilistico, grazie alla maggiore diffusione di autoveicoli a gas, che sono già oggi oltre 1.500.000 in Italia.
“Per il futuro del settore è fondamentale portare avanti il percorso già intrapreso dal Consorzio per la certificazione della professionalità delle officine”, ha sottolineato Mauro Barbaccini, responsabile nazionale officine del Consorzio Ecogas, “aderendo ai corsi che stiamo organizzando su tutto il territorio nazionale”.
Il momento è decisivo per lo sviluppo dei due carburanti gassosi, in quanto sono indubbiamente gli unici già disponibili e utilizzabili anche su larga scala che possiedono le caratteristiche necessarie ad un’ampia diffusione. Tecnologia pronta, che ha nell’Italia il produttore leader nel mondo. Rete di distribuzione diffusa, nonostante le carenze in alcune aree del Paese. Disponibilità di prodotto, in crescita nei prossimi anni. Compatibilità ambientale, che consente di contribuire fattivamente al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Quindi una forma di rinnovo ambientale del circolante immediata e ad alto rapporto benefici-costi, disponibile per chi desidera acquistare un’auto nuova e per chi vuole rinnovare in senso ecologico il proprio mezzo di trasporto, passando da un carburante tradizionale ad uno alternativo a più basso costo di esercizio.

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